Dopo aver attraversato l’Italia e aver dialogato con alcuni dei suoi luoghi simbolo, Mr Arbitrium, una delle opere più iconiche di Emanuele Giannelli, compie oggi il passaggio più significativo della sua storia: dalla resina al bronzo, dalla dimensione itinerante a quella permanente, dalla mobilità del viaggio alla forza della presenza stabile. Realizzata inizialmente in resina e presentata in contesti pubblici, l’opera evolve oggi nella sua forma definitiva grazie alla collaborazione con la storica Fonderia Salvadori. La fusione in bronzo segna un momento decisivo: non soltanto un’evoluzione materica, ma un’affermazione di permanenza, monumentalità, pregio e valore simbolico. La nuova versione di Mr Arbitrium in bronzo sarà un pezzo unico destinato a diventare installazione permanente, inaugurando una nuova identità del progetto. Il gesto resta il medesimo, ma specchiato rispetto alla versione in resina, la tensione muscolare la stessa, la domanda ancora sospesa tra sostenere o respingere. A cambiare è la materia e, con essa, il significato dell’opera: più solida, più durevole, più definitiva.

Nel corso degli anni, Mr Arbitrium ha costruito il proprio percorso attraverso luoghi simbolici e contesti differenti, trasformando ogni installazione in un nuovo capitolo del progetto. Dalle prime apparizioni in Toscana, tra Pietrasanta, Carrara, Lucca e Seravezza (2021), l’opera ha iniziato a dialogare con piazze storiche e architetture identitarie, per poi confrontarsi con scenari sempre più complessi: dalla Basilica di San Lorenzo a Firenze (2022) fino all’Arco della Pace di Milano (2023), primo vero impatto con una dimensione urbana e metropolitana e infine Parma (2024) presso San Francesco del Prato.

Il viaggio si è poi esteso oltre i confini italiani con l’installazione al Teatro dell’Opera di Lviv, in Ucraina (2023), segnando un passaggio importante nel respiro internazionale del progetto. In quell’occasione l’intervento ha assunto il valore di una vera e propria missione artistica e umanitaria: in uno scenario segnato dalla guerra, Giannelli è stato tra i pochissimi artisti europei presenti sul territorio, presentando l’opera come simbolico gesto di sostegno alla cultura, alla memoria e agli intellettuali che nei conflitti hanno perso la vita.

Ogni tappa ha ridefinito il significato dell’opera, dimostrando come Mr Arbitrium non sia una scultura statica, ma un organismo in evoluzione, capace di adattarsi e risignificare lo spazio che lo accoglie. Se fino a ora Mr Arbitrium è stato il colosso viaggiatore, oggi quel percorso incontra una sosta: Zurigo. Non una resa, né una stanchezza, ma la scelta di una nuova centralità: dopo il movimento, la permanenza; dopo il passaggio, la presenza.
IL DOPPIO: UNA NUOVA LETTURA DEL PROGETTO
La nuova scultura in bronzo può essere letta come il gemello specchiato di Mr Arbitrium in resina. Due figure identiche nella forma, nate dalla stessa matrice creativa, ma destinate a due differenti esistenze.

Il primo, realizzato in resina, conserva la natura nomade dell’opera: continua a viaggiare, a incontrare città diverse, a mutare significato attraverso i contesti che lo accolgono. Il secondo, realizzato in bronzo, sceglie invece la stabilità. Si radica, resta, presidia lo spazio e ne diventa parte integrante. È una dualità che richiama una tensione profondamente contemporanea: da un lato il desiderio di libertà, trasformazione e movimento; dall’altro il bisogno di solidità, memoria e durata. Se la resina può evocare il tempo fluido e provvisorio della nostra epoca, il bronzo richiama la tradizione della scultura monumentale, la permanenza della forma e la capacità di attraversare il tempo senza perdere forza. Due corpi uguali, due destini diversi. Uno continua il viaggio. L’altro inaugura una presenza stabile.
L’ARCHITETTURA COME INTERLOCUTORE

L’approdo a Zurigo rappresenta un nuovo punto di svolta, in cui evoluzione materica e dimensione internazionale si incontrano. Mr Arbitrium entra in un contesto europeo tra i più dinamici e strategici del presente. Zurigo, città simbolo di equilibrio, innovazione, visione globale e solidità economica, diventa il luogo ideale per accogliere questa nuova fase del progetto. Mentre il gemello in resina prosegue il proprio percorso itinerante, la nuova versione in bronzo sceglie un nuovo centro nevralgico del presente globale e vi si insedia come presenza permanente.

L’opera verrà inaugurata il 29 Maggio 2026 in Seefeldstrasse 60, nel cuore del quartiere Seefeld (Distretto 8), una delle aree più eleganti e culturalmente vivaci della città, a pochi passi dalla passeggiata sul lago. La collocazione scelta è un edificio storico di pregio, costruito nel 1924 e completamente restaurato tra il 2008 e il 2009, oggi sede della Ledermann Management AG. Il palazzo, caratterizzato da torri angolari, ornamenti d’epoca e finestre ad arco al piano terra, rappresenta un perfetto equilibrio tra conservazione e rinnovamento. La sua architettura diventa il partner ideale per accogliere l’intervento di Giannelli, instaurando un dialogo diretto tra passato e presente. Alta oltre 5,4 metri, la scultura raffigura una figura maschile colta all’apice dello sforzo fisico, con la muscolatura in tensione, impegnata in un gesto volutamente ambiguo: sostenere o respingere. È proprio in questa ambivalenza che si concentra il nucleo dell’opera. Il gesto resta sospeso e affida allo spettatore la responsabilità dell’interpretazione. Il titolo stesso richiama il concetto di libero arbitrio, inteso come facoltà di scelta e assunzione di responsabilità.
IL COLOSSO VIAGGIATORE: IL SIGNIFICATO DI UN PERCORSO
Pensato come un’opera itinerante, Mr Arbitrium è, per sua natura, un “corpo in viaggio”, capace di trasformarsi attraverso i contesti che attraversa e di ridefinire il proprio significato in relazione ai luoghi che lo accolgono. Il titolo stesso, Mr Arbitrium, richiama il concetto di libero arbitrio. Fin dall’antichità, la filosofia occidentale lo considera una condizione essenziale nel rapporto tra uomo, legge e spiritualità: per Sant’Agostino è inclinazione al bene, per San Tommaso coincide con la volontà, che deve confrontarsi con la ragione. L’opera non offre una risposta, ma apre una domanda: preservare ciò che rappresenta la nostra storia o metterlo in discussione? In un’epoca in cui scienza e tecnologia ridefiniscono continuamente i confini dell’umano, tra robotica, neurotecnologie e società digitali, l’individuo continua a confrontarsi con le proprie incertezze, paure ed entusiasmi. In questo scenario, scegliere diventa inevitabile. Mr Arbitrium traduce questa tensione in forma visiva: non indica una direzione, ma mette in scena il momento stesso della scelta. Con questa opera, Giannelli prosegue la sua ricerca sul corpo umano come luogo di conflitto tra passato e futuro, tra natura e artificio.Si potrebbe immaginare Mr Arbitrium come un viaggiatore contemporaneo che porta con sé una stessa domanda, declinata ogni volta in modo diverso: quanto siamo disposti a sostenere il nostro passato e quanto invece desideriamo superarlo?Ma il vero protagonista dell’opera non è la scultura: è l’umanità, chiamata a esercitare il proprio libero arbitrio.

L’ARTISTA
Romano di origine, trapiantato a Pietrasanta, terra di eccelsi scultori, Emanuele Giannelli racchiude dentro di sé la classicità della capitale e la geniale provocazione toscana, intesa da lui come una caratteristica positiva, in quanto capace di “provocare emozioni”. Nato a Roma nel 1962, poco prima dei vent’anni si trasferisce a Carrara, capitale del marmo, e nel 1984 si diploma in Scultura all’Accademia di Belle Arti con il massimo dei voti. È in quegli anni che si avvia il progressivo distacco dalle correnti classiche, parallelamente a un sempre più stimolante avvicinamento alla scultura contemporanea. I complici? La cultura industriale da cui viene sempre più assorbito – la musica industriale ed elettronica, i libri, gli amici, i dischi, i fumetti – il punk come movimento giovanile di protesta, il movimento studentesco e gli scontri politici di fine anni ’70, che vede e vive da vicino, i tanti viaggi d’ispirazione tra Berlino e New York e il periodo vissuto a Londra nell’85. L’artista Giannelli cresce così, sperimentando nuovi materiali e nuove tecniche con impetuosa curiosità e coscienza, ma anche sperimentando il mondo, fino a trovare una sua narrazione, che quasi come un’ossessione ritorna in tutte le sue opere e che vediamo ancora oggi: la figura umana in preda al caos della contemporaneità e alla trasformazione.
