Eleganza, moda e unicità sono i tratti distintivi di Sarajo Mariotti: modella e coreografa di fama internazionale, icona di stile e buone maniere, capace di trasformare ogni sua presenza in una dichiarazione di qualità e professionalità. Vederla sfilare sulla passerella significa assistere a un’esplosione di emozioni: ogni falcata rivela sicurezza, ogni gesto trasmette charme, ogni sguardo cattura l’attenzione.

Nata in Brasile, oggi vive in Toscana, a Pisa, dove ha fondato la sua accademia, un luogo in cui talento e disciplina si incontrano per dare vita a nuove generazioni di professionisti del settore. Le sue studentesse e i suoi studenti calcano passerelle in tutto il mondo: merito della sua capacità rara di riconoscere il famoso “fattore X”, quel dono prezioso che scorre nelle vene di chi vive la moda come vocazione.

Intuitiva, lungimirante e profondamente professionale, Sarajo rappresenta un vero fiore all’occhiello del dietro le quinte della moda italiana e un’eccellenza toscana nel panorama internazionale. Una figura che incarna i valori, la storia e la creatività di una regione che ha fatto della moda e del tessile uno dei suoi patrimoni più importanti
Come è iniziata la sua carriera nel mondo della moda?
Sono nata in Brasile, un luogo pieno di colori ed energia, e fin da piccola sognavo le passerelle. Il mio percorso è iniziato prestissimo: la moda è stata il mio linguaggio, il mio modo di esprimermi. Da lì ho iniziato a viaggiare, studiare, camminare… e costruire la carriera che oggi porto nel cuore.
Cosa la ha aiutata a diventare una modella di fama internazionale?
Determinazione, disciplina e una grande fede nel mio percorso. Ho sempre creduto che ogni passo — anche quello più difficile — fosse un tassello fondamentale. Non mi sono mai fermata, ho sempre investito su me stessa e sulla mia crescita.

In che modo la sua infanzia ha influenzato la donna e la professionista che è oggi?
La mia infanzia mi ha insegnato a non arrendermi e a vedere bellezza anche nelle sfide. Mi porto dentro valori forti: rispetto, gratitudine e autenticità. Sono le basi che guidano ogni cosa che faccio.
Come descriverebbe il suo stile di camminata in passerella?
La mia camminata è la mia firma: fluida, sicura, ammaliante. È un insieme di tecnica e anima. Ogni passo deve raccontare qualcosa, deve trasmettere energia. La passerella è il luogo dove mi sento davvero me stessa.
Perché ha scelto di diventare insegnante di portamento, bon ton e posa fotografica?
Perché sentivo il desiderio di restituire ciò che la moda mi aveva regalato. Insegnare è condividere. Vedo un talento e lo voglio far brillare. Aiutare i giovani a trovare postura, eleganza, sicurezza e identità è la parte più bella del mio lavoro.
Cosa contraddistingue i suoi corsi?
L’attenzione totale alla persona. Ogni allievo ha un potenziale unico. Nei miei corsi non insegno solo a camminare o posare, ma a sentirsi a proprio agio nel proprio corpo, ad avere grazia, educazione, rispetto e presenza scenica.

Qual è il valore in cui crede di più?
La fiducia. Credo nelle persone, sempre. Anche quando loro non credono ancora in sé stesse. Tutto parte da lì: dalla consapevolezza che con impegno e cuore si può fare qualunque cosa.
Cosa la rende diversa come insegnante e mentore?
Il mio percorso internazionale, la mia sensibilità, la mia energia. Non smetto mai di studiare e migliorarmi, perché voglio dare il meglio a chi si affida a me. La mia missione è far emergere autenticità e bellezza, non creare copie.

Qual è la soddisfazione più grande del suo lavoro?
Vedere i miei allievi trasformarsi: nella postura, nel portamento, nell’autostima. Quando una persona si sente finalmente sicura e luminosa, quello è il mio successo.
Che messaggio vuole lasciare a chi sogna una carriera nella moda?
Non smettete mai di crederci. Abbracciate la vostra storia, i vostri valori e la vostra luce. La moda premia chi ha coraggio, disciplina e anima. E ricordate: non esiste nessuno come voi.
