foto di Silvia Meacci
L’Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte è una vivace realtà che promuove dal 1958 formazione e ricerca, accogliendo studiosi dell’arte fiamminga e italiana negli spazi e nella biblioteca del viale Torricelli a Firenze. È qui che Donato Nitti, avvocato e console onorario dei Paesi Bassi, espone i suoi lavori in una mostra visitabile fino al 16 ottobre. Per un mese sarà infatti possibile ammirare una ventina di opere molto suggestive che ripercorrono il suo percorso artistico: dal disegno all’acquerello, dall’acrilico fino all’arte digitale. Di grande interesse è il disegno nato in Portogallo nell’agosto del 2023, Di sogni e di ombre, una sorta di autoritratto realizzato ad acquerello su carta, intriso di toni nostalgici. Un’opera che l’artista inizialmente esitava a mostrare al pubblico e che ora presta il suo titolo all’intera mostra.

Se ci si sofferma a leggere i nomi che Nitti ha attribuito ai suoi singoli lavori, si viene subito trasportati in una dimensione onirica in cui l’essere umano, eterno viandante, e la natura — tema ricorrente in Nitti — duettano. Tutto cerca senso e ritorno all’essenza. I due esemplari della serie La città invisibile (2023 ) mostrano agglomerati densi di bellezza e affanno. Sono realizzati in acrilico e risultano affollati di segni che delineano, ma anche sfumano, quasi a trasmettere una grazia soffocata. Le più recenti opere di Nitti sono invece create digitalmente. Da sue fotografie ripetutamente sovrapposte, ottiene, stravolgendole, nuovi colori, forme, ombre, luci ed effetti. Nei lavori del 2025, le immagini, stampate su carta di cotone, si fanno più nitide, essenziali. Trasudano quella capacità poetica che Nitti, in passato, ha lasciato fluire sulla pagina con parole e versi. In particolare, la serie dedicata agli alberi trasmette la sofferenza della natura. Alberi fioriti, sì, e in tinte vivaci — perché resistenti e capaci di sbocciare anche in condizioni avverse — eppure scarni e soli. L’albero e la sua ombra suggerisce isolamento, vuole raccontare come stiamo violentando la natura.

I visitatori potranno ammirare Estragon (2024), che lo scorso giugno è stato esposto al Palazzo delle Nazioni Unite a New York. Estragone è uno dei personaggi di “Aspettando Godot”, è l’uomo che guarda verso l’albero, interrogandosi sulla vita. Colpisce sapere che Nitti ha iniziato la gestazione di questa opera partendo da foto sovrapposte di fiori e che nel 2025, a New York, ha creato l’opera gemella: Vladimir, l’altro personaggio in vana attesa.Una produzione, quella di Nitti, che lascia tracce interiori, non solo visive.

