Un artista può anche interpretare centinaia di ruoli, ma, a volte, rimane di lui quella maledetta o benedetta immagine che non se ne va dagli occhi, né dalla mente degli spettatori. Mario Carotenuto è, per tutti i cultori di un film che ha fatto epoca, Febbre da cavallo, diretto da Steno, l’avvocato De Marchis. Nacque a Roma il 30 giugno 1916, suo padre si chiamava Nello ed era stato un attore del cinema muto. Respirando l’arte cinematografica e teatrale, Mario Carotenuto esordì ad appena otto anni al Teatro Costanzi di Roma. Paradossalmente dopo quell’esordio, Mario svolse altri lavori poco attinenti al teatro. In quel periodo non esisteva ancora la televisione e la radio era uno strumento per la carriera di attore. Mario Carotenuto negli anni quaranta dello scorso secolo recitò per la radio numerose commedie e tragedie. Durante la seconda guerra mondiale, Mario Carotenuto entrò a far parte della compagnia teatrale che era dipendente dal reparto propaganda della Waffen-Grenadier-Division der SS, in pratica della Repubblica di Salò. Con la fine delle ostilità belliche, Mario Carotenuto tornò alla radio e nel gennaio del 1951 dall’Auditorium radio Rai al Foro Italico, presentò la prima puntata del programma settimanale Rosso e Nero, che probabilmente più che il romanzo di Stendhal, voleva focalizzare il particolare momento storico e politico. La regia era di Riccardo Mantoni, il fratello maggiore di Corrado. Partecipavano: Tino Scotti, Franca Valeri, Alberto Sordi e poi i cantanti Teddy Reno, che sarebbe poi diventato il marito di Rita Pavone, ma questa è un’altra storia e Claudio Villa. L’esordio al cinema avvenne nel 1950 con Abbiamo vinto! di Robert Adolf Stemmle. Poi arrivò Alberto Lattuada che riservò a Mario Carotenuto il ruolo di commendatore nel film La spiaggia, ruolo che spesso avrebbe interpretato nei film degli anni successivi. Mario Carotenuto recitò in Pane, amore e… di Dino Risi nel 1955, poi sempre con lo stesso regista in Poveri ma belli del 1956 e Il mattatore del 1959. Mario Carotenuto diede prova delle sue abilità attoriali in teatro. Nel 1956 vinse il premio San Genesio per la sua interpretazione di Peachum ne L’opera da tre soldi di Bertolt Brecht, diretta da Giorgio Strehler, insomma nomi davvero importanti della scena artistica. Negli anni sessanta con il fiorire delle commedie con grandi attori protagonisti, come: Totò, Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman e via dicendo in quanto l’elenco sarebbe infinito, Mario Carotenuto fu l’uomo adatto per tutte le stagioni, con ruoli leggeri che andavano dalle farse, alle parodie, ai musicarelli tanto in voga in quegli anni. Mario Carotenuto era un attore tagliato per la commedia, ma pur sempre un interprete che veniva dal teatro impegnato. Per tale motivo il suo ruolo nello Scopone scientifico del 1972 diretto da Luigi Comencini, gli diede la possibilità di vincere il Nastro d’Argento come miglior attore non protagonista. Nel 1953 Mario Carotenuto sposò l’attrice e ballerina Luisa Poselli, dalla quale ebbe una figlia Claretta, anche lei un’attrice e regista di buon livello. Mario Carotenuto fu anche un apprezzato doppiatore e prestò la voce a Mario Conocchia in 81/2 di Federico Fellini, essendo in qualche modo protagonista di un film da Oscar. Arriviamo al suo ruolo che sembrava cucito su misura, parliamo del film di Steno, il padre dei fratelli Vanzina. Correva l’anno 1976 e negli ippodromi romani si girava Febbre da cavallo. Il film non ebbe un grande successo di pubblico e critica, solo qualche anno dopo divenne un cult amato da intere generazioni. L’avvocato De Marchis era il proprietario spiantato del cavallo Soldatino, che alla fine vince in una specie di rivalsa sulla sorte avversa di un gruppo di scommettitori perdenti. Negli anni ottanta Mario Carotenuto recitò in decine di pellicole del filone commedia sexy all’italiana, spesso con Alvaro Vitali recentemente scomparso. Tornò al cinema nel 1995 per interpretare un tipografo nel film Romanzo di un giovane povero, diretto da Ettore Scola. In quello stesso anno, il 14 aprile, Mario Carotenuto morì nella clinica Aurelia Hospital di Roma a causa di una neoplasia polmonare. Mario Carotenuto ha interpretato come caratterista i vizi e le virtù degli italiani e narrato il paese che stava cambiando. Oggi riposa nel cimitero di Grottammare nelle Marche, città originaria di Gabriella Cottignoli, la sua seconda moglie che gli rimase accanto fino alla fine. Mario Carotenuto ha recitato in oltre 100 film, ma resterà per sempre l’avvocato De Marchis, il proprietario di Soldatino.
Mario Carotenuto: l’avvocato De Marchis
