Il comune di Tresana e in generale tutta la Lunigiana sono tradizionalmente vocati all’apicoltura e alla produzione di miele. In particolare quest’anno il bilancio sembra essere migliore dei precedenti, tanto da far sperare in un impatto economico positivo per tutti gli apicoltori, sia gli hobbisti sia quelli che si rivolgono al mercato. Ne parliamo con il dottor Manlio Antoniotti, “storico” apicoltore del comune di Tresana, già presidente dell’associazione Toscana Miele e già consigliere del consorzio del Miele DOP della Lunigiana: “Dopo alcuni anni di “magra” quest’anno la produzione di miele in Lunigiana è stata soddisfacente, soprattutto per quanto riguarda il miele di castagno, che negli anni scorsi aveva visto un calo significativo dovuto a varie cause, tra cui la presenza sulle piante del cinipide galligeno, un parassita che le ha indebolite molto e che ora, grazie anche alla lotta portata avanti da soggetti privati a dalle istituzioni pubbliche, sembra molto ridimensionato. La nostra terra ha due strutture molto importanti, che permettono a chi produce miele o ha intenzione di affacciarsi a questo a questo mondo affascinante di portare a conclusione la sua attività fino in fondo alla filiera. Una è la mieleria collettiva di Toscana Miele, situata nel comune di Mulazzo, in località Boceda, che permette, anche a chi è alle prime armi, di “smielare” il proprio miele cioè di estrarlo dai favi, i piccoli “contenitori” in cui le api ripongono il frutto delle loro fatiche, e di svolgere tutte le operazioni necessarie a mettere il miele nei vasetti che vediamo comunemente nei supermercati o nei negozi di alimentari . Un’altra è il consorzio del miele DOP della Lunigana che raccoglie i produttori che certificano il miele di acacia e castagno sottoponendo il loro prodotto ad un disciplinare che rende ancora più alta la qualità e la garanzia del processo produttivo. ll soggetto che commercializza una buona parte del miele Dop certificato si rivolge in massima parte al mercato della gda, la grande distribuzione organizzata, in quanto questo è in grado di ricevere quantità maggiori di miele e distribuirlo capillarmente sul territorio nazionale. Il ritorno economico che dà il miele dop è sicuramente interessante e premia l’apicoltore in misura maggiore rispetto al miele convenzionale. C’è anche da dire che in almeno Italia il mercato assorbe molto bene il miele di acacia, mentre è piu lento con il miele di castagno, proprio la qualità che storicamente è quella prodotta in quantità maggiore in Lunigiana; questo può inizialmente penalizzare il piccolo apicoltore che non vede un riscontro economico immediato ma le strutture che ho citato prima possono aiutarlo ad affrontare queste difficoltà. Il mio augurio in conclusione è che tutti i soggetti interessati, sia pubblici che privati, si adoperino sempre più per valorizzare il miele prodotto nella nostra zona, nella speranza che diventi non solo una vetrina per decantarne le bellezze, ma anche una risorsa economica per molti, soprattutto giovani che possono trovare un’opportunità di lavoro in più.”




