foto di Silvia Meacci
Sono esposti a Palazzo Medici Riccardi, i “Ritratti senza tempo”, di Rossano B. Maniscalchi, fotografo e regista di fama internazionale, maestro eclettico, davvero raffinato nel chiaroscuro. Sono scatti rigorosi ed eleganti, senza abbellimenti di cornice, primi piani di politici, artisti, attivisti, scrittori, tutti personaggi che hanno lasciato un segno nella storia contemporanea: Barack Obama, Arnaldo Pomodoro, Dalai Lama, Jody Williams, Giorgio Napolitano, Derek Walcott, Michelangelo Antonioni, Philippe Daverio, Lech Walęsa, Dario Fo, Alda Merini e altri. Disposte lungo le pareti del Museo dei Marmi, nell’area sotterranea di Palazzo Medici Riccardi, le foto vanno ad arricchire lo spazio espositivo che ospita le sculture delle collezioni della famiglia Ricciardi, repliche romane di originali greci andati perduti.

Si tratta per la maggior parte di magnifici busti che perpetuano la memoria di eroi, imperatori, vecchi saggi, oppure figure mitiche come Asclepio, dio della medicina. L’antico e il moderno si fondono, i marmi severi dialogano con gli scatti realizzati dall’artista fiorentino nel corso della sua carriera. Di forte impatto il ritratto di Lawrence Ferlinghetti, attivista e poeta della Beat Generation: folta barba bianca, occhi intensi. Un volto che si “specchia” col vicino busto del I secolo d.C., riconducibile al ritratto del filosofo Platone o dello statista Milziade. La testa marmorea si impone per bellezza, autorevolezza e qualità del modellato.

Colpisce proprio l’accostamento del classico al contemporaneo, in un viaggio attraverso la rappresentazione umana. Interessante anche il confronto materico, la solidità della pietra viene titillata dall’incalzante luce delle foto. È affrontato il tema della memoria collettiva e dell’immortalità del soggetto ritratto che i due linguaggi artistici, scultura e fotografia, tentano di mettere in atto.

La mostra si apre con ritratti femminili di Rita Levi-Montalcini, Wanda Ferragamo e Mairead Corrigan, attivista Premio Nobel per la pace. Grandi donne in differenti ambiti, le cui foto sono state posizionate vicino al ritratto di Vibia Sabina, moglie di Adriano. La scultura risale al II secolo d.C. , ed è giunta fino a noi a testimonianza di una donna fiera, di alto lignaggio, descritta dal marito come “morosa et aspera”, capricciosa e intrattabile, ma molto carismatica e amata dalla popolazione, una vera “first lady” dell’epoca.
“Ritratti senza tempo”
Museo dei Marmi di Palazzo Medici Riccardi
Dal 31 luglio al 28 ottobre 2025

