• Dom. Mar 3rd, 2024

Diari Toscani

Giornale di cultura, viaggi, enogastronomia e società

Grazie Selenia, come sempre, per la tua introduzione che, in poche parole, mette subito in risalto alcuni tratti essenziali del segno dello Scorpione, a mio avviso uno dei più controversi e più incompresi di tutto lo zodiaco. Molto spesso, infatti, si associa a questo segno una sorta di “cattiveria intrinseca”. E solo a sentirlo nominare si alzano le difese. Lo scorpione non è un cattivo segno. ovviamente, come del resto non lo è in sé nessun segno. La verità è semplicemente che spaventa, che fa paura. Perché? Beh per molti motivi, come vedremo tra poco, ma il primo e più importante è che questo archetipo costringe a fare i conti con tutto ciò che teniamo nascosto e che, non solo non vogliamo far vedere agli altri, ma  nemmeno noi, di noi stessi, vorremmo vedere. È un segno “scomodo”, più che pericoloso. Che, tra l’altro, spesso, è “scomodo” prima di tutto per chi lo porta: anche se non ci si pensa mai, infatti, è lui il primo a dover fare i conti con le proprie ombre e con i propri vissuti drammatici, con il proprio inferno personale. Ed essendo un maestro in questo, per lui non c’è scampo, non c’è alcuna via di uscita. Certo è che questi stessi motivi che lo rendono “spaventoso” e un po’ “oscuro”, lo rendono anche uno dei segni più magnetici e affascinanti di tutto lo zodiaco. L’immagine tipica dello scorpione è quella del “bel tenebroso” per intenderci. Associato a questo archetipo è tutto ciò che è nascosto e che ci fa paura: dai fantasmi agli spiriti, dalle perversioni più inconfessabili e torbide, a tutto ciò che è osceno (letteralmente “fuori dalla scena”). Rappresenta in una parola tutto ciò che è tabù. E, ovviamente, a maggior ragione, il tabù per eccellenza della nostra società, ossia la morte. Non a caso il periodo dell’anno in cui il Sole attraversa questo segno è il pieno autunno, stagione in cui le foglie si avvizziscono, cadono e vanno a marcire sul terreno. La stagione in cui tutta la natura si prepara a “morire”. Chiaro che, tutto questo, diventerà humus, nutrimento per la terra e fertilizzante necessario per la nuova vita. Ma per ora è solo la decadenza a mostrarsi, in tutta la sua poesia e la sua magnificenza: la vita, se c’è, non si mostra, resta a lavorare nel sottosuolo. E non è, di certo, un caso che, proprio al centro di questo periodo in cui il Sole transita nel segno dello Scorpione, troviamo Halloween, con tutta la sua iconografia legata all’orrido, all’osceno che si mostra, ai fantasmi, ai demoni: è letteralmente, anche fuori dalla tradizione angloamericana, la festa dei morti, la festa della morte. Nella ruota dello zodiaco abbiamo analizzato nell’articolo scorso il segno della Bilancia, e abbiamo visto come questo archetipo porti l’essere umano a confrontarsi con l’Altro da sé. Qui, con il segno dello Scorpione, l’Altro non è più un altro individuo per così dire “esterno”: qui l’Altro per eccellenza è l’ombra, l’Altro che è dentro di noi, l’altra faccia (sempre oscura) della Luna, quella che non si vede mai. Qui l’Altro è il “negativo”, la notte, l’inferno, il conturbante lo chiamerebbe Freud. Ma sotto terra non ci stanno solo le bare, i detriti, i relitti, gli scarti, i “vuoti a rendere” della vita: sotto terra ci stanno anche i semi, le radici, e tutti i minerali più preziosi. In altri termini, lì sotto ci sono tutti i nostri tesori nascosti. E per trovarli bisogna scavare, come questo archetipo ci invita a fare. Per trovarli bisogna avere il coraggio di affrontare i nostri demoni, le nostre paure, i nostri inferni personali. Il movimento dello Scorpione è sempre un movimento verso il basso, uno scavare, un andare giù, uno scendere in profondità, come indica chiaramente la freccia verso il basso del suo glifo. Chi ha forti valori in questo segno ha un fiuto eccezionale, è un imbattibile segugio, ed è quasi morbosamente attratto dal lato nascosto delle cose, dal doppio fondo della valigia. Sente che c’è sempre qualcosa sotto, qualcosa dietro l’apparenza. Per questo sono i migliori investigatori naturali che possiate trovare, sia nel senso classico del termine, sia in senso più ampio: psicologi e psicoanalisti, per esempio, indagatori dell’inconscio, ma anche dell’occulto e di tutto ciò che è esoterico. Se volete appassionare un amico o una amica che ha forti valori in questo segno, dategli un mistero da risolvere. Gli scorpioni amano tutto ciò che è misterioso. Ne sono irresistibilmente attratti. E qui cominciamo ad intravedere forse anche una delle principali ombre e difficoltà tipiche del segno, ossia la diffidenza. Questa sua natura intrinsecamente portata a percepire che ci sia sempre qualche cosa sotto di nascosto, infatti, non può che portare a tutta una serie di problemi legati alla fiducia. Problemi non solo relazionali, come la gelosia per la quale sono piuttosto famosi, ma anche generali, come la tendenza a cercare sempre di avere tutto sotto controllo. Il che ovviamente può essere davvero estenuante. Chi è dominato da questo archetipo ha spesso delle serie difficoltà a lasciarsi andare, ad aprirsi davvero fino in fondo. Ed essendo un segno di potere, potere occulto ovviamente, ben lontano da quello del Leone, la sua arma a doppio taglio preferita è la manipolazione. Ed è un’arma a doppio taglio perché più spesso di quanto si possa immaginare finisce per essere una ragnatela in cui resta egli stesso impigliato, una sorta di compulsione, più che di vera e propria scelta consapevole, che gli impedisce di vivere pienamente e serenamente il presente, di fluire in modo spontaneo e rilassato con l’esistenza. Per dirla in altri termini, se non ci sono drammi e complotti da svelare, questo segno spesso se li inventa. E questo vale, soprattutto, se c’è la Luna nel segno, più che il Sole o l’ascendente. Per esperienza, sia personale che professionale, potrei dire che non c’è Luna più predisposta al tormento interiore, di quella in Scorpione. Come abbiamo accennato negli articoli precedenti la Luna rappresenta la nostra interiorità, la sensibilità, il nostro mondo emotivo. Se uniamo a questo ciò che abbiamo detto fino ad ora del segno, possiamo ben capire come questa accoppiata possa creare un’opera instancabile di scavo interiore, alla ricerca soprattutto di quelle ferite e di quelle parti emotive più inquietanti, più oscure, più ossessive e paurose. Potremmo dire che, il famoso pungiglione di cui è dotato lo scorpione, tende più spesso che in altri casi a rivoltarsi contro se stesso, in una spirale che alimenta tendenze fondamentalmente autodistruttive. Un’altra delle caratteristiche peculiari di questo archetipo è l’intensità: lo Scorpione vive tutto con estrema intensità, emozioni comprese ovviamente. È pur sempre un segno di acqua del resto. Detesta le cose tiepide, le vie di mezzo. È tutto o niente. Vuole tutto o niente. E pur di vivere intensamente, tende a crearsi situazioni problematiche, difficili, tormentose. C’è chi addirittura sostiene che abbia bisogno di un certo quid di sofferenza, per potersi sentire a proprio agio. Un po’ un paradosso, ma infondo è proprio così. Le cose troppo tranquille e semplici proprio non gli piacciono, non gli danno quella intensità di cui si nutre e attraverso cui può dare il meglio di sé. In ogni caso non c’è dubbio che chi è nato con il Sole (o altri elementi importanti) nel segno dello Scorpione, sia qui per fare un lavoro profondo, di scavo, di indagine interiore, con particolare attenzione alle proprie ombre. Un lavoro che, come abbiamo accennato, dovrebbe essere volto alla scoperta dei propri tesori più preziosi e nascosti. Un lavoro profondo di guarigione dunque, non certo con intento di autodistruzione. Per fare questo, e per evitare che diventi pericoloso per se stesso e per gli altri, deve imparare a gestire meglio il suo potere, riconoscere, evitare e contenere la sua tendenza al pessimismo e agli stati ossessivo-depressivi. E soprattutto lavorare sulla fiducia, che è uno dei cardini, dal mio punto di vista, più importanti per chi ha forti valori in questo segno. Solo così lo Scorpione evoluto può diventare un eccezionale strumento al servizio della guarigione e della evoluzione. Sia della propria, che di quella degli altri. Deve, in latri termini, imparare anche l’arte di risalire dagli abissi, una volta che vi ha trovato le gemme preziose che in quelle profondità risiedono. Deve imparare a integrare le ombre e i demoni interiori, e non cedere alla tentazione di diventare egli stesso un demone. Perché come diceva Nietzsche (ascendente Scorpione, appunto): “Chi lotta con i mostri deve guardarsi di non diventare, così facendo, egli stesso un mostro. E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te”.                  

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