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Diari Toscani

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101 anni portati alla grande: Bruna Bruschi, grande memoria storica di Carrara

DiVinicia Tesconi

Nov 1, 2023

Ricomincia da uno, la signora Bruna Bruschi, e dopo l’invidiabile traguardo dei 100 anni festeggiato lo scorso anno, si appresta a spegnere 101 candeline, mercoledì 1 novembre, la vera data del suo compleanno. Sì, perché per una prassi molto comune nella primi decenni del secolo scorso, era frequente che un bambino venisse registrato in una data avanzata anche di qualche settimana.  Il motivo, spesso,  come ricorda la stessa signora Bruna, era dovuto al fatto che le ostetriche che andavano a casa a far nascere i bambini – in ospedale ci si andava solo in caso di gravi complicanze – consegnavano i certificati di nascita ai padri, i quali andavano poi a registrare i figli in comune appena avevano una giornata libera dal lavoro. Insomma la registrazione non era percepita come un’urgenza e, specialmente nel caso dei maschi, si pensava di frequenta che spostare la data di nascita in avanti potesse essere un vantaggio per un’eventuale chiamata alle armi. Il risultato fu che tanti neonati di quell’epoca si ritrovarono documenti con una data diversa rispetto a quella vera del loro compleanno. La signora Bruna, infatti, venne registrata il 14 novembre e il comune di Carrara, proprio in quella data, emersa dall’anagrafe, lo scorso anno, ha reso omaggio alla centenaria con la consegna di un attestato fatto direttamente a domicilio da una delegazione capeggiata dalla sindaca Serena Arrighi. Non ci saranno le istituzioni, ma anche l’1 novembre 2023 tutto è pronto nella grande famiglia della signora Bruna Bruschi per festeggiare il nuovo, ancor più grande traguardo. Ma la data non è l’unica cosa “diversa” che la signora Bruna ha sulla carta d’indentità: su quest’ultima infatti compare il nome Amneris prima di Bruna, che è il modo in cui, in realtà è stata sempre chiamata. Il padre di Bruna era infatti un appassionato di opera lirica e volle chiamare la figlia con il nome dell’eroina dell’Aida, Amneris, appunto. Ma anche la pratica di chiamare le persone con nomi diversi da quelli con cui venivano battezzati era assai frequente agli inizi del ‘900 e forse Amneris, per la Carrara del tempo, risultava troppo esotico e insolito per cui, da sempre, la signora Bruschi venne chiamata Bruna. Donna di grande carattere, come l’Amneris verdiana, Bruna ha vissuto tutta la seconda guerra mondiale e sopportato il dolore della perdita di tre dei sette fratelli che aveva. Risoluta, determinata, non esitò ad andare a lavorare come operaia alla Cokapuania, nella vecchia zona industriale, e, in seguito ad aprire un’attività in proprio, un negozio di casalinghi, a Pontecimato, il quartiere in cui era nata e dove ha sempre vissuto. Si è sposata, ha avuto due figlie, sei nipoti e otto bisnipoti per i quali è stata sempre un punto di riferimento. Il tempo passato le ha indebolito le gambe e oggi non è più completamente autonoma nei movimenti, per cui vive insieme a una delle figlie, ma non ha minimamente intaccato la sua mente, ancora lucida e presente e capace di ricordare tutti i passaggi storici salienti della sua lunga vita. La sua passione per la politica non è mai venuta meno, né la voglia di restare sempre aggiornata sui fatti e di esercitare il pensiero critico su di essi. La televisione è la sua finestra sul mondo, ma il punto forte di Bruna è la memoria prodigiosa, che la rende una delle preziose e sempre più rare fonti storiche dirette della storia locale. “Andrebbe registrata ogni volta che parla” ha detto una dei suoi nipoti. Per il centounesimo compleanno della signora Bruna, nata Amneris, è pronta una grande festa con tutta la sua grande famiglia e gli auguri da tutti quella che la conoscono, ai quali si aggiungono anche quelli di tutta la redazione di Diari Toscani.