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Diari Toscani

Giornale di cultura, viaggi, enogastronomia e società

Jurij il bambino che amava le stelle

DiDiari Toscani

Mag 13, 2023

di Vinicia Tesconi

parte sesta

Quante cose ti sei perso  scienziato delle nuvole gialle> rispose  Licnon  e subito gli fece segno di seguirla dentro a un piccolo ciclone,  che stava arrivando  dalla piana di Antea.

<Dobbiamo entrare lì dentro? Ma sei matta? Ci farà volare fuori dal pianeta!> gridò Asteros quando si rese conto che la scorciatoia era un passaggio a bordo di un ciclone di fortissimi  venti anteiani.

<Fidati: non accadrà nulla. Alla fine del cielo di Antea i cicloni si sgonfiano dolcemente e noi ci ritroveremo là dove dobbiamo andare. Buttati fifone!> gli rispose Licnon  tendendogli una mano, proprio mentre un ciclone anteiano passava davanti a loro.

I cicloni sulla piana di Antea erano molto frequenti: i continui lanci di navicelle creavano vortici di venti che mescolavano correnti terrestri con correnti anteiane, generando i tornado.  Giravano in mezzo alle case  di Antea facendole tremare, ma non distruggevano nulla. Molti anteiani però temevano di essere sollevati dai cicloni e poi lanciati nell’immensità dello spazio senza poter più fare ritorno su Antea.

< Tranquillo. Tieni stretta la mia mano e non cercare di opporti al vento. Farai un po’ di capriole ma sarà divertente!>  disse Licnon  pronta per entrare nel ciclone. < E poi ricorda: non abbiamo altra possibilità per trovare il bambino!>

< Sì ma…io ho pauraaaaa!> urlò Asteros proprio mentre Licnon, agganciata la sua mano, lo trascinava dentro al ciclone.

<Aiutooooo.. rotoloooo> urlò Asteros terrorizzato.

<Non è fantasticoooo? Tranquillo,  dura pochissimo!> Licnon era nel mezzo del ciclone e cercava di non mollare  la presa sul braccio di Asteros.

Il ciclone attraversò rapido tutta la piana di Antea e in prossimità dell’orlo del cielo cominciò a perdere potenza, come aveva predetto Licnon. I due tecnici dei lanci avevano fatto un centinaio di capriole nel giro di pochi secondi e adesso cominciavano a girare sempre più lentamente fino a quando si ritrovarono  appoggiati delicatamente per terra. Il ciclone era completamente sgonfio e loro sani e salvi. Asteros aveva tutti i  capelli  dritti sulla testa e gli occhi quasi fuori dalle orbite, ma era tutto intero. Licnon, invece, stava benissimo, perchè  quel trucchetto lo aveva usato un sacco di volte.

<Ecco: tutto finito! Hai visto che bel volo?> chiese Licnon.

<Taci per favore! Non so più neanche dove ho la testa!> rispose Asteros ancora frastornato.

<Ce l’hai ancora sul collo, tranquillo. Ma adesso devi usarla per aiutarmi a ritrovare i bambino> disse Licnon, cominciando a camminare a passo sostenuto verso l’orlo del pianeta.

< Oh sì…certo… È  questa   la strada per il balcone dei sogni?> chiese Asteros,  seguendola.

<Sì ma non è vicinissimo. Per questo è meglio camminare veloci> rispose Licnon.

continua…

Illustrazione di Maria Semina classe IV^ B Liceo Artistico Artemisia Gentileschi Carrara Docente professoressa Doriana Guadalaxara