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Diari Toscani

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Firenze,Villa Bardini: un concorso per fotografare il glicine

DiSilvia Meacci

Apr 28, 2023

Sulla collinetta di Montecuccoli, a ridosso delle antiche mura medievali, tra Costa San Giorgio e Borgo San Niccolò, a sovrastare la città, si trova il giardino di Villa Bardini con quattro ettari di bosco, orto e frutteto. Se non lo avete mai visitato, allora questo è in assoluto il periodo più indicato per godere della bellezza delle fioriture e, in particolare, del glicine, che si stende su una lunga pergola. Si tratta di un vero tunnel violetto, sotto il quale si può passeggiare, ammirare scorci suggestivi della città, fare foto e partecipare anche a un concorso. Basta, infatti, pubblicare una vostra foto del giardino su Instagram con il tag @villabardini e gli hashtag #VillaBardini #Sottoilglicine e #GliciniBardiniContest. C’è tempo fino al 2 maggio.  Scoprite online i premi che potrete aggiudicarvi.

Arrivare a Villa Bardini significa inerpicarsi a piedi per caratteristiche e ripide viuzze. La fatica viene, tuttavia,  ripagata dal panorama mozzafiato. Potrete indugiare con lo sguardo sull’Arno, ammirare lo skyline fiorentino, avrete l’impressione di abbracciare la cupola, circondati da una folta e curata vegetazione. La villa e il giardino, acquistati in concessione dalla Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, finanziata dalla Fondazione CR Firenze, dopo un lungo restauro, hanno riaperto al pubblico nel 2006. La villa è chiamata anche “Villa Belvedere” ed è un centro espositivo importante nella scena culturale fiorentina. Ospita regolarmente mostre di grande risonanza, d’arte e di fotografia. Segnaliamo il prossimo appuntamento dal 3 maggio all’8 ottobre: “Lisetta Carmi. Suonare forte”. Una mostra dedicata alla Carmi, formatasi come pianista e celeberrima per i suoi scatti.

Villa Bardini fu possedimento della ricchissima famiglia Mozzi nel duecento, successivamente del comune, e di nuovo proprietà dei Mozzi nel 1591. Nel seicento ci fu una scissione dell’area su cui si sviluppa il giardino: ai Mozzi la parte est e a Giovan Francesco Manadori la parte ovest dove fu costruita la Villa Manadora, per mano dell’architetto Gherardo Silvani. Solo nel 1800 ci furono abbellimenti e restauri. Giulio Mozzi fece realizzare dei fondali a mosaico, fontane e statue in arenaria di personaggi in stile campestre, presenti tuttora. Nell’altra parte dell’area vennero realizzati due giardini, uno in stile anglo-cinese e un altro con un lago, una cascata ed una fontana. Successivamente la Villa con il giardino fu acquistata dai principi Carolath von Beuten che aggiunsero via via elementi di carattere vittoriano fino al 1913, quando la proprietà passò a Stefano Bardini. Con il noto collezionista d’arte toscano, responsabile del nome attuale del giardino, la villa acquistò nuovo smalto,  divenendo un museo a cielo aperto.  Il giardino,  chiamato dal collezionista “giardino dei tre giardini”, si arricchì di elementi eclettici, di ogni stile e periodo: bosco all’inglese, scala barocca, una loggia sul Belvedere, statue, fontane e vasi. Sicuramente uno dei giardini più incantevoli di Firenze, insieme al Giardino delle rose, a quello dell’iris, al Piazzale Michelangelo e aperto solo in maggio, e al Giardino di Boboli: meravigliosi spazi verdi che hanno anche il vantaggio di essere vicini l’uno all’altro, tanto da poter consentire uno splendido tour tra verde, natura e panorami instagrammabilissimi.

foto di Silvia Meacci