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  Aldo Gucci – La qualità è ricordata molto più a lungo del prezzo

DiPierluigi Califano

Apr 1, 2023

Quella doppia G ha varcato i confini italiani, è uno dei brand più conosciuti al mondo. Aldo Gucci, figlio di Guccio, nacque a Firenze il 26 maggio del 1905. Nel 1921 l’azienda Gucci, grande estimatrice del mondo ippico, iniziò la commercializzazione di articoli da viaggio e selle in cuoio. Dopo il liceo, Aldo Gucci iniziò a collaborare nell’attività di famiglia. Con i suoi fratelli si occupava delle consegne con le biciclette messe a disposizione dal loro padre. Aldo dimostrò da subito abili doti economiche. Nel 1927 Aldo Gucci sposò Olwen Price, i due ebbero tre figli: Giorgio nel 1928, Paolo nel 1931 e Roberto nel 1932. La ditta Gucci stabilì a Firenze la sua sede, in via della Vigna Nuova. Nel 1938 Aldo Gucci decise di aprire il primo negozio al di fuori della Toscana. Aprì in via dei Condotti 21 a Roma. Per seguire la nuova attività si trasferì nella capitale con tutta la famiglia. Malgrado lo scoppio della seconda guerra mondiale, Gucci non rinunciò alla produzione di prodotti di alta qualità. Si dice che le difficoltà aguzzano l’ingegno. E’ ciò che accadde a causa delle sanzioni subite dall’Italia. Il cuoio scarseggiava e Gucci dovette ripiegare su materiali alternativi come la canapa, il lino e il bambù per la produzione di borse e accessori. Al fine di mantenere uno standard qualitativo elevato, Gucci scelse una conceria a Santa Croce a Firenze che era specializzata nel cuoio grasso, un prodotto trattato che aveva una straordinaria morbidezza ed elasticità. La guerra e la liberazione da parte degli americani, fecero da spartiacque per l’azienda Gucci. Aldo riprese l’attività produttiva e fornì borse e accessori ai soldati americani che iniziarono l’esportazione del marchio. Nel 1948 fu coniato il motto: “La qualità è ricordata più a lungo del prezzo.” Aldo e suoi fratelli vollero sottolineare il carattere aristocratico del marchio Gucci e il continuo richiamo al mondo dell’equitazione con le fibbie metalliche a forma di staffa, i nastri a strisce rosso e verde o rosso e blu. Come retaggio del periodo in cui scarseggiavano i materiali, la Gucci produsse la borsa con manico di bambù che divenne prodotto iconico di quel periodo. Gli anni cinquanta furono quelli che trasformarono l’azienda Gucci in una multinazionale. Nel 1953 scomparve Guccio Gucci e il capitale sociale venne diviso tra i fratelli. Nello stesso anno furono aperti i negozi a Milano in via Montenapoleone e quello a New York che fece da apri pista per quelli che sarebbe arrivati negli anni sessanta, a Londra, Parigi e Los Angeles. Gucci era ormai un marchio di risonanza mondiale e Aldo Gucci entrò in contatto con il gotha. J.F. Kennedy lo definì: “il primo ambasciatore italiano presso gli Stati Uniti.” Con l’espansione arrivarono i primi attriti tra i fratelli. Ciò provocò la creazione di nuove nicchie di mercato, come la creazione della Gucci Parfums e la Gucci Accessories Collection. In quel periodo, aumentando la produzione, diminuì la qualità che era nel motto aziendale e di conseguenza ci fu un’impennata della diffusione dei falsi contraffatti. Aldo Gucci tentò di far coesistere le varie anime, soprattutto di suo fratello Rodolfo che era stato un attore negli anni trenta con lo pseudonimo di Maurizio D’Ancora. Aldo si dovette guardare anche dalla frustrazione di suo figlio Paolo che desiderava avere più autonomia gestionale. Credo che in quel momento Aldo abbia pensato ad un proverbio in romanesco: “tanti galli a cantà nun se fa mai giorno.” Già, le troppe voci logorarono la voglia e la forza di Aldo nel voler essere coesi, una squadra vincente. Nel 1983 morì Rodolfo ed entrò in società suo figlio Maurizio. Nello stesso anno Aldo ebbe guai giudiziari a causa di problemi fiscali. Nel 1985 decise di passare la mano ai suoi figli, Giorgio e Roberto, i quali vennero in possesso del 40% della Guccio Gucci spa. Le contese famigliari continuarono sempre più accese e spietate. Aldo Gucci assunse la decisione di vendere il pacchetto azionario, insieme ai suoi figli, alla finanziaria angloaraba Investcorp. Nel 1990 Aldo Gucci è morto a Roma, la città che l’aveva accolto nel 1938. Oggi riposa a Firenze, la sua città natia. Con lui se ne è andato l’aspetto romantico di un marchio che ha fatto la storia della moda italiana. La tragica fine di Maurizio, allora presidente della Gucci, i tanti scandali e la qualità che ormai non è più un valore aggiunto, hanno reso pallidi quel rosso, verde e blu che hanno caratterizzato il sogno di un toscano che voleva conquistare il mondo.