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Diari Toscani

Giornale di cultura, viaggi, enogastronomia e società

1967: la gita domenicale al Cerreto  

DiDiari Toscani

Mar 26, 2023

Ripartono i Racconti Illustrati di Diari Toscani. È ripartita la preziosa collaborazione con gli studenti del liceo artistico di Carrara, Artemisia Gentileschi, che anche quest’anno, nell’ambito di un percorso di PCTO, forniranno le bellissime illustrazioni alla nuova tornata di racconti. Una tradizione antica, apparentemente superata, quella di illustrare racconti con disegni, che, tuttavia non ha perso nulla del suo fascino, anche nel mondo condizionato dalle immagini come quello contemporaneo. L’illustrazione continua ad essere un ponte, una sorta di passaggio magico che, ancora, riesce a far decollare la fantasia. Più di ogni potentissima fotografia.

Il primo racconto della nuova serie di Racconti Illustrati è un ricordo: abitudini, appuntamenti, consuetudini di un mondo, in fondo, non così tanto lontano, ma, comunque, irrimediabilmente perduto. Il racconto di una domenica a sciare, di tanti anni fa.

1967: la gita domenicale al Cerreto

(da leggere con cadenza fanozziana)

di F.T. “il ragazzo del viale”

Partenza all’alba, da casa verso la piazza di Marina con: scarponi da sci rigorosamente di cuoio, già indosso con stringhe slacciate per poter camminare; doppia dose di maglioni e cappello di lana con pennacchio .Ritrovo davanti al bar della piazza: un gruppo di omini Michelin, con camminata da zombi, causa scarponi pesantissimi. Corriera scalmanata con autista già incavolato e  squallidi cori da montagna sin dalla partenza. Il mitico Pelo, antesignano degli animatori, che  inizia a suonare la sua inseparabile chitarra. Nuvola di fumo che si solleva da improbabili sigarette al mentolo. Primi approcci galanti con l’altro sesso, non si sa mai! Sosta a Fivizzano per la solita abbuffata di focaccina, che poi qualcuno regolarmente vomita prima di Sassalbo. Grida di incitamento e apprensione  alla mitica curva che il pulmann affronta con due o tre manovre.  Finalmente: arrivo al Cerreto.

Divisione in squadre di sherpa, che si dirigono al noleggio slittini ed inizio discese con sceneggiata fantozziana. Naturalmente nessuno scia o è interessato a farlo. Ora di pranzo al mitico hotel:  arrivano gruppi di disperati in abiti ormai ridotti a poltiglia di neve e sudore, incarcerati in pantaloni di lana o velluto. Pomeriggio: i più smaliziati e fortunati vanno a ballare, si fa per dire, in una specie di  “dancing” per sardine e gli altri ,fradici, in corriera aspettano l’ora del rientro.

Partenza dal Cerreto: soliti patetici cori dei soliti sfigati : “Dimmi come di chiami…” mentre i pochi fortunati  si danno da fare in  fondo alla corriera.

Aulla. Sosta obbligata per la pizza. Di solito,  essendo il tragitto restante in pianura, non provoca particolari affanni gastrici.

Mesto ritorno a casa, al buio. I più fortunati vengono recuperati con mezzi di fortuna e portati a casa,  i meno fortunati devono affrontare di nuovo la via del ritorno a piedi, nelle stesse penose condizioni di partenza, aggravate  da una zavorra di stracci bagnati.

Inutile dire che nessuno di noi, antesignani amanti della neve, ha mai imparato a sciare.

Illustrazione di Maria Semina classe IV ^ B liceo Artistico Artemisia Gentileschi – docente: professoressa Doriana Guadalaxara