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Diari Toscani

Giornale di cultura, viaggi, enogastronomia e società

Firenze: presentata la traduzione de “Los otros”di Carral

DiSilvia Meacci

Mar 15, 2023
Foto di Silvia Meacci

Si è tenuta a Villa Arrivabene la presentazione del volume “Gli altri”, edito da I libri di Mompracem-Betti Editrice. Si tratta della prima traduzione in italiano del bellissimo romanzo “Los otros” di Ignacio Carral per mano di Riccardo Ferrazzi, con la curatela e la revisione di Alessandro Gianetti.

Stiamo parlando di uno dei reportage più celebri del”periodismo” spagnolo. Ignacio Carral fu un giornalista che raccontò la sua esperienza come mendicante dopo essersi infiltrato nel Rastro, un quartiere malfamato di Madrid, tra ladruncoli e senzatetto per testimoniare la loro vita, l’esistenza invisibile degli “altri”. Questo esperimento sociale e documentativo, unico e all’avanguardia per l’epoca, in pratica un “manuale per mendicanti”, fu pubblicato dal settimanale Estampa in otto puntate, tra il 21 gennaio e l’11 marzo del 1930. Si tratta di una testimonianza significativa per quei tempi. Allora Madrid aveva palazzi sontuosi di grandi proprietari, banchieri, latifondisti. Carral descrisse invece la povertà in tutte le sue declinazioni, dalla malvagità alla grande bontà d’animo e l’arte di arrangiarsi che dovette sviluppare in quel mese e mezzo tra fame, sudicio e miseria : “Abbiamo ancora 6 reales, abbiamo appetito e la possibilità di soddisfarlo”, ” Abbiamo imparato il segreto di non restare mai senza fumo, grazie alle cicche”.
La maggior parte dei lettori non credeva che il reportage fosse reale, tanti propendevano piuttosto a pensare che si trattasse di un prodotto di fantasia. Invece Carral e la redazione dovettero precisare, dopo la pubblicazione della prima puntata, che era tutta verità, pubblicando una nota esplicativa e delle foto. Carral era sbalordito. “Come poteva tutto ciò essere finzione?” Carral era stato spinto dall’esigenza di indagare. ” ¿Quiénes son los otros? Los otros son los miserables, los desarrapados, los que merodean al margen de la ley: mendigos, carteristas, chorizos, vagos, gentes de extramuros, de suburbios, de arrabal.¿Cómo viven, qué dicen, qué sienten los otros?”.
“Con l’espressione ‘chorizo'”, ha detto il traduttore, “si intende un ‘mariolo’. Sono tanti i modi di dire spagnoli, per esempio ‘en el abanico’ ( letteralmente ‘nel ventaglio’) significa ‘in prigione’. La traduzione di Carral risulta lineare, perché la sua scrittura segue il modello statunitense di fare cronaca, va alla sostanza”.
Nella versione spagnola i testi sono corredati dai bellissimi disegni ideati dal maggiore disegnatore dell’epoca, Francisco Rivero Gil che accompagnò il giornalista in quell’avventura, anticipando quello che decadi dopo sarebbe conosciuto come “Nuevo Periodismo”, il raccontare la realtà come se fosse un romanzo.
Alla presentazione, oltre al traduttore, Riccardo Ferrazzi, che si è detto molto onorato di aver tradotto uno scrittore come Carral, oscurato poi dall’arrivo di Franco al potere, era presente anche lo scrittore e traduttore Marino Magliani, coordinatore di questo e altri bei progetti di traduzione, e l’editore di Mompracem Paolo Ciampi, insieme allo scrittore Massimiliano Scudeletti che ha osservato come, “A differenza di altri autori americani che parlarono degli emarginati, ma solo di sesso maschile, Carral è riuscito a delineare in una pagina due figure di donne, molto intense, su cui si sofferma ma senza giudicare, forse avvertendone il fascino”.
La copertina del libro presentato è stata disegnata da Paola Facchina. Un bellissimo busto del giornalista su fondo rosso, realizzato in acquerello, nero e bianco, con segni graffianti di carboncino nero. Molto elegante e suggestivo.