• Dom. Ago 7th, 2022

Giornale di cultura, viaggi, enogastronomia e società

Far bene l’amore fa bene all’amore

DiSilvia Ammavuta

Giu 22, 2022

Dimmi che mestiere fai e ti dirò… come è il mondo in cui vivi. Le professioni, da sempre, sono il tratto distintivo delle società a cui appartengono e lo specchio, assolutamente inconfutabile, dei reali valori, desideri, pulsioni, bisogni delle persone. Tanti mestieri si sono evoluti con il cambiamento dei tempi, la maggior parte a causa del progresso tecnologico, fino a mutare completamente abito e finire con l’essere qualcosa di non più compatibile con la forma d’origine. Tanti altri hanno semplicemente perso la loro ragion d’essere con il superamento degli strumenti su cui si fondavano, altri ancora sono nati proprio grazie alla creazione di nuovi strumenti. E alcuni, pochi, hanno resistito trasversali a ogni epoca, probabilmente perché più radicati nel dna umano o nei tratti del carattere degli uomini che, pur nelle sue mille sfaccettature, e al netto di ogni progresso tecnico, di fatto non è cambiato mai. I mestieri, quindi, sono parte integrante della storia dell’uomo, oltre che il motore che manda avanti il mondo: fotografie di epoche passate, presenti, future, istantanee di vite e, soprattutto, storie da raccontare.
Diari Toscani inizia un viaggio nei mestieri più insoliti e curiosi di questo tempo e lo fa con l’occhio acuto e la sapiente capacità narrativa della scrittrice fiorentina Silvia Ammavuta: nasce così la rubrica Diario di un mestiere.

Far bene l’amore fa bene all’amore

Ovunque possiamo vedere richiami sessuali: nello stesso parlare corrente, spesso, usiamo espressioni legate alla sfera sessuale. Ebbene, proviamo a parlare di sesso in una cena fra amici, lasciando il boccaccesco fuori dalla porta: ci ritroveremo quasi tutti a prendere fiato in cerca di un lessico che indichi “quella roba lì” con vocaboli che, seppure non ci siano sconosciuti, abbiamo delle remore a usare, solo perché i nomi scientifici ci precludono la possibilità di restare leggeri su un argomento che coinvolge tutti come il sesso, l’erotismo e la sessualità. E così, ben consapevole di incamminarmi su un terreno scivoloso, ho voluto curiosare nella borsa di Lorena Bergamo, una donna di 56 anni, ribattezzata dal suo giro di clienti con il nome di un oggetto che l’accompagna nelle riunioni e che suscita curiosità e allegria: Miss Pippi.

Miss Pippi altro non è che una paperella di un bel colore giallo acceso, ed è… vibrante. Credo sia superfluo andare a descrivere e raccontare le mansioni a cui è chiamata. Lorena Bergamo definisce il suo mestiere una mission: sdoganare il sesso in maniera professionale e smantellare i tabù ad esso legati. L’argomento si fa interessante, man mano che racconta in cosa consiste la sua missione. Se è vero che nella sua borsa si possono trovare sex toys e tutto ciò che può allietare le ore di amore da soli, o con il proprio o la propria partner, quello che Lorena porge ai clienti è la capacità di ascoltare, di entrare in comunicazione con la parte più intima delle persone con le quali interloquisce: la maggior parte di esse sono donne dai 40 anni in poi.

Per creare la giusta atmosfera, e arrivare al cuore di ciascuno e ciascuna di essi, affinché vi sia la condizione per condividere i pensieri intimi, quelli più reconditi e talvolta nascosti a noi stessi, Lorena Bergamo ha studiato duramente. Ore passate sui libri: sessuologia, psicologia, scienza della comunicazione e ricerca, al termine di questo percorso ne è uscita con la qualifica di “consulente di prodotti per il benessere sessuale”.

Perché si diventa consulenti di prodotti per il benessere sessuale? Lorena Bergamo non ha dato un’unica risposta: i motivi sono stati i più disparati, tanto che è perfino inutile stare ad elencarli. Il fulcro, è quanto ha detto con gli occhi luccicanti: “Sono me stessa. A 50 anni ho scoperto la vera Lorena, e sono felice perché insegno alle donne ad amarsi e a comunicare con il proprio o la propria partner, e quando hanno figli ad avere un dialogo anche con loro”.

Se è vero, come sostiene, che non c’è niente di male a parlare di sesso, cosa su cui sono pienamente concorde, è pur vero che fra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare. E così, in mezzo a quella borsa piena di oggetti per il piacere, la mano di Lorena Bergamo entra nella bocca ormai spalancata della borsa e estrae le palline della Geisha, per allenare il pavimento pelvico, ma tra quegli oggetti non ci sono solo quelli per il piacere sessuale, e infatti tira fuori pure assorbenti in fibra di bambù ecosostenibili ed ecologici, profilattici maschili e femminili, coni per fare la pipì da usare nei luoghi più disparati e nei bagni pubblici evitando così, alle donne, quello strano balletto per non poggiarsi sulla tavoletta, sollecitando quadricipiti, gastrocnemi, addominali, lombari e tutti i muscoli possibili affinché l’equilibrio venga in aiuto in una minzione vigilata da un occhio attento alla porta, che raramente è possibile chiudere, e alla mutandina che inesorabilmente ci costringe alla chiusura delle ginocchia con conseguente difficoltà nell’espletare la funzione. E poi arriva il piccante: Lorena Bergamo mostra un gloss al peperoncino, e a seguire, lubrificanti acqua e silicone, ciprie brillantinose, lingerie maliziosa, copricapezzoli, profumi ai feromoni, olii afrodisiaci di svariati tipi, mascherine in quantità, vibratori, dildo, collari, manette, frustini. Mi sporgo un po’ e metto a fuoco un tubetto: la mia curiosità viene immediatamente soddisfatta e un po’ del suo contenuto mi viene adagiato sui polsi, con l’invito a sfregarli l’uno contro l’altro, gesto che mi regala un gradevole calore. Lorena Bergamo ride: “È un gel al caramello e sale, prova a leccarlo, buono vero?” Assento con la testa, ma non capisco il perché continui a sorridere. “Questo gel si mette sui genitali” spiega. Le faccio segno che ho già capito quale funzione abbia. “Questo prodotto nelle riunioni lo faccio provare, ovviamente, sui polsi – prosegue Lorena Bergamo –. Un giorno, una cliente che lo aveva acquistato mi chiamò per dirmi che non funzionava. Non mi capacitavo, la invitai a riprovare. Seguirono altre telefonate in cui i toni si stavano alzando, perché il gel non dava il risultato sperato, finché non le chiesi dove diamine spalmasse il gel. “Sui polsi” fu la risposta!”. Tra me e me, penso che non mi sarei stupita se lo avesse spalmato su una fetta di pane: sempre di piacere orale si parla!

Il nostro incontro volge al termine, Lorena Bergamo chiude la borsa e mi regala un sorriso: adesso mi è chiaro cosa voleva dire quando mi ha parlato di sorellanza, e l’invito a vivere la sessualità con più consapevolezza, a parlare, perché una buona comunicazione di coppia regala una buona sessualità.

Un noto slogan diceva: “Far bene l’amore fa bene all’amore”. Capisco che è questa frase che Lorena Bergamo ha impostato la sua mission.