• Mar. Set 15th, 2026

Diari Toscani

Giornale di cultura, viaggi, enogastronomia e società

Carrara: Z.I.A. Dall’inquinamento alla bonifica… Speranza ne abbiamo?: partono la mostra e i percorsi formativi

DiVinicia Tesconi

Apr 11, 2022

Urge la sensibilizzazione dei cittadini e soprattutto dei giovani sul tema della tanto attesa e altrettanto rimandata bonifica dell’area Z.I.A., Zona industriale apuana, gravissimamente inquinata e responsabile dell’alta incidenze di malattie oncologiche su territorio apuano. Da qui è partita la virtuosa sinergia di associazioni ambientali e culturali che ha portato alla creazione di una mostra itinerante che aprirà i battenti giovedì 14 aprile, presso il circolo Arci Spazio Alber1ca, a Carrara e di una serie di incontri nelle scuole della provincia di Massa Carrara iniziato mercoledì 6 aprile, che proseguirà anche nel prossimo anno scolastico. A presentare l’iniziativa alla stampa, al circolo Arci Spazio Alber1ca, sono stati gli organizzatori e promotori dell’iniziativa: Alessandra Valsega, dirigente scolastica e membro dell’associazione Alber1ca, Elena Beisso e Paola Antonioli e Daniele Terzoni di Legambiente e Clara Gonnelli di CCA dbr, Coordinamento dei comitati e delle associazioni per la depurazione, le bonifiche e la ripubblicizzazione del servizio idrico.

A fare gli onori di casa è stata Luciana Ceccarelli, ex dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Carrara e paesi a monte e presidente del circolo Spazio Alber1ca, che ha spiegato come la mostra sia nata proprio all’interno degli incontri di approfondimento proposti dal circolo stesso. “Il primo evento che abbiamo organizzato – ha spiegato Luciana Ceccarelliè stato, proprio, un incontro con l’architetta Laura Penaglia, specializzata in ecologia e ambiente. Da lì si è aperto un grande interesse che ha portato ad ulteriori incontri sull’inquinamento della provincia apuana e sul progetto Sogesid, realizzato per la bonifica da parte del ministero per l’ambiente, che sta per partire e si è compresa anche l’esigenza di approfondire il tema. In quest’ottica sono nate sia la mostra, sia il percorso che andrà nelle scuole”.

A presentare il progetto nel dettaglio è stata Alessandra Valsega: “L’argomento era particolarmente complicato per cui ha richiesto uno studio approfondito sui dati che si sono stati forniti da diverse associazioni ambientali con le quali abbiamo creato una rete. Abbiamo analizzato attentamente tutto il progetto Sogesid e cercato di realizzare un quadro d’insieme con le info che ci sono arrivate dagli archivi delle associazioni in modo da poter creare un filo rosso che unisce passato e presente, con il quale poter conoscere il problema e poter fare le giuste domande”.
La professoressa Valsega ha spiegato che la prima parte dello studio ha puntato alla ricostruzione storica del problema e all’analisi delle sue cause, quindi di come l’area in questione sia stata prima compresa nel Sin, Sito di interesse nazionale e poi declassata a Sir, sito di interesse regionale e poi si è soffermata sulle perplessità suscitate dal progetto di bonifica Sogesid: “Non si tratta di un progetto di bonifica – ha aggiunto Alessandra Valsegae questo è stato confermato anche da enti come Arpat e Ispra che hanno riconosciuto che nel progetto ci sono molte falle. Può essere considerato al massimo un tentativo di messa in sicurezza per il quale dovranno essere spesi 25 milioni di euro entro dicembre. I problemi tuttavia non vengono risolti e restano a noi abitanti della zona. Il lavoro da fare, in realtà è molto più lungo e complesso e questo i cittadini devono saperlo. Siamo convinti che sia necessario tenere alta l’attenzione di tutti sul progetto di bonifica se vogliamo uscire fuori da una situazione di dati sanitari sconvolgenti. Per questo abbiamo deciso di andare a parlare, prima di tutto, con i ragazzi delle scuole, perché loro conoscono meno la storia del problema, non avendola vissuta e perché saranno loro che dovranno vivere qui. Lo scopo è, poi quello di diffondere capillarmente le nostre analisi del problema attraverso la mostra e gli incontri mirati, anche nel resto della popolazione e in tutta la provincia”.
Il percorso nelle scuole è iniziato con un incontro al liceo scientifico Marconi di Carrara nel quale, a quanto riferito dalla professoressa Valsega, ha avuto un ‘accoglienza molto positiva e attenta.
La mostra è composta da 14 pannelli che riportano foto articoli e riflessioni relativi al problema, mentre il percorso nelle scuole viene fatto con il supporto di slide e con materiale didattico che viene lasciato ai ragazzi in modo che possano continuare la riflessione anche con i loro insegnanti.

Elena Beisso ha ricordato il lungo impegno di Legambiente Massa e Carrara che affonda le sue radici nelle manifestazioni successive all’incidente della Farmoplant del 1986 per ottenere il referendum per la chiusura della fabbrica di pesticidi.
La scorsa estate, Goletta Verde che è uno strumento di sensibilizzazione di Legambiente – ha spiegato Elena Beissoha fatto tappa a Marina di Carrara proprio per sollecitare la bonifica della zona industriale. In Toscana ci son quattro siti in attesa di bonifica, e, come sempre, Massa Carrara è il fanalino di coda. È necessario fare uno studio epidemiologico molto specifico per aree e accurato per avere un quadro reale del registro tumori. Questa è la priorità. Abbiamo intenzioni di continuare con gli approfondimenti e con la divulgazione e di tenere il fiato sul collo a chi sarà incaricato di fare la bonifica”.

Anche Daniele Terzoni ha ricordato il suo impegno di una vita a favore dell’ambiente svolto anche con il ruolo di consigliere del Consorzio Z.I.A.: “Quando ero nel consiglio di amministrazione di Z.I.A. ho visto trattare questo argomento con molta rilassatezza. Si tratta di percorsi che hanno a che fare anche con l’urbanistica e che vengono rallentati da una elaborata e farraginosa burocrazia. Tutta la zona che va da La Spezia a Viareggio è toccata da un’importante presenza mafiosa che controlla lo spaccio di droga verso il nord d’Italia, ma di questo problema si è parlato molto raramente nei vari consigli comunali. C’è timore e ignoranza ed è un tema scomodo che non porta voti. Il progetto di Sogesid è una verifica delle falde non un intervento sui terreni. Per completare la bonifica ci vorrà il quadruplo dei soldi e più di otto anni di tempo. Ma a volte sentiamo le amministrazioni parlare di marketing territoriale, come se non sapessero che le spiagge sono tutte inquinate e che le fabbriche che avessero intenzione di installarsi in quest’area dovrebbero prima sostenere costi altissimi per bonificare il terreno. C’è anche molta approssimazione, per questo vogliamo informare bene i cittadini. Capita che alcuni articoli diventino fuorvianti e che eventi, come il convegno in programma per oggi pomeriggio rischi di diventare solo una passerella. Asl e Regione non vogliono divulgare il registro dei tumori della provincia e questa è una scelta poco chiara.”.

La mostra verrà inaugurata giovedì 14 aprile alle 18 nei locali del circolo Spazio Alber1ca e resterà aperta venerdì 15 aprile, martedì 19 aprile, mercoledì 20 aprile e giovedì 21 aprile dalle ore 18 alle ore 20.