Il 29 marzo è stata formalizzata la candidatura ufficiale UNESCO dell’arte del canto lirico italiano come patrimonio mondiale e immateriale dell’umanità. È stato il consiglio direttivo della commissione nazionale italiana per l’Unesco, riunito a Parigi e presieduto da Franco Bernabè, ad approvare la richiesta e quindi ad avviare la procedura per presentarla al comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale per il ciclo 2023. Sarà, quindi, possibile, fin dal 2023, l’inserimento nella prestigiosa lista del patrimonio culturale immateriale riconosciuto e tutelato. La candidatura del canto lirico italiano è stata sostenuta dalla Fondazione Teatro alla Scala di Milano, dall’Accademia nazionale Santa Cecilia di Roma, dall’associazione dei Teatri italiani di tradizione e da Assolirica ed è stata annunciata sul sito dell’UNESCO. Dal ministero della cultura è giunta l’approvazione per una candidatura con la quale l’Italia ricerca il riconoscimento di una delle sue espressioni culturali più autentiche e originali. La lirica è infatti un prodotto completamente italiano, nato a Firenze alla fine del ‘500 e poi diffuso gradualmente in tutto il mondo e fortemente radicato in alcuni luoghi.
A Carrara, la musica lirica, ha, notoriamente, una tradizione di lunga data. La candidatura del canto lirico a patrimonio immateriale dell’umanità rappresenta, quindi, un evento di grande soddisfazione anche per la città. Carrara, che già può vantare l’inserimento nel network delle città creative, potrà trarne un’opportunità per un’ulteriore valorizzazione della propria tradizione culturale, anche al fine di una eventuale candidatura a capitale italiana della cultura. Fra le altre attività di grande prestigio sono da annoverare, oltre alle attività espositive, ai laboratori, alle iniziative dell’Accademia di belle arti, il prestigioso festival filosofico Con-vivere, e l’indefesso lavoro per la promozione della musica lirica svolto dall’associazione degli Amici della Lirica, grazie alla quale la città ha valorizzato la propria tradizione in questo settore. Carrara, dunque confida nell’accoglimento della richiesta di Franco Berbabè e si prepara ad un impegno proficuo affinché la città tragga il massimo beneficio dalle nuove prospettive culturali che si creeranno.
