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Giornata contro la violenza sulle donne: la riflessione di una classe dello scientifico Marconi

DiDiari Toscani

Nov 24, 2021

La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che cade il 24 novembre, è stata istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre 1999. Questa risoluzione impegna le istituzioni e le associazioni a una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica per risolvere un problema millenario e trasversale a paesi, ceti sociali, culture.

A scuola, nell’ambito delle lezioni di educazione civica con la professoressa Giovanna Bernardini, abbiamo svolto una lunga riflessione che ci piace condividere con altre classi e con la città intera.

La prima domanda che ci siamo posti è da cosa dipenda quella svalutazione della donna sottesa alla violenza. Da un’indole aggressiva dei maschi o da una storica sottomissione del genere femminile che quando tenta di rivendicare diritti e libertà sconvolge la regola della propria subalternità? Siamo consapevoli che queste e molte altre spiegazioni possono essere date.

Addentrandoci nelle domande abbiamo sempre più preso coscienza della complessità dell’argomento che deve essere affrontato senza demonizzare il genere maschile, ma cercando di costruire quella che potremmo chiamare un’alleanza fra i generi, valorizzando la complementarietà che la stessa natura evidenzia. Grazie al lavoro che abbiamo svolto si è rafforzata in noi la consapevolezza che in una società più armonica con un alto livello di scolarizzazione e di educazione, ma anche con un buon grado di benessere diffuso, sarebbe più facile se non eliminare del tutto almeno ridurre quelle condizioni critiche nelle quali la violenza di genere si sviluppa. Non sappiamo se possa essere del tutto eradicata, ma sicuramente può essere ridotta proprio grazie a una più solida coscienza della reciprocità dei diritti, del rispetto.

Avvertiamo l’urgenza del problema anche perché molti di noi si sono imbattuti in episodi di violenza che ci hanno rivelato la dimensione della drammaticità del fenomeno. Ci siamo confrontati anche con il problema della violenza assistita da parte dei bambini, che può essere devastante e impedire lo sviluppo di una personalità equilibrata, rendere addirittura le vittime inclini a praticare violenza a loro volta. Questo percorso di riflessione è apparso particolarmente importante anche alla luce del periodo che stiamo vivendo. Il senso di instabilità e di paura che il Covid ha generato, ha moltiplicato i casi di violenza, soprattutto nel periodo della quarantena, confermando la tesi che, nei momenti critici, è facile che la violenza prenda il posto del dialogo. Non basta il biasimo sociale a risolvere questa piaga: pensiamo sia indispensabile, come già accennato, l’educazione e la scuola può giocare un ruolo importante. Bisogna introdurre un senso di uguaglianza nella differenza. Condividiamo l’iniziativa dell’Istituto Palma e di Soroptimist International che celebrano con un concerto la ricorrenza in Piazza Palma alle ore 18.

Classe IV C liceo scientifico G. Marconi Carrara