foto di Silvia Meacci
Si è conclusa con successo a Firenze la ventiquattresima edizione di Pitti Fragranze, dedicata alla profumeria artistica e di ricerca. Presenti più di 290 brand, il 75 per cento dei quali provenienti dall’estero. Accanto a nuovi marchi indipendenti, firme già conosciute come Lorenzo Villoresi, Meo Fusciuni, Fragonard.

La “niche perfumery” si stacca dalle consuete logiche di profumi riconoscibilissimi, ampiamente diffusi e piacevoli. Al contrario, offre creazioni personali, evocative, addirittura al limite dello sgradevole o inquietante. A Pitti Fragranze ho annusato profumi che mi hanno parlato di bambole, di vecchi catini in Moplen, di cantine, di pire funerarie, di caramelle mou. Provarli è stato tutto un titillar di sensi.

La strada verso una fragranza ideale che evochi e racconti è fatta di parole, immagini e emozioni da convertire in suggestioni olfattive. E se volessimo ricevere consigli Chat Gpt sul profumo perfetto per noi, cosa dovremmo domandare?Da parte nostra sarebbe forse necessario un vocabolario troppo tecnico per indirizzare l’IA? Ma forse lei comincerebbe a parlare in una lingua di memorie, di affetti, di piacevolezza e anche sgradevolezza. Forse ci chiederebbe se preferiamo una pelle pulita e asciutta o piuttosto, sudata. Quali odori associamo a chi amiamo o alla nostra infanzia, se preferiamo la frutta acerba o marcescente. E via dicendo.

Per raccontare storie e suscitare emozioni i profumieri che fanno ricerca portano avanti la loro sperimentazione incessantemente. Note, materie naturali e anche di sintesi. I profumi non son mai statici, il loro viaggio sulla pelle è effimero e conosce varie fasi, oltre ad essere mutevole e reattivo da persona a persona. Le note di tendenza del 2026 sono infinite e disparate, non conoscono limiti. Si va da note combinate, come pistacchio su tabacco, oud e orientali miscelati con frutta e vaniglia, floreali acquosi e cipriati, gourmand salati e alcolici. Così appare dai risultati dell’Osservatorio Fragranze (A Vision of the Sector- curato da Marco Ricchetti) presentati alla stampa e agli esperti del settore durante il Salone. D’altra parte, il guardaroba olfattivo varia, come è giusto che sia. Il 24 per cento degli espositori intervistati ha sottolineato l’importanza della visione creativa e dell’indipendenza dai trend. Queste le principali caratteristiche, dopo artigianalità e qualità, che distinguono la profumeria artistica e di ricerca. Seguono valori come passione e unicità, identità artistica e distribuzione selettiva. Le aziende di nicchia vogliono crescere ma non perdere l’identità. Non facile, visto l’ingresso delle multinazionali nel settore che si sono quasi scatenate in una campagna acquisti.Ma come sta andando il settore? Dal questionario e dall’analisi economica su 84 brand, il fenomeno del “superciclo” è confermato. La crescita si evidenzia maggiormente nei marchi più piccoli, i macrobrand mostrano un mercato piatto. Le aziende vorrebbero parlare direttamente al consumatore tramite canali come e-commerce, negozio proprio, profumerie e concept store.

Tra i marchi più citati nel questionario: Amouage, Frédéric Malle, Creed, Orto Parisi, Byredo, Nasomatto.
