di Giuseppe Oppedisano
immagine di copertina creata con A.I.
Cosimo Triumbari nacque a Siderno il 12 gennaio 1920. Quinto di sette figli, crebbe in una famiglia povera ma unita e visse un’infanzia serena; ancora ragazzo iniziò a lavorare per contribuire al sostegno dei suoi cari. A 19 anni fu ingiustamente arrestato e trasferito a Catanzaro. Ad un certo punto i familiari non ebbero più sue notizie: genitori, fratelli e sorelle lo cercarono invano. Fu detto loro che era morto in un bombardamento, ma l’informazione si rivelerà falsa. La verità è emersa solo di recente, a distanza di 80 anni dalla sua scomparsa, grazie agli studi di Domenico Romeo sui deportati sidernesi a Fossoli e a Mauthausen.

Nel 1942 il Ministero della Guerra del Regno d’Italia istituì a Fossoli, vicino Carpi, il “Campo prigionieri di guerra n. 73”. Tra il 15 marzo e i primi di agosto 1944, fu suddiviso in due sezioni: il campo nuovo, controllato dalle SS, era un centro di polizia e transito per ebrei e oppositori politici destinati alla deportazione in Germania; il campo vecchio, formalmente sotto gestione italiana, ospitava soprattutto civili di nazionalità nemica, oltre a oppositori politici, ostaggi e persone rastrellate per il lavoro “volontario” in Germania.

La banca dati della Fondazione Fossoli – I Nomi di Fossoli indica Cosimo tra i deportati politici ivi rinchiuso; non è specificato il motivo e quando è stato catturato; è stato lì prigioniero sicuramente fino al mese di giugno del 1944. Il trasferimento verso il campo di concentramento in Germania avvenne in treno, passando per Verona, con arrivo a Mauthausen il 24 giugno 1944, insieme ad altre 475 persone.
Il lager di Mauthausen, aperto l’8 agosto 1938, cinque mesi dopo l’Anschluss, l’annessione dell’Austria da parte della Germania, apparteneva alla “terza categoria” del sistema concentrazionario nazista. Per i prigionieri internati in quel campo, il ritorno non era previsto. Il regime nazista aveva costruito un sistema di controllo totale della popolazione, utilizzando la tecnologia delle schede perforate Hollerith, fornita da IBM tramite la filiale tedesca Dehomag. Le macchine IBM permettevano di classificare, incrociare e gestire enormi quantità di dati: censimenti, registri razziali, logistica dei trasporti ferroviari e amministrazione dei campi di concentramento.

Questa infrastruttura meccanografica era un ingranaggio fondamentale della persecuzione: classificava l’appartenenza razziale e religiosa, identificava i gruppi perseguitati, organizzava le deportazioni e gestiva i prigionieri nei lager. Dall’estate-autunno del 1944 i deportati nei campi di concentramento furono inseriti nel sistema di registrazione centralizzato, basato proprio sull’uso delle macchine tabulatrici Hollerith. I dati personali e lavorativi dei deportati venivano messi a disposizione dell’apparato amministrativo delle SS. Lo scopo era anche di consentire al Capo dell’Ufficio economico e amministrativo delle SS di programmare con maggiore precisione l’impiego della manodopera nei campi e nei sottocampi. La registrazione costituiva uno strumento di controllo e di massimo sfruttamento sistematico dei prigionieri.

La scheda personale di prigioniero(Häftlings-Personal-Karte), conservata presso l’Archivio Arolsen, descrive Cosimo, figlio di Salvatore, alto 155 centimetri, di corporatura esile, con viso ovale, occhi bruni, naso largo, bocca piena, orecchie sporgenti, denti sani e capelli neri, e indica la sua residenza a Siderno, via Gonia. Viene registrato con il n. 76610; da quel momento il suo nome sarà un numero, che dovrà ricordare in ogni occasione: il primo passo verso la spersonalizzazione dell’uomo. Le sue competenze lavorative sono inserite nel sistema informativo centrale di Berlino; risulta abile al lavoro, manovale, sigla HA; viene immesso ai lavori forzati a partire dal 13 luglio nel sottocampo di Redl-Zipf (“Schlier”) e poi ad Ebensee e qui, dopo dieci mesi di prigionia, morirà il 27 aprile 1945.Ancora oggi non si conosce la causa del suo decesso e la fine delle sue spoglie mortali, se sia stato cremato o tumulato.
Il suo nome compare nella “Stanza dei nomi”, il libro virtuale commemorativo delle vittime di Mauthausen e dei suoi sottocampi ed è consultabile al link
https://raumdernamen.mauthausen-memorial.org/?id=3&p=83005&findInRoom
La ricostruzione della verità storica sulla sua tragica vicenda ha restituito Cosimo Triumbari alla memoria della comunità. Nella piccola Chiesa “Maria SS del Rosario” di Donisi, è stato commemorato con una cerimonia religiosa intensa e partecipata. Della casa natale di Cosimo Triumbari, in Via Gonia, rimangono le vestigia, ma per tanto tempo ha risuonato di vita e di voci, poiché anche in questo luogo della Calabria ionica si teneva viva una delle più grandi tradizioni artigianali tessili del territorio, ossia l’allevamento dei bachi da seta: una tradizione importata in epoca bizantina dai monaci basiliani qui giunti dall’Oriente. Oggi questo luogo custodisce per i sidernesi una duplice memoria storica.
Giuseppe Oppedisano è nato e vive a Siderno; è avvocato e presidente della locale Sezione A.N.P.I. “Silvestra Tea Sesini”.Collabora con la rivista “L’Eco Giuridico” del Centro Studi Zaleuco di Locri.
