Un tuffo e la vasca si apre,
la superficie è una lama d’argento,
attraversata dal respiro;
le braccia fendono l’acqua,
il ritmo sale nel cuore,
che corre insieme al cronometro.
Dentro quelle vasche nuotano anni:
albe strappate al sonno,
giorni lasciati indietro,
la fatica che batte alle tempie,
nell’agonismo che ti prende il cuore
e lo porta al limite.
Non tutte le fatiche
accettano una forma:
alcune restituiscono soltanto
occhi diversi e una voglia di vincere
che non si sa di avere.
Poi arriva il muro, arriva il tempo,
arrivano le medaglie,
momenti di migliaia di occhi da custodire.
Il tricolore si posa sulle tue spalle,
l’oro raccoglie la luce degli sguardi.
Ma tu lo sai:
ti chiamano orgoglio quando vinci,
il tuo nome diventa vento sulle tribune,
la bandiera si accende insieme alla gloria;
poi basta un battito fuori dal sogno
e il vento degli applausi cambia direzione.
Dalle tastiere ruggiscono i leoni,
non tutti conoscono
il peso di ogni bracciata,
la notte che precede la gara,
il coraggio di ricominciare.
Per questo chiedi parole belle,
capaci di dare forza,
un tifo che sappia restare
anche nella tempesta.
