Nella giornata del 12 agosto c’è stata l’eclissi parziale di sole, ovvero il nostro satellite si è interposto fra la terra ed il sole oscurandolo per il 92 per cento. Alcuni giorni prima abbiamo pensato, con mia figlia ed altri amici, che questo evento doveva essere vissuto in maniera degna di essere ricordata e così decidiamo di assistere al fenomeno astronomico sul monte Sagro, la bella vetta alta 1749 metri che sovrasta Carrara.

Detto fatto, nel pomeriggio partiamo per tempo, in modo da essere in vetta per le 19,30 ora d’inizio dell’eclissi, muniti di vetri da saldatore, i migliori per godere della vista del sole senza il rischio di subire ingiurie agli occhi. Durante la salita, che per fortuna è resa meno ardua da un cielo rannuvolato che mitiga un po’ la calura, eccolo lì il ricordo che si presenta vivido nella mia mente.

È il 15 febbraio 1961, stamani alle 8,38 ci sarà l’unica eclissi totale del secolo ed il preside – a quel tempo frequentavo la terza ITI a Massa – ha posticipato l’inizio delle lezioni di un’ora per permetterci di osservare il fenomeno ampiamente illustratoci il giorno prima da un nostro docente. Siamo, con alcuni miei compagni, appena scesi dal treno e ci fermiamo nella piazza della stazione di Massa per goderci quell’esperienza che per noi sarà unica nella vita. 8,20 del mattino ed il sole è già notevolmente oscurato; pian piano comincia a farsi sera ma i colori sono diversi, tende tutto al grigio, si avverte facilmente un calo di temperatura e, pochi istanti prima della copertura totale, ecco che si presentano sul terreno le “ombre volanti” che, come ci era stato spiegato il giorno prima, altro non sono che linee ondulate e parallele di luce e buio che si muovono rapidamente sul terreno pochi attimi prima e dopo l’oscuramento totale. 8,38 ed il sole è totalmente coperto e lo sarà per circa due minuti, c’è un buio irreale, nel cielo notturno una corona luminosa attorno ad un disco nero alla cui destra appare nitidamente il pianeta Mercurio.
Ragazzi, che momento! Siamo impietriti dalla bellezza di ciò che sta accadendo; ancora pochi attimi ed ecco che la Luna, nel suo cammino, lascia intravvedere un primo spicchio di Sole; di nuovo sul terreno, ben visibili, le ombre volanti che spariscono man mano che la luce si fa sempre più forte. In silenzio ci avviamo verso la scuola ancora scossi da ciò a cui abbiamo assistito poi, piano piano, così com’è tornata la luce, torna anche la voglia di parlare ed allora tutti a manifestare le proprie impressioni!

Mentre il ricordo svanisce, mi rendo conto che stiamo arrivando sulla vetta, pioviggina un poco, ma si vede chiaramente che il cielo si va rasserenando; c’è una nube che passa veloce ed assistiamo ad un fenomeno elettrostatico inaspettato: i capelli si rizzano in capo e, puntando il bastoncino metallico verso il cielo, si avverte chiaramente una piccola ma fastidiosa scossa sulla mano: scherzi che fa la montagna!

Alzo lo sguardo verso la croce ed, incredibile, decine di persone hanno avuto la stessa idea tanto che sull’angusto spiazzo della vetta non c’è più spazio. Qui più che sul Sagro sembra d’essere ad una sagra! Ci accomodiamo un poco più in basso e mentre consumiamo un breve spuntino (che fame viene in montagna!) all’orizzonte il sole esce da un banco di nubi giusto per farci assistere all’eclissi.

Sono le 19 e 30 e lo spettacolo comincia; il piccolo spicchio d’ombra sulla destra si va man mano ingrossando finché alla 20 e 15 il sole è coperto al 92 per cento. La poca luce che ancora rimane non permette la formazione di ombre volanti, tuttavia lo spettacolo da quassù è veramente impressionante; siamo tutti immersi in un tramonto precoce che dona dei colori stupendi a tutte le montagne attorno a noi e, laggiù, al mare ed alla costa già piena di luci.

Il sole è ormai sulla linea dell’orizzonte ed ora si può vedere ad occhio nudo ciò che resta dell’eclissi prima che tutto sparisca nella sera.

Ci alziamo e ci incamminiamo per il ritorno muniti di lampade frontali che presto, al calar della notte, diverranno indispensabili; siamo fra i primi a scendere ed arrivati alla Foce della Faggiola, ci voltiamo verso il monte per ammirare la processione di lumini che scendono la montagna nella notte del tutto priva di Luna. Anche questo è uno spettacolo inaspettato.

Alle ventidue arriviamo alla Foce di Pianza, dove avevamo lasciato la macchina, felici per questa bella giornata.


A proposito nel 2027 dicono che ci sarà un’altra eclissi parziale, beh, non ci resta che attendere.


