È il 1926, nel pieno dei “ruggenti anni Venti”, quando Coco Chanel idea, disegna e crea il “Petite robe noire”, “il vestitino nero”, con l’intenzione di fare un abito comodo caratterizzato da linee dritte, cuciture perfette, tessuti morbidi, che potesse adattarsi ad ogni fisico femminile e fosse portabile in ogni occasione, di giorno e di sera, un abito dedicato ad una “donna nuova”, più libera, più consapevole, più sicura, una donna che lavora e pretende a buon ragione un ruolo sociale diverso e di primo piano. La stilista francese con il “tubino nero” vuole “affrancare” la donna dalle costrizioni della moda precedente che vedeva la femminilità “vittima” di abiti ingombranti, di pizzi, merletti, corsetti, ganci, nastri, molto altro ancora e molta poca libertà non solo nel guardaroba, nei vestiti e negli accessori, ma fino ad allora anche nella vita.
“L’eleganza di un abito sta nella libertà di muoversi” diceva Chanel che in quell’anno crea un “abito-icona”, l’abito per eccellenza, quello che segna per sempre in modo indelebile la storia della moda, quello che “Vogue America” il primo ottobre 1926 definisce “il vestito che tutte le donne indosseranno”. Il tubino nero, il “Little black dress” come lo chiameranno oltreoceano, elegante, semplice, essenziale, impeccabile, nero, sofisticato, estremamente femminile, glamour, chic e versatile, dalla sua invenzione ad oggi, di fatto, è stato, è, e presumibilmente sarà, indossato da ogni donna, signora o signorina comune e dell’aristocrazia, diva e divine della moda e dello spettacolo, e rivisto e reinterpretato dai più grandi stilisti e dai più famosi brand. Secondo una statistica del quotidiano inglese “The Independent” il 96% delle donne ne possiede uno. La versatilità del tubino nero permette ad ogni donna non solo di “scegliere il suo”, ma le da la possibilità di personalizzarlo secondo i propri gusti e desideri, rassicurata dalla consapevolezza che il “Petit robe noire” è una “certezza” e lascia sempre il segno e che, come un’arma di seduzione potente, rende chi lo indossa sempre affascinante, bello, dallo stile straordinario, unico e memorabile. Coco Chanel ha creato “il tubino nero”, un abito confortevole dalle linee semplici ma molto chic ed elegante, un “evergreen” che non conosce età o stagioni, sempre perfetto e sempre trendy, ispirata dalle divise del collegio dove ha trascorso la sua infanzia; questo era noto ed evidente, ma nulla ha tolto al fascino del “Little black dress” che infatti, sempre la rivista “Vogue”, definirà come una sorta di uniforme per ogni tipo di donna a prescindere dal gusto e dallo stile personale.
“Quando troverò un colore più scuro del nero, lo indosserò. Ma fino a quel momento io mi vestirò di nero” Coco Chanel
È con la stilista francese che “il nero” ha il suo riscatto definitivo nel mondo della moda diventando simbolo di modernità, emancipazione femminile, minimalismo e stile. Prima degli anni ’20 indossare un abito nero al di fuori del periodo di lutto e durante il giorno era considerato inopportuno, indecoroso, addirittura indecente, ma Chanel ancora una volta, come già aveva fatto e contro ogni convenzione, rivoluziona il mondo della moda così come era stato fino ad allora. “Signora, per chi siete in lutto vestita così?” chiese Paul Poiret, celebre stilista anche lui francese, a Coco Chanel in occasione di un loro incontro. “Per voi, Monsier” rispose lei, prontamente con ironia e sarcasmo. Poiret e Chanel sono stati due grandi stilisti, due couturier importantissimi del “Fashion system” e dell’alta sartoria francese e mondiale, ma con idee molto diverse nel concepire l’estetica, la moda, la donna, la femminilità. Poiret amava lo stile sfarzoso ed esotico, ispirato dall’Oriente, gli abiti ampi, i colori vivaci e uno stile ricco e assai teatrale, l’esatto contrario di Chanel, che preferiva invece linee semplici, abiti comodi, l’essenziale e il nero.
“La semplicità è la nota fondamentale di ogni vera eleganza” diceva la stilista francese, riscrivendo di fatto il “codice dell’eleganza”. Per Chanel il vero stile non è nella ricchezza, nella leziosità di un abito, nel superfluo, ma nella semplicità, nell’essenziale, lo stile è “misura” non “ostentazione”, è un atto di classe, e comincia sempre dall’anima, lo stile è essere, non apparire, non si segue né si “insegue”, ma si possiede.
“La moda passa, lo stile resta” era solita dire Chanel che, lungimirante e molto sensibile ai cambiamenti della storia, della società, della cultura e dell’arte, con la creazione del tubino nero compie una rivoluzione nella moda, così come aveva già fatto quando iniziò ad usare il Jersey per la produzione degli abiti femminili, un tessuto che fino a quel momento era stato utilizzato solo per l’abbigliamento maschile. Il “Petite robe noire” è subito amato e apprezzato, in brevissimo tempo diventa molto popolare e di fatto immancabile nel guardaroba di ogni donna, ma raggiunge la consacrazione a “mito” negli anni Sessanta, quando Audrey Hepburn lo indosserà nel celebre e indimenticabile film “Colazione da Tiffany”. Dalla sua nascita nel 1926 sono stati molti i personaggi pubblici che hanno indossato e sfoggiato il tubino nero contribuendo ad aumentare e a consolidare la sua fama di “quintessenza dell’eleganza”, personaggi importanti e famosi e non solo tra le signore e le dive del “Fashion system” o dello “Star system”, come Marilyn Monroe e Grace Kelly che negli anni ’50 fecero di questo meraviglioso abito nero la loro “divisa d’ordinanza”, ma anche personaggi come Wallis Simpson, Duchessa di Windsor, che aveva una vasta collezione di tubini neri che arricchiva con tanti, diversi e preziosi dettagli ed accessori, o l’icona francese de” La vie en rose” Èdith Piaf, che nei suoi spettacoli si esibiva indossando quasi sempre il tubino nero, abitudine che le valse il soprannome di “little black sparrow”, “piccolo passerotto nero”.
“La bellezza comincia nel momento in cui decidi di essere te stessa” affermava Chanel, per la quale lo stile è certamente estetica, bellezza e moda, ma è anche linguaggio silenzioso che comunica coerenza, personalità, autenticità, unicità e libertà. Estremamente femminile, sensuale e indimenticabile per la sua sofisticata eleganza è il “tubino nero”, definito un “Revenge dress”, che Lady Diana ha indossato nel 1994 come arma silenziosa ma potentissima per rispondere alle dichiarazioni del Principe Carlo che, dopo la loro separazione, aveva pubblicamente ammesso i propri sentimenti verso Camilla Parker Bowles.
“Puoi indossare il nero a ogni età, in ogni momento della giornata e per qualsiasi occasione; un piccolo abito nero è un elemento essenziale del guardaroba di ogni donna” Christian Dior
All’inizio degli anni Cinquanta è stato proprio il grande Dior a dare una nuova vita al “tubino nero” che lui considerava l’abito essenziale e immancabile per ogni donna, rivisitando a suo modo, gusto e straordinaria competenza estetica il “Petite robe noire”, valorizzando nuovamente la donna, la sua fisicità, femminilità e sensualità, destando anche un certo scandalo per le nuove forme date all’ “abitino nero”, che ora ha una vita più stretta e mette in evidenza i fianchi. Molti sono stati gli stilisti che nel corso degli anni hanno “interpretato” il tubino nero nelle maniere più diverse, a seconda del momento, delle tendenze e della propria arte, ma sempre in modo fashion, chic e glamour. Dalle versioni più eleganti e sobrie a quelle più adaci, con le maniche lunghe, con le spalline o senza, corto o lungo, estivo o invernale, lineare o arricchito con decori, il “Little black dress”, che negli anni novanta è stato definito anche “killer dress”, è, e sarà sempre, l’abito da indossare per essere eleganti, sofisticate, affascinanti, sicure di sé, potenti e libere nell’esprimere la propria personalità e il proprio stile, per essere uniche, bellissime e indimenticabili.
“Tutto quanto fa… glamour” e il “Petit robe noire” di Coco Chanel, “l’iconico capolavoro sartoriale, simbolo assoluto di classe ed eleganza”, è l’abito più “glamour” del guardaroba di ogni donna, è emblema di forza, grazia, raffinatezza, classe, sensualità e bellezza, è l’abito per eccellenza, imprescindibile, leggendario e senza tempo.
