Dopo due settimane si torna al mare, in una domenica che coincide con la prima del mese di agosto. Abbiamo prenotato i lettini, ma inizialmente non hanno trovato la nostra prelazione, quindi il bagnino ha cominciato a camminare in cerca di una sistemazione. All’altezza del casello di Livorno nord, chiediamo se può trovarci due lettini leggermente più vicini a casa, ci accontenta e torniamo allo stabilimento. Il mare è mosso, sulla riva ci sono molte alghe, sempre comunque meno di un piatto di Master Chef. Oggi il nostro autista Uber indossa una maglia del Milan, credo in onore al grande Franco Baresi, interprete di un calcio che non esiste più, che oggi è rappresentato da squallidi personaggi come Lotito. Siamo a riva e si sta bene, le persone sono state evidentemente colpite dai grandi accadimenti internazionali, parlano delle vacanze di Belen e dell’ultima puntata di Temptation Island, della rivincita di Giovanni nei confronti di Sabrina e di come sia stato sorprendente scoprire di avere un pollice opponibile. Per fortuna ascolto argomentazioni molto più profonde come: la produzione di Battisti era migliore con Mogol o con Panella? Oppure: come mai l’intro di Waiting for a girl like you dei Foreigner e quello della Notte dei pensieri di Michele Zarrillo sono quasi identici? Come mai i Foreigner e Michele Zarrillo non sono mai stati visti nella stessa stanza? Sono domande che rimarranno senza risposta, come quelle sugli universi. La domenica scivola lenta tra i soliti giochi in acqua e la sfilata di perizomi da denuncia. Tatuaggi sempre più inquietanti, come quello che somiglia a Mastro Lindo e ha sulla schiena la foto de poro nonno sul trattore, che sei il nipote di Artemio. Arriva l’ora di andare, accompagnato dalle domande esistenziali, come quella che non riesce a farci comprendere quando se ne andrà Lotito.
Zarrillo e i Foreigner
