foto Archivio Michelino Carrara
Il mondo del calcio italiano (e non solo) è in lutto per la prematura scomparsa a 66 anni di Franco Baresi capitano, bandiera e fuoriclasse del Milan, campione del mondo con l’Italia di Bearzot nel 1982 in Spagna e vicecampione nel 1994 con quella di Arrigo Sacchi negli Usa sconfitta solo ai calci di rigore nella finalissima di Pasadena.
Uno dei simboli del nostro calcio che in rossonero (719 gare ufficiali e 33 reti) e in azzurro (81 presenze e un gol in amichevole con l’Unione Sovietica) ha portato in ogni angolo della Terra la sua immensa classe.
Nel piccolo mondo della Carrarese Calcio (che sul sito ufficiale si è doverosamente unita al cordoglio di tutto il mondo sportivo) il nome di Franco Baresi è legato ad un momento molto importante nella storia della società azzurra. L’11 agosto 1983 in una gara amichevole organizzata in occasione della inaugurazione dell’impianto di illuminazione dello stadio dei Marmi la società azzurra affrontò il Milan allenato da Ilario Castagner (in campo tra gli altri Tassotti, Spinosi. Blissett, Damiani), il risultato fu di 2-0 per i rossoneri e le reti furono realizzate da Verza e proprio da Franco Baresi.
Il Milan ritornò poi nella stagione successiva a Carrara in una gara valevole per i gironi eliminatori di Coppa Italia. 29 agosto 1984. Anche in quell’occasione con Franco Baresi in campo i rossoneri con in panchina Nils Liedholm e in campo tra gli altri Evani, Filippo Galli, Wilkins e Hateley si imposero per 2-0 grazie ad un’autorete di Rossi e a un gol di Virdis.
