Dopo una settimana in cui la temperatura al suolo ha raggiunto quella di Venere, i 460 gradi, arriva la domenica e finalmente possiamo andare al mare per rinfrescarci e rilassarci. Ma il meteo ha altri progetti per me, me ne accorgo appena sveglio, il cielo plumbeo e il forte vento non lasciano presagire nulla di buono. Controllo le previsioni e mi confermano che dovrebbe arrivare la pioggia. Dopo colazione decidiamo di continuare la specialità olimpica della ricerca della piastrella del bagno, ma non riusciamo a qualificarci. Con le idee ancora più confuse ci dirigiamo verso un grande centro commerciale, sempre per il timore dell’imminente pioggia, infatti fuori c’è parcheggiata l’Arca con Noè che ci saluta. Nel centro commerciale c’è una grande ressa, scorgo un gazebo a forma di perizoma con la raccolta firme del P.L. il partito del perizoma libero, che vogliono affossare la mia proposta di legge, dannazione. Dopo qualche vasca, mangiamo uno smash burger, un hamburger spiaccicato che sembra venuto male, e va beh. Usciamo e l’escursione termica è di circa 38 gradi, vedo gente che barcolla come all’Oktoberfest. Tornando verso casa ci fermiamo al mare, c’è poca gente e un forte vento, l’unica felice sembra Mary Poppins. Ci dirigiamo verso il supermercato per la spesa settimanale e mi soffermo ad osservare le persone. C’è quello che fissa lo scaffale degli yogurt in attesa di un’illuminazione o forse della telefonata della moglie. C’è quello che guarda in continuazione il suo numeretto al bancone della gastronomia, credo che abbia la memoria di un pesce rosso. Torniamo a casa e vinto dalla stanchezza della settimana, mi dico: Quasi, quasi mi riposo un poco, giusto il tempo di chiudere gli occhi, Mi risveglio dopo due ore cantando: che anno è? Che giorno è? Sarà una lunga, lunghissima notte insonne e forse canterò: che ora è? A proposito, non è caduta neppure una goccia di pioggia, aridatece Bernacca.
(Non) scende la pioggia…
