Per ricordare il pilota di idrovolanti Francesco Agello, a distanza di 10 anni dalla realizzazione del primo fumetto a lui dedicato dal fumettista di Secugnago Alessandro Colonna, è in avanzata fase realizzativa una nuova striscia che si ispira al libro ” Francesco Agello l’uomo più veloce del mondo” del giornalista lodigiano Francesco Dionigi. L’iniziativa si deve ad Alessandro Colombo e Alessandra Agello, pronipoti del pilota casalese, che hanno contattato il disegnatore Franco Mora di Borgomanero. “L’idea- ci spiegano – è quella di far conoscere Agello e le sue imprese aeree anche alle giovani generazioni e per questo abbiamo pensato che il fumetto potrebbe essere un supporto adatto per gusto ed affinità ai più giovani. Quello che ci preme è evidenziare la forza di volontà di Agello che non ha demorso dal suo obbiettivo. Sarebbe diventato un operaio o tuttalpiù un buon meccanico, seguendo le orme paterne, ma il suo sogno ed il suo destino era volare”.




Alcuni racconti popolari, infatti, ricordano che Agello, da bambino, passava ore ad osservare il volo degli uccelli e con le mani simulava cambi di direzione e planate. In quei momenti di spensieratezza forse il suo destino ed il suo futuro erano già stati tracciati, tanto che il vate Gabriele D’Annunzio, lo soprannominò “Augello” parafrasando il cognome per il volo degli uccelli, non sapendo probabilmente di quanto fosse radicata in lui la passione per il volo. Francesco Agello, nato a Borasca di Casalpusterlengo nel 1902, non era ancora quello che tutti i giornali dell’epoca definiranno “L’uomo più veloce del mondo” ma la velocità che aveva nel sangue fin da ragazzino avrebbe contraddistinto l’intera sua vita.
Del resto, “Vola solo chi osa farlo” dice il gatto Zorba a Fortunata, una gabbianella che è stata abbandonata a causa della morte della madre, nell’indimenticabile “La gabbianella ed il gatto” di Luis Sepulveda ed Agello osò volare più veloce di tutti. Il 23 ottobre 1934 con un idrovolante Macchi MC72 conquistò il record mondiale di velocità a Desenzano del Garda alla media di 709,202 km orari che proiettò il casalino, che qualcuno aveva soprannominato “Il fantino dei cieli” vista la sua piccola statura ed anche “L’aquila di Lodi”, nell’olimpo degli eroi mentre la “Domenica del Corriere” gli dedicava la copertina illustrata da Achille Beltrame. Una fama che valicò i confini nazionali per diventare mondiale e che resiste tuttora visto che il suo record è ancor oggi insuperato.
