L’estate è la stagione del sole, del caldo, del mare, delle vacanze e la libertà, ma anche delle ristrutturazioni, che solo la parola fa tremare. Come avrete capito oggi niente spiaggia e bagni, si parte alla ricerca dei materiali per la ristrutturazione del bagno, soprattutto dei sanitari che sembrano siano stati usati durante la Repubblica Romana. Andiamo in direzione di un grande centro che si chiama come la senatrice che fece chiudere le case di tolleranza nel 1958. Il caldo è asfissiante e le persone cercano di parcheggiare vicino all’entrata con il risultato di congestionare le piccole strade adiacenti. Entriamo, c’è l’escursione termica del deserto di notte. La gente è spiazzata dal cambiamento di clima e si muovono in maniera obbliqua, sembra un incontro tra quelli che soffrono di labirintite. La persona che deve farci i lavori ci ha dato delle indicazioni, ma per noi che non siamo del mestiere, venire in questi posti così grandi e forniti, ha il risultato di complicarci le idee. Piastrelle di colori e misure che proviamo ad immaginare montate con scarsi risultati. La sezione sanitari è ancora più complicata, un paio di chilometri di water e bidet, vorrei essere in Francia per non dover scegliere entrambi. Ecco le docce di ogni forma e misura, ne scorgo una triangolare, non sapevo esistessero. Con la testa confusa usciamo e decidiamo di fare una passeggiata lungo il percorso dei negozi, è una sensazione strana, fuori 180 gradi e dalle porte aperte una brezza fresca e leggera, ho una parte del viso rovente e una fresca, sembro il gelato fritto del ristorante cinese. Torniamo verso casa per la nostra spesa settimanale, nel supermercato c’è molta gente, credo che la spiaggia oggi abbia avuto meno clienti. Dopo un pranzo leggero svengo sotto l’aria condizionata in attesa di tifare Spagna e vedere la faccia der roscio che rosica.
Emergenza sanitari
