Il motto di una famosa pubblicità recitava: “ Ti piace vincere facile” ed oggi è diventato un moderno neologismo per indicare il successo in una situazione determinata più dalla disonestà che dalla fortuna o dalla bravura di un individuo.Quando sia andava a scuola, per riuscire a passare un esame, quello di maturità su tutti, ci inventavamo le soluzioni più fantasiose per nascondere bigliettini vari e non farci beccare dagli insegnanti di guardia. Oggi i metodi sono più all’avanguardia, frutto anche dello sviluppo della tecnologia che permette di usare strumenti sempre più sofisticati e difficili da individuare. Insomma, siamo passati dalle cartucciere di bigliettini agli auricolari collegati con l’intelligenza artificiale, ma, quello che ha usato un giocatore cinese di scacchi per vincere i campionati nazionali, ha dell’incredibile. E comunque, da parte miaa, merita un lungo applauso per la fantasia e il coraggio.
Yan Chenglong è uno scaltro giocatore di scacchi cinesi, un gioco da tavolo simile agli scacchi occidentali, nel quale i pedoni possono muoversi su una scacchiera fatta però di nodi e ed intersezioni. Al posto dei pezzi classici ci sono il generale (il re), il carro (la torre), il cavallo, il cannone, l’elefante (l’alfiere), il consigliere (o guardia) e il soldato ( pedone) che oltre a muoversi secondo determinate regole, hanno o meno il permesso di attraversare la zona centrale della scacchiera chiamata il fiume.

Il nostro eroe avrebbe confermato la sua leadership, se, alla fine della serata, complice un’alzata di gomito azzardata, non avesse commesso alcuni errori non di poco conto. Terminati i festeggiamenti ad alta gradazione alcolica, infatti, non si capisce bene perché, ha avuto l’assurda idea di defecare nella doccia indispettendo non poco gli addetti alle pulizie che, per vendicarsi del lavoro extra, avrebbero spifferato a chi di dovere i segreti che lui aveva confidato loro poco prima. Per sbaragliare i nemici, Chenglong, avrebbe usato un sistema ingegnoso per farsi suggerire le mosse da un complice appostato da qualche parte in sala. Si sarebbe infilato nel retto alcune palline vibranti comandate a distanza tramite un sistema wireless. Interpretando l’intensità e la quantità delle vibrazioni, con un codice che non è stato dato di sapere, avrebbe guidato i suoi pezzi alla vittoria del titolo nazionale.
Verificare una storia del genere sarebbe difficile per chiunque ed infatti la CXA, ovvero la Chinese Xiangqi Association, non potendo arrivare ad una verità assoluta, ha deciso ugualmente di revocargli il titolo e di squalificarlo dalle competizioni per un anno, per il comportamento inadeguato tenuto dopo la vittoria, per i danni arrecati alla struttura ed alla condotta etica sportiva contraria all’etica sportiva che ha gravemente compromesso la reputazione della disciplina. Sui social si sprecano le battute sugli eventi accaduti durante quella finale. Il più divertente di tutti suggerisce che alla richiesta di istruzioni per una mossa da fare, il giocatore abbia dichiarato di spostare da una posizione all’altra il caaahhhhh, cahhhhh, ahhhhhrro!
Barare, alla fine della fiera, non è mai cosa buona.
