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Diari Toscani

Giornale di cultura, viaggi, enogastronomia e società

Il White Party

DiRoberta Ratti

Lug 10, 2026

Spesso in estate per le feste si sente parlare di “white party”, ovvero il dress code che invita gli ospiti a vestirsi totalmente in bianco. Feste in spiaggia, compleanni, cene a tema… ben diverse sono invece le regole del matrimonio in cui, secondo il galateo, il colore bianco è generalmente riservato alla sposa. Affrontiamo meglio questo argomento.

Di solito ciascuno di noi, nel periodo più caldo dell’anno, dispone di un abbigliamento fresco, comodo e soprattutto bianco. Questo è uno dei motivi per cui sono piuttosto diffuse feste anche a livello comunale, come la “notte bianca”, divenuta oramai un grande classico in quasi tutto il territorio italiano. Anche discoteche, stabilimenti balneari e locali di ritrovo organizzano durante l’anno “white party”. Lo stesso vale per i compleanni tra i più giovani, in cui si tende a creare un’omogeneità di stile tra gli invitati, fatta eccezione per i festeggiati. Questa tipologia di evento è diventata ormai una vera e propria moda.

Tornando ai matrimoni, invece, il bianco in tutte le sue sfumature dovrebbe essere riservato esclusivamente alla sposa. Talvolta qualche invitata rompe gli schemi e decide ugualmente di indossare tonalità “rischiose”. Fortunatamente, non sempre si tratta di scelte realmente in contrapposizione: il più delle volte parliamo di un semplice tailleur pantalone, magari con uno stacco di colore dato da una canotta o dagli accessori, piuttosto che un abito lungo ed elegante in totale antagonismo con la sposa.

Nel mio lavoro di wedding planner mi è capitato più di una volta di gestire sguardi di disappunto di alcuni invitati o delle stesse spose nei confronti di qualche ospite che ha interpretato in modo un po’ personale il dress code. Non è mai semplice, ma si cerca sempre di mediare.

In questi casi, più che intervenire direttamente durante l’evento, è fondamentale lavorare in prevenzione, chiarendo con anticipo le indicazioni di stile e aiutando gli sposi a comunicare in modo chiaro il tema della giornata. Una buona comunicazione iniziale riduce infatti gran parte dei possibili fraintendimenti.

Quando però l’imprevisto si presenta comunque, la strategia migliore resta la discrezione. Spostare l’attenzione sull’armonia generale dell’evento, sulla musica, sull’atmosfera e sui momenti chiave della giornata permette di far “dissolvere” anche le piccole dissonanze estetiche senza dare loro troppo peso.

A questo si può aggiungere, soprattutto nei matrimoni più contemporanei, qualche soluzione creativa e leggera: un piccolo dettaglio coordinato per gli ospiti, un accessorio a tema o un momento di coinvolgimento prima della cerimonia possono contribuire a rendere il gruppo più uniforme e partecipe, trasformando il dress code in un gioco condiviso più che in una regola rigida.

In fondo, il segreto sta tutto qui: ricordare che un matrimonio non è una passerella da giudicare, ma un’esperienza da vivere. E se qualche ospite osa un bianco “di troppo”, basterà un sorriso ben posizionato… perché l’eleganza vera, alla fine, è sempre quella dell’atmosfera. 

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