Dopo domeniche di attesa, arriva finalmente il primo giorno di mare che coincide con il giorno più caldo dell’anno, forse del secolo, una temperatura che non si registrava dal 4 luglio 1285. Ad Ostia è diventato difficile andare in spiagge organizzate: come sempre si passa da un eccesso ad un altro, prima tutti stabilimenti balneari, ora tutto spianato, manco fosse passato un esercito. Arriviamo presto, ci sistemano con lettini in prossimità del confine con un altro stabilimento, che non è più uno stabilimento. Ovviamente passa molta gente, sembra di stare alla processione della Macchina di Santa Rosa. Facciamo un bagno, il mare è pulito e l’acqua assai salata. Quando esco ho gli occhi rossi come dopo un rave party. Il sole è caldo e mi spalmo la protezione grasso di foca, altrimenti entro sera sarò chiazzato come la Pimpa. Essendo uno dei pochi lidi ancora attivi, dopo qualche ora la gente arriva in massa, i lettini aumentano, verso le 11 ci sono più lettini che navi nello stretto di Hormuz. Facciamo un altro bagno, il mare è una tavola, infatti c’è anche qualcuno che apparecchia per il pranzo (va beh questa è cretina). Inizio a prendere il colore di un mattone uscito da una fornace, è ora di andare, torniamo verso la macchina che ha raggiunto la temperatura della fornace del mattone sopramenzionato. Si tornerà la prossima domenica, ovviamente abbiamo già prenotato fino a giugno 2032, perché la competizione per un lettino è il nuovo gioco delle prossime estati ad Ostia.
Finalmente mare
