Dopo una lunga, anzi infinita settimana, arriva il giorno del riposo. È una calda domenica di quasi estate e dovendo sbrigare alcune commissioni, non vado al mare. Dopo una leggera colazione, salgo sul mio nuovo tapis roulant, che ha una portata di 130 chili, quindi potrei ospitare una persona di non oltre 50 chili, ma chi ci viene sopra un tapis roulant? Insomma inizio a correre (va beh, si fa per dire), aumento la pendenza e mi appare il prete di Borotalco che mi dice: “Ma che stai a fa’?”. Continuo a correre, va beh avete capito, dopo una quarantina di minuti, mi appaiono i santi che di solito vengono nominati dai romani nel traffico che mi dicono in coro: “Ma che stai a fa’?”. Penso che se qualcuno potesse vedermi penserebbe ad un criceto nella ruota che corre e rimane nello stesso posto, mi avvilisco un po’. Dagli appartamenti vicini arrivano i tipici profumi dei piatti estivi e freschi romani, la carbonara, la parmigiana e il pollo con i peperoni. Finisco la sessione criceto, il prete e i santi tirano un sospiro di sollievo. Dopo la doccia, vado verso il centro commerciale per portare le camicie in tintoria, dentro c’è l’ umidità della giungla malesiana. Devo fare un po’ di spesa e mi devo abituare al clima del supermercato, che vicino ai frigoriferi tocca le temperature della Siberia in inverno. Torno a casa e dopo pranzo provo a riposare, solo che sotto di me ci sono i vicini che hanno mangiato le leggerissime pietanze estive e da quanto biascicano, bevuto tutta la cantina Tavernello. Quando finalmente cadono svenuti dai fumi dell’ alcool, studio un po’ che sta per arrivare l’ esame. Domenica prossima credo che andrò al mare, perché non ci sono summer tales senza la spiaggia, il criceto lo lascio a casa.
Tornano i Summer Tales di Pierluigi Califano: “Ma che stiamo a fa’?”
