Si è chiusa domenica 2 giugno la 23ª edizione di Fivizzano Sapori, la più importante rassegna enogastronomica dei prodotti tipici della provincia di Massa-Carrara, quest’anno arricchita da una cornice straordinaria: quella degli ottant’anni della Repubblica italiana, festeggiati con una doppia anima — civica e gastronomica — che ha reso questo fine settimana indimenticabile per il borgo lunigianese.

Per cinque giorni, dal 29 maggio al 2 giugno, le antiche vie del centro storico di Fivizzano si sono trasformate in un palcoscenico di sapori, profumi e tradizioni , con produttori provenienti da tutta la Lunigiana, dall’Emilia Romagna e dalla Liguria, con stand gastronomici che hanno proposto le grandi specialità locali: testaroli, focaccette, pattone, polenta e capra, e molto altro ancora. Un viaggio nel gusto che è anche viaggio nella memoria, nel senso più profondo del termine.
Il convegno con lo chef stellato Giacomo Devoto

Uno dei momenti più attesi e riusciti di questa edizione è stato il convegno con lo chef Giacomo Devoto, svoltosi nel suggestivo Giardino degli Agostiniani. Seduto a un tavolo rosso bordata di bianco, con il verde rigoglioso del chiostro alle spalle e un pubblico attento e partecipe, Devoto ha raccontato con passione e semplicità il suo rapporto viscerale con questa terra. La sua cucina è un percorso fatto di incontri e assaggi, ma anche di esperienze e sorprese, dove il territorio della Lunigiana ritorna con guizzante vitalità interpretata dalle mani dello chef.
Un personaggio autentico, Devoto. Tra gli interpreti più interessanti e arguti della Lunigiana, capace di porre la cucina tipica al centro, declinandola tra classico e rivisitato, ha saputo fare proprio il territorio esplorandone tutte le sfumature, a partire dalle piante aromatiche, ai prodotti tipici, all’enologia, alle ricette antiche, passando per la storia e le tradizioni locali. E il territorio lo ha premiato: il suo ristorante è per la Lunigiana la prima stella Michelin di sempre, un riconoscimento che lui stesso ha vissuto come una festa collettiva, non solo personale. Al Giardino degli Agostiniani, quella stella sembrava quasi palpabile nell’aria. I presenti ascoltavano in silenzio, rapiti. Qualcuno assaggiava, qualcuno prendeva appunti, qualcuno semplicemente guardava quello chef in giacca bianca e si chiedeva come sia possibile raccontare così tanto con un piatto. Sul tavolo davanti a lui, un piccolo capolavoro — una bruschetta di pane croccante ricoperta di erbe spontanee, fiori eduli, verde intenso — sembrava un manifesto di poetica culinaria: una cucina che parla un linguaggio di confine, combinando con maestria i sapori della Lunigiana con quelli della vicina Liguria, usando ingredienti freschi di stagione.
Il Premio Paolo Grassi all’Associazione “I Paladini della Mitica Pattona”

Ma Sapori non è solo alta cucina. È soprattutto memoria condivisa, radici custodite con amore. E nessuno lo incarna meglio dell’Associazione APS Vivere Agnino – I Paladini della Mitica Pattona, insignita quest’anno del prestigioso Premio Sapori Paolo Grassi 2026, conferito dal Comune di Fivizzano.
Il Premio Sapori è un riconoscimento per l’impegno profuso da una figura o realtà del luogo particolarmente distintasi nella salvaguardia della cultura enogastronomica. Quest’anno è andato a chi, da anni, lavora in silenzio per custodire e tramandare la cultura della castagna e della pattona — quell’antico pane di farina di castagne che per generazioni ha sfamato le famiglie dell’Appennino lunigianese e che rischia, come tanti saperi antichi, di scomparire nel dimenticatoio della modernità.

Sul palco allestito davanti allo sfondo di una Fivizzano affollata e festante, il sindaco, Gianluigi Giannetti, con la fascia tricolore ha consegnato l’attestato con il calore di chi sa che certi riconoscimenti vanno oltre il simbolico. Perché il Premio porta il nome di Paolo Grassi — il sindaco che ideò Sapori, uomo che aveva compreso come quella manifestazione dovesse essere “una felice sintesi tra la fiera campionaria e la festa popolare, dove si promuove il meglio delle produzioni agricole ed artigianali locali” — e riceverlo significa, in qualche modo, raccogliere il testimone di un sogno che continua.

Una Lunigiana che non si dimentica
Cinque giorni di profumi, di voci, di mani che impastano e di storie che si intrecciano. Sapori 2026 si chiude con la sensazione precisa di aver assistito a qualcosa di raro: una comunità che sa ancora chi è, che conosce le proprie radici e non ha paura di mostrarsele, con orgoglio e senza nostalgia. La Locanda de Banchieri di Giacomo Devoto vuole raccontare la rappresentazione della Lunigiana, dei piccoli produttori e coltivatori, dove la montagna incontra il mare e Fivizzano Sapori, ogni anno, è esattamente questo: un luogo dove la montagna e il mare si ritrovano, dove il passato e il futuro siedono allo stesso tavolo, e dove il pane sa ancora di castagne e di memoria.
Appuntamento alla 24ª edizione.

