Noam Chomsky considerava il linguaggio una facoltà innata, lungi da qualsiasi studio oppure evoluzione. Ci sono artisti che nascono con una determinata vocazione e sembrano corroborare la tesi della grammatica universale, uno di questi è stato Duilio Cambellotti. Nacque a Roma il 10 maggio 1876, suo padre Antonio era un artigiano intagliatore e sua madre Vittoria Borghetti, una sarta. Dopo essersi diplomato in ragioneria, Duilio Cambellotti si iscrisse all’Accademia di belle arti di Roma e tra il 1893 e il 1897, eseguì molti lavori di incisione e cesellatura. Duilio Cambellotti non si diplomò, tuttavia vinse il concorso per la realizzazione dei pali di sostegno delle tranvie romane. In quegli anni iniziò la vera carriera artistica di Duilio Cambellotti. Progettò lampade, le famose “lampade di Cambellotti”, che ancora oggi hanno un valore storico ed economico molto elevato. I materiali che usava Cambellotti erano utilizzati per riprendere lo stile Liberty, una sua lampada che fondeva bronzo e marmo è conservata nella Chiesa di Sant’Onofrio al Gianicolo di Roma. Oltre le lampade Duilio Cambellotti, progettò specchi, cofanetti, cornici, sempre nello stile Liberty in voga in quegli anni. Duilio Cambellotti partecipò a molti concorsi, tra i quali quello per il manifesto dell’Esposizione Nazionale di Torino, ricevendo diversi attestati di stima dai critici presenti. Duilio Cambellotti viaggiò in Europa ed Asia per affinare la conoscenza degli stili artistici e degli altri artisti contemporanei. Conobbe Victor Horta, Hector Guimard, Henri Clemens Van de Velde. Tornò in Italia ed iniziò a collaborare come scenografo per il teatro, dopo l’incontro con Alessandro Marcucci, un funzionario della Pubblica Istruzione, molto introdotto nel mondo teatrale. Duilio Cambellotti lavorò per il Teatro Stabile di Roma e con l’Inda, che era l’Istituto nazionale del dramma antico. Nel 1905 Duilio Cambellotti, realizzò le scene per lo spettacolo La nave di Gabriele D’Annunzio, per il Teatro Argentina di Roma. Per l’Inda, Duilio Cambellotti realizzò le scene per l’Agamennone di Eschilo e poi ancora per il teatro di Taormina, le scenografie del Giulio Cesare. In quella occasione fu ospite a Casa Cuseni di proprietà dell’artista Robert H. Kitson, in quella stessa casa furono ospiti: Filippo Tommaso Marinetti, Fortunato Depero e Giacomo Balla, insomma il meglio del futurismo italiano e mondiale. Da sempre legato al mondo contadino, Duilio Cambellotti, si fece promotore, insieme a Giovanni Cena, Alessandro Marcucci, Giacomo Balla, Sibilla Aleramo e altri intellettuali romani, della riqualificazione dell’agro Romano e delle paludi Pontine, fondando nel 1905 (molto prima delle presunte bonifiche fasciste), le prime scuole per i contadini delle paludi laziali. Non a caso, molte delle sue opere sono contraddistinte dalla spiga di grano, presente nei suoi mobili e altri manufatti. Il lavoro e la conquista della terra, furono temi molto cari per Duilio Cambellotti e nella città di Latina esiste oggi un museo a lui dedicato. Duilio Cambellotti si dedicò all’illustrazione della Divina Commedia e I fioretti di san Francesco, collaborò con riviste legate al mondo delle corse automobilistiche e per il mensile La Casa, dedicato all’estetica e il decoro delle abitazioni degli italiani. In quegli anni si dedicò a svariati progetti architettonici, tra i quali: il villino dell’avvocato Franklin De Grossi, la Villa Carolina, che venne poi distrutta da una bomba durante la seconda guerra mondiale. Poi ancora una villa sul lago di Albano, in zona Castelli romani, che aveva una forma ad L che riservava una splendida vista sul lago e la vegetazione circostante. Duilio Cambellotti si dedicò alle vetrate artistiche della Casina delle Civette di Villa Torlonia a Roma e quelle della Cappella della Flagellazione a Gerusalemme. In quegli anni, volente o nolente, si doveva lavorare e collaborare con il regime fascista, Duilio Cambellotti nel 1933, decorò il nuovo Palazzo del Governo di Ragusa, con soggetti ispirati alla propaganda fascista. A Cagli, sul Colle Sant’Anastasio, fu inaugurata la Scuola Monumento Angelo Celli, Duilio Cambellotti si occupò di rifinire i particolari con rilievi bronzei lapidei, tipici del suo stile futurista Liberty. Duilio Cambellotti morì a Roma il 31 gennaio 1960. La lista delle abilità artistiche di Duilio Cambellotti potrebbe essere infinita, è stato: pittore, vetrinista, scenografo, architetto, decoratore, arredatore, scultore, ceramista e illustratore e molte altre, niente male per un ragioniere autodidatta, forse davvero qualcuno nasce con la facoltà innate che non hanno bisogno di studi, solo di grande fantasia e applicazione.
Duilio Cambellotti: l’autodidatta in stile Liberty
