Parliamo oggi di un volatile vituperato dai poeti (v. “I Sepolcri” di Foscolo), considerato funereo e foriero di sfighe nere. Un volatile che la Bibbia stessa poneva fra quelli da non mangiare assolutamente, a causa del suo fetore caratteristico, ritenuto di chiara origine diabolica. Un volatile che, nella mitologia greca e latina, viene considerato spregevole: nelle Metamorfosi di Ovidio, ad esempio, il crudele re di Tracia Tereo, violentatore di cognate, paga infine il fio delle sue colpe venendo trasformato dagli dei proprio in quel volatile. Un volatile che, nell’Europa Centrale, è considerato un ladro al pari delle gazze, mentre in Scandinavia l’avvistamento di quel volatile è da sempre associato ad una guerra imminente. Nei Paesi baltici, invece, questo volatile viene considerato in grado di stabilire un contatto fra il regno dei vivi e quello dei morti, ed udirne il canto è presagio di morte per uomini o animali. Un volatile il cui nome non fa in tempo, nel 1927, ad essere associato al prototipo di un caccia da mettere in dotazione all’esercito britannico, e subito quel progetto va a gambe all’aria e quel prototipo distrutto.

Nonostante questa orrenda nomea, il nostro volatile ha saputo, nel corso dei secoli, risollevarsi dallo sterco in cui lo avevano precipitato, per assumere una dignità ed un prestigio indiscutibili. Nell’antico Egitto, era considerato sacro e non lo si poteva uccidere. Nel Corano esso viene descritto come messaggero che porta a Salomone la notizia dell’esistenza della Regina di Saba e viene a questa rispedito dal re d’Israele per chiederle di convertirsi. Nell’antica Persia, i volatili odierni venivano visti come simboli di virtù: nel poema” Il Verbo degli Uccelli”, ad esempio, il capo degli uccelli è proprio quel volatile. Nell’era moderna, la Lega Nazionale Protezione Uccelli (LIPU), una delle più antiche associazioni ambientaliste ancora attive, al momento di scegliere il proprio simbolo, scelse proprio quel volatile. Negli anni ’70, fra le tante beat band sorte pure alle nostre latitudini, come non citare quella che portava il nome di quel volatile (allego il logo)?… Peraltro, la coda di quello che vi propongo oggi ricorda proprio le meccaniche di una chitarra🎸😄.
Ed il mai troppo compianto Mago Gabriel, nel berne in diretta l’uovo, che, a sua detta, poteva conferire l’invisibilità, non mancò di definire quel volatile, con il suo italiano sempre stentatissimo quanto irresistibile, “Stopentemente Bello”.
Stiamo parlando dell’Upupa, se volete saperlo. L’unico uccello al mondo che si presenta da solo: il verso trisillabico tipico che esso emette (“Hup, hup, hup“), ha, infatti, finito col diventare il suo stesso nome. Ed in questo assomiglia proprio alla nostra città, Carrara, che porta nella propria denominazione il suo legame indissolubile con le cave e con il marmo e coi carri che lo trasportavano a valle dalle montagne.
Pertanto, eccovi l’upupa di Carrata.
La trovate in Via S. Maria.
Andate a cercarla, hup, hup, hup!😄
