La moda ha avuto ed ha molti interpreti. Alcuni, più di altri hanno lasciato un’impronta profonda che ha attraversato il tempo, una di questi è senza ombra di dubbio Elsa Schiaparelli. Nacque con il nome di Elsa Luisa Maria Schiaparelli il 10 settembre 1890 nel Palazzo Corsini di Roma. La sua era una famiglia aristocratica, sua madre di origine napoletana e suo padre, era un piemontese che fu professore di Lingua e letteratura araba all’Università di Roma. Elsa Schiaparelli si appassionò alla filosofia, con il sogno di diventare una poetessa. Nel 1911 pubblicò una raccolta di poesie dal titolo Arethusa, la sua famiglia non gradì l’inclinazione della giovane Elsa e la spedì in un convento della Svizzera tedesca. Nel 1913 Elsa Schiaparelli partì per Londra, ospite di un’amica. Nella città britannica conobbe il conte William de Wendt de Kerlor, che sposò nel 1914. La coppia si trasferì a Nizza e nel 1916 a New York. Nel 1920 nacque la figlia Maria Luisa Yvonne Radha, detta “Gogo”. Il matrimonio fallì ed Elsa Schiaparelli si ritrovò da sola con sua figlia, che tra l’altro si ammalò di poliomielite. In quegli anni a New York, Elsa conobbe molti artisti dell’avanguardia dadaista, Francis Picabia, Man Ray e Marcel Duchamp. Il ritorno a Parigi segnò il destino e l’incontro di Elsa Schiaparelli con la moda. Conobbe lo stilista Paul Poiret e divenne sua allieva, iniziando a creare e vendere le sue creazioni a piccole case di moda. Nel 1927 Elsa Schiaparelli, nel suo appartamento di rue de Seine, realizzò pullover neri decorati con disegni bianchi trompe-l’oeil. Il capo di abbigliamento che fino a quel momento era considerato un pratico capo da indossare in campagna, divenne di grande moda. Il maglione a doppio nodo con collo a V, invase i grandi magazzini europei e soprattutto americani. Elsa Schiaparelli si trasferì con il suo atelier in rue de la Paix e chiamò la sua maison, Schaparelli – Pour le sport. Oltre i maglioni, la collezione si arricchì di top, pigiami, costumi da bagno e accessori da spiaggia. Nel 1928 la collezione di Elsa Schiaparelli apparve sulla versione statunitense di Vogue. In quegli anni si sperimentava l’utilizzo di nuovi materiali, Elsa Schiaparelli creò delle linee di borse di metallo ed abbinamenti della lana con la seta, poi ancora gomma e pelle. La maison produsse gioielli eccentrici, come la collana Aspirin, disegnata dalla scrittrice Elsa Triolet. Elsa Schiaparelli riuscì a resistere alla crisi del 1929, il crollo di Wall Street che mise in ginocchio l’economia americana e mondiale. Il New Deal di Roosevelt rimise in moto l’economia, Elsa Schiaparelli, nel 1932, cambiò nome alla sua casa di moda, prese il nome di Schiaparelli-Pour le sport, pour la ville, pour le soir. Segno di un ampliamento della produzione alla vita di città e gli abiti da sera. Nel 1934 fu la prima stilista donna ad apparire sulla copertina della rivista Time. In quegli anni raddoppiò i suoi dipendenti, spostò al numero 21 di place Vendome ed aprì due boutique, una delle quali dedicata al pret-a- porter. Le sue sfilate erano sempre un evento, alle quali partecipavano: Wallis Simpson, Marlene Dietrich, Katherine Hepburn, Greta Garbo, Lauren Bacall, Gala Dalì, Juliette Greco e Mae West, insomma il meglio dell’arte di quel periodo. A Parigi Elsa Schiaparelli conobbe e frequentò, Jean Cocteau, Salvador Dalì, Pablo Picasso e Alberto Giacometti. Ovviamente la sua produzione fu influenzata dal surrealismo, dal dadaismo e la ricerca di materiali sempre più ricercati. Nel 1937 Elsa Schiaparelli lanciò il colore rosa shocking, affascinata dalle opere del pittore Christian Bérard, fu un successo. Insieme alla collezione di abiti, fu lanciato il profumo Shocking, il flacone fu creato dalla scultrice Leonor Fini e riproduceva le fattezze dell’attrice Mae West, come si direbbe oggi, iconico. Elsa Schiaparelli divenne sempre più famosa e le sue collezioni spaziarono dagli abiti, ai profumi, fino ai cappelli, ai mobili e gli abiti di scena per il cinema e il teatro. L’arrivo della seconda guerra mondiale e l’occupazione di Parigi nel 1940, costrinsero Elsa Schiaparelli a fuggire negli Stati Uniti, dove nel frattempo aveva aperto uffici e boutique. Le venne proposto il ruolo di direttrice del dipartimento di moda del Museum of Modern Art, il MoMa di New York, ma rifiutò. Tenne invece numerose conferenze e militò nella Croce Rossa Internazionale. Dopo la guerra Elsa Schiaparelli tornò a Parigi e riprese la sua attività, assumendo nuovi talenti emergenti come: Hubert de Givenchy e Pierre Cardin. La fine degli anni quaranta e l’inizio degli anni cinquanta, vide emergere stilisti che avrebbero fatto la storia della moda, le collezioni di Christian Dior e Cristobal Balenciaga, offuscarono la maison Schiaparelli e le forti difficoltà economiche portarono alla bancarotta e la chiusura, correva l’anno 1954. Nello stesso anno Elsa Schiaparelli pubblicò il libro dal titolo Shocking Life, il suo testamento di vita e moda. Elsa Schiaparelli, che nel frattempo aveva preso la cittadinanza francese, si ritirò nel suo palazzo di Hammamet in Tunisia. Elsa Schiaparelli morì il 13 novembre 1973, all’età di ottantatré anni a Parigi, la città che l’aveva adottata e rese immortale. Piccola nota di costume, la nipote di Elsa Schiaparelli è Marisa Berenson, figlia di Gogo, della contessa Maria Luisa Yvonne Radha, semplicemente Gogo.
Elsa Chiaparelli: il rosa shocking
