“Un miope dotato di eleganza non deve considerare i suoi occhiali come protesi, ma come accessorio. Deve avere degli occhiali assortiti per i suoi molteplici bisogni e uno stile adatto alle circostanze, per lo sport, le passeggiate, la sera.” Maurice Denuzière, scrittore e giornalista francese.
Diverso tempo fa, per chi li indossava, gli occhiali spesso erano causa di imbarazzo, quasi simbolo di insicurezza e goffaggine, poi, con l’andare del tempo, sono diventati accessori di moda, glamour e indispensabili per creare il proprio stile e definire la propria personalità. La storia degli occhiali da vista è molto più antica di quanto si possa pensare. Esistono infatti testimonianze fin dai tempi degli antichi romani sull’utilizzo di “sfere di vetro” per ingrandire le immagini, e sembra che Seneca, nel primo secolo d.C., avesse indicato non solo nelle sfere di vetro ma anche nelle “bocce” piene d’acqua un mezzo per ingrandire le immagini. Sempre nello stesso periodo, secondo ciò che testimonia Plinio il vecchio, una delle prime persone ad adottare un metodo per vedere meglio fu l’imperatore Nerone, il quale avrebbe usato una pietra verde, probabilmente uno smeraldo, per guardare cose e persone che sarebbero così risultate ingrandite, e chissà, come si chiedono in molti, se questa pietra scura già non rappresentasse una sorta di occhiale da sole.

Il fisico e astronomo arabo Ibn al-Haytham, 965-1040 d.C., che rivoluzionò la comprensione della luce studiando la rifrazione e l’angolo di incidenza e di riflessione, suggerì nel suo “Libro dell’Ottica” che un paio di lenti levigate potesse essere d’aiuto per chi non vedeva bene e, come descrive nel 1262 il filosofo Ruggero Bacone, furono poi i monaci amanuensi che, dopo aver tradotto in latino il testo di quel libro, progettarono e crearono per primi dei pezzi di vetro deformati per ingrandire i dettagli dei codici miniati. I monaci svilupparono una sorta di “pietra di vetro” da lettura che era costituita da una lente semisferica di cristallo di rocca, ossia quarzo ialino, che si rivelò anche un eccellente rimedio contro la presbiopia dei monaci più anziani. L’invenzione vera e propria degli occhiali è stata a lungo attribuita al frate pisano Alessandro della Spina nel 1295, quando l’occhiale era ancora un rudimentale ausilio visivo chiamato “brille”, da berillo, ossia il cristallo da cui venivano ricavate le prime lenti, ma in realtà non sarebbe stato il monaco domenicano ad inventarli; frate Spina, infatti, trovò ispirazione dai maestri vetrai veneziani che all’epoca realizzavano i prototipi delle future e moderne lenti da vista. Spina, dopo aver imparato a Venezia la tecnica della lavorazione del vetro per la fabbricazione delle lenti, iniziò in gran segreto i suoi esperimenti che lo portarono a realizzare i primi occhiali, diffondendo poi le sue competenze in Toscana.

La prima raffigurazione storica dell’occhiale è riconducibile ad un affresco di Tommaso da Modena del 1352, nel quale è ritratto Ugo di Provenza che indossa un paio di occhiali, mentre i primi documenti scritti nei quali si trova un riferimento storico agli occhiali sono i “Capitolari Veneziani” degli inizi del 1300,dove troviamo la famosa definizione “lapides ad legendum”, letteralmente “pietre per leggere”. I primi occhiali erano costituiti da due lenti rotonde convesse verosimilmente tenute insieme da cerchi di legno o metallo unite da un rivetto e a volte con una struttura in cuoio che permetteva anche di poterli legare dietro la testa.

Col passare del tempo i maestri vetrai di Murano progredirono e perfezionarono le tecniche costruttive degli occhiali arrivando ad essere presto molto simili a quelli moderni; furono infatti dotati di astine e realizzati in diversi materiali, come guscio di tartaruga, pelle, ferro, argento bronzo e oro. Va da sé che gli occhiali costruiti con i materiali più preziosi, che possiamo paragonare ai più trendy e stilosi moderni occhiali griffati, erano creati per le classi più ricche ed elevate. Anche l’occhiale poté sfruttare l’industrializzazione, che nel campo dell’ottica ebbe inizio, sempre in Italia, nel 1878 ad opera di Angelo Frescura, il quale aprì la prima fabbrica a Calalzo di Cadore, dando vita a quello che ancora oggi, da allora, rappresenta il distretto industriale italiano dell’occhiale. Come già accennato nelle righe precedenti, i cambiamenti e le trasformazioni dell’occhiale, dalle origini ad oggi, sia dal punto di vista estetico che funzionale sono stati notevoli ed importanti.
“Su un pigro viso di giovinetta le lenti, spie di una intelligente miopia, non sono oggetto di feticismo più plausibile delle stravaganti calzature e pellicce tanto citate nei libri?” Gesualdo Bufalino, scrittore italiano.
L’evoluzione degli occhiali è molto interessante, non solo per il suo sviluppo come ausilio visivo utilissimo ed essenziale per tutti quelli che presentano problemi di vista, ma anche come accessorio di moda in grado di definire e rendere unico e identitario il look di chi li indossa, donando fascino e arricchendo così gli outfit, che si fanno particolari, trendy e decisamente glamour. I primi occhiali, realizzati in legno, poggiavano direttamente sul naso e si tenevano su con la mano; via via vennero poi utilizzati diversi tipi di materiale per cercare di renderli più leggeri e duraturi, come corno osseo, gusci di tartaruga, ed altro. Gli occhiali in metallo fecero il loro esordio nel 1600 e da allora, più leggeri e al contempo più robusti, cominciarono a diffondersi rapidamente, ma è nel 1700 che si ha la svolta fondamentale nella storia dell’occhiale poiché finalmente vengono aggiunte le aste, che venivano poi anche agganciate alle orecchie tramite ampi anelli. Dall’inizio del XX secolo la diffusione degli occhiali si fa sempre più importante, e intorno alla metà del Novecento anche gli occhiali da sole divennero un accessorio indispensabile nella vita quotidiana. La ricerca di materiali innovativi, sempre più leggeri e resistenti, non è mai finita, è continua, senza sosta; “oggi” vengono infatti realizzate montature in acetato, carbonio, titanio e varie leghe metalliche dalle proprietà più disparate, mentre le lenti sono ormai fatte quasi esclusivamente di polimeri, e sono senza dubbio preferibili a quelle di vetro, bellissime ma estremamente fragili e pesanti.

“L’occhiale da sole è più di un accessorio, è un cult, quasi uno status symbol, che permette di giocare col fascino e la sensibilità dello sguardo celato.” Giulia Mattioli, giornalista.
Così come gli occhiali da vista, anche gli occhiali da sole hanno una storia molto interessante da conoscere, una storia che ci racconta di come questo tipo di occhiale, da semplice, pratico e funzionale strumento di protezione visiva dalla luce solare, sia diventato nel tempo un accessorio glamour e di tendenza, una vera e propria dichiarazione di stile, e anche questa è una storia che parte da molto lontano. L’origine dell’occhiale da sole, inteso come strumento visivo per proteggere dalla luce eccessiva, sembra essere antichissima, addirittura preistorica, quando gli Inuit, il popolo artico, ne realizzò i primi rudimentali esemplari. A quell’epoca l’occhiale da sole era ovviamente privo di lenti. Questi “occhiali” erano semplicemente delle “barre” fatte da ossa di balena, di tricheco, di avorio marino, di corno di caribù o legno, provviste di una fessura orizzontale che serviva a dare una visuale ristretta e priva di riverberi solari bloccando i raggi del sole riflessi dalla neve. Nell’antica Roma, come già accennato, l’imperatore Nerone filtrava la luce solare attraverso smeraldi per avere una visione migliore, mentre in Cina, nel corso dell’undicesimo secolo, si usavano vetri fumé già incastonati in montature. Gli occhiali da sole veri e propri furono inventati nei primi anni del diciottesimo secolo e sempre nel veneziano, dove “simil” occhiali da sole, realizzati nelle vetrerie di Murano, erano utilizzati dalle donne e dai bambini durante i viaggi in gondola. Nello stesso periodo James Ayscough, un artigiano inglese, sperimentava lenti colorate per provare a correggere la vista in base a teorie del tutto prive di fondamento scientifico, ma i suoi esperimenti furono comunque molto utili perché contribuirono allo sviluppo degli occhiali da sole.
In Europa, all’inizio del XX secolo, a causa del dilagante diffondersi della sifilide, i dottori iniziarono a prescrivere occhiali con lenti colorate ambra e marrone, per proteggere dall’eccessiva sensibilità alla luce causata dalla malattia e, poiché in molti, malati e non, apprezzarono la capacità di sollevare l’occhio dal fastidio della troppa luminosità, gli occhiali da sole cominciarono a diffondersi sempre più, diventando un accessorio di uso quotidiano. Le prime lenti per occhiali da sole furono realizzate nel 1929 da Sam Foster, che iniziò a vendere occhiali con la montatura in plastica smaltata ad Atlantic City nel New Jersey, rendendoli in breve tempo molto popolari. Quelli di Foster, che sono stati i primi occhiali da sole prodotti in serie, divennero ben presto un articolo di moda presente su tutte le “passerelle” di Atlantic City. Sempre nel corso del 1900 John A. Macready, luogotenente americano, pilota collaudatore ed aviatore, chiese, in seguito ad un danno alla vista riportato dopo un volo in mongolfiera, alla “Baush & Lomb”, oggi “Ray Ban”, di realizzare un modello di occhiali con lenti che potessero proteggere gli occhi e la vista dei piloti. Nacquero così i primi occhiali da sole veri e propri; il primo prototipo fu chiamato “Anti-Glare” e la montatura pesava solo 15 grammi. Erano occhiali realizzati in metallo placcato oro con lenti verdi in vetro minerale per filtrare i raggi infrarossi e ultravioletti e divennero rapidamente di uso comune sia tra i piloti dell’Aeronautica militare che tra i soldati dell’esercito degli Stati Uniti.

“C’è chi si mette gli occhiali da sole sole per avere più carisma e sintomatico mistero” Franco Battiato
Le lenti colorate vennero poi commercializzate come accessorio di moda, un prodotto di tendenza che regalava eleganza glamour e un’aria un po’ misteriosa a chi li indossava. La “Ray Ban” nel 1936 progettò gli occhiali da aviatore antiriflesso utilizzando la stessa tecnologia delle nuove telecamere Polaroid; le lenti polarizzate garantivano un migliore filtraggio della luce solare e quindi una maggiore protezione dai riflessi luminosi. Probabilmente quello delle lenti polarizzate è uno dei miglioramenti tecnologici più importanti nella storia degli occhiali, poiché il loro utilizzo riduce, in maniera molto significativa, il riverbero solare e il rischio di danni agli occhi provocabili dai raggi UV. Oggi gli occhiali da sole sono realizzati e prodotti sia per proteggere dalla luce che per i disturbi visivi, grazie a lenti colorate e, allo stesso tempo, correttive.

“Glio cchiali da sole sono in alcune iconiche immagini. Greta Garbo nascosta da un cappello e immensi occhiali neri. Audrey Hepburn barricata dietro lenti scure e foulard, Jackie Kennedy in fuga dal giudizio collettivo dopo le nozze con Aristotele Onassis. Si può parlare anziché con gli occhi, con gli occhiali. Miles Davis, leggendario musicista jazz, li portava per distinguersi da sguardi razzisti, Lady Gaga li usa per rafforzare la sua identità camaleontica. Anna Wintour suggerisce ‘superiorità e distacco’ dalla moda che pure governa”. Roselina Salemi, scrittrice italiana.
È intorno al 1960 che gli occhiali cominciarono ad essere considerati un accessorio che poteva regalare charme, fascino e classe, e non più un accessorio solo indispensabile e funzionale, e questo successe con l’arrivo sul mercato dell’occhiale “gioiello”, un occhiale “modello farfalla” impreziosito di diamanti che illuminava e valorizzava lo sguardo aggiungendo carattere e personalità a chi lo indossava. Sarà comunque dagli anni Settanta che gli occhiali entreranno in maniera forte e definitiva nell’industria della moda con la realizzazione di modelli sempre più artistici, trendy e stilosi, molti dei quali prodotti da brand Made in Italy, e saranno specialmente gli occhiali da sole a dare vita al vero e proprio boom modaiolo di questo accessorio grazie a creazioni iconiche come il “modello a maschera” di Helena Rubinstein nel 1968 o quello a “farfalla gigante” firmato Pierre Cardin del 1970. Ancora una volta moda, arte e bellezza si incontrano per dare vita a qualcosa di iconico, unico e straordinario, come le creazioni di Elsa Schiaparelli, che chiedeva ai suoi amici surrealisti del tempo, tra i quali Salvador Dalì, di disegnare per lei modelli particolari.

“Nessun uomo ti farà sentire protetta e al sicuro come un cappotto e un paio di occhiali.” Coco Chanel.
Ho trovato molto interessante la storia degli occhiali, il loro viaggio nel tempo che li ha visti passare da “semplici” ausili visivi, funzionali ed essenziali, ad accessori iconici, veri status symbol. Gli occhiali oggi sono vere e proprie armi irrinunciabili di seduzione, indispensabili per essere al passo coi tempi e le tendenze della moda, per creare il proprio look e la propria personalità ed essere, così, unici, particolari eleganti, fascinosi e charmant.
Anche per gli occhiali, quindi, vale il “Tutto quanto fa… glamour”.
