Dal punto di vista umano e sociale la Resistenza in Italia ha preso vita da un atto morale di ribellione alla dittatura nazifascista, che ha animato uomini e donne appartenenti a tutto il territorio nazionale, in cui le coscienze si sono schierate nell’azione – anche silenziosa e non armata – in nome della libertà e di tutti quei valori universali, come solidarietà, fratellanza, giustizia, radicati nella persona umana, a lungo calpestati. Come scrisse Norberto Bobbio la Resistenza è stata “l’avvenimento straordinario della nostra vita, quello che ci ha consentito di sentirci di nuovo uomini in un mondo di uomini.”
Furono tanti i giovani meridionali che risposero a questo appello combattendo al nord insieme ai loro coetanei settentrionali nella lotta di Liberazione, talvolta con ruoli di comando e rendendosi protagonisti di atti eroici e di grande valore: la Resistenza ha avuto voci provenienti da ogni Regione, e il grosso tributo di sangue di tutti quelli che hanno sacrificato la loro vita in questa lotta ha irrorato interamente il nostro Paese, con un significato morale che continua a fiorire nei luoghi grazie alla memoria storica e a un grande impegno rivolto soprattutto alle nuove generazioni e ai ragazzi delle Scuole. Una memoria storica che, nelle località di origine di quanti morirono per ridare dignità al Paese, diventa fondamentale nei confronti di una cittadinanza che desidera conoscere una parte della propria storia e dei valori che l’hanno animata, e serve a costruire o rinsaldare quei ponti affettivi, del territorio e delle famiglie, attraverso i quali ricollegarsi idealmente a chi ha compiuto quelle scelte.

In Sicilia uno dei Comuni che ha visto molti suoi giovani combattere contro il nazifascismo è Castelvetrano, dove all’ingresso del Palazzo Comunale è apposta una targa della locale sezione A.N.P.I. Castelvetrano – Campobello di Mazara in ricordo di trentacinque “suoi eroi morti per la libertà”, tutti nati qui, e morti principalmente nel nord Italia, come Giovanni Giacalone, arrestato e fucilato dai nazifascisti a Genova il 14 gennaio 1944, a cui la sua città e il capoluogo ligure hanno intitolato una strada. È con questo spirito vivo, e con un sentimento di grande accoglienza, che l’8 maggio scorso il Teatro Selinus di Castelvetrano ha ospitato la rappresentazione del mio testo Se siamo qui e non altrove…, intensamente interpretato dai giovanissimi alunni dell’Istituto Comprensivo “Lombardo Radice – Pappalardo”,che ha promosso l’evento unitamente all’A.N.P.I. locale.

I ragazzi hanno saputo regalare al folto pubblico presente profonde emozioni, restituendo alla platea un testo che parla di valori e di sacrificio con l’efficacia e la naturalezza della loro giovane età, e con una grande maturità interpretativa e un lavoro di squadra svolto unitamente alle Insegnanti che li hanno guidati e sostenuti in questo importante percorso. L’esperienza realizzata sarà da loro ulteriormente messa a frutto nell’esame di fine anno scolastico mediante elaborati, studi e ricerche sulle tematiche affrontate, in una città che ha dato i natali a tanti “eroi morti per la libertà”.

Sul palco si sono succeduti gli interventi e le riflessioni della Dirigente Scolastica Maria Rosa Barone, dell’Assessore Monia Rubino, delegata dal Sindaco di Castelvetrano, del Presidente A.N.P.I. Sez. Castelvetrano – Campobello di Mazara Giuseppe Favara e del Presidente A.N.P.I. Provinciale di Trapani Aldo Virzì.
Se siamo qui e non altrove… è un testo che, dal 2019, porto nelle Scuole unitamente all’A.N.P.S. di La Spezia e alle A.N.P.I. locali, insignito a Castelvetrano del Premio Selinunte per il teatro 2024. È dedicato alla memoria di quattro appartenenti al Corpo di Polizia presso la Questura di La Spezia: i due Commissari Capo di P.S. Lodovico Vigilante e Nicola Amodio, la Guardia di P.S. Annibale Tonelli e la Guardia ausiliaria Domenico Tosetti. Furono tutti arrestati fra ottobre e novembre del ’44 per i loro legami con il C.L.N., per aver favorito l’espatrio di ebrei, e per atti di giustizia a favore di cittadini inermi. I primi tre morirono a febbraio e marzo del ’45 nel lager di Mauthausen; il quarto, o la sua ombra, dopo le inenarrabili sofferenze patite in quel lager, riuscì a tornare a casa e non fu riconosciuto sulla porta neanche da sua madre. Il testo, che contiene principalmente gli interrogatori dei due Commissari presso il carcere di Marassi a Genova, è realisticamente elaborato sulla base dell’imponente e appassionata opera storica e umana realizzata nel libro Polizia e Cittadini nella Resistenza – i Martiri dimenticati, di Tarcisio Trani, Presidente A.N.P.S. di La Spezia, e Vincenzo Marangione.Lapubblicazione quest’anno ha avuto una seconda edizione ampliata dal titolo Polizia e Cittadini nella Resistenza – Le ragioni di una scelta. Al di là delle storie particolari e dell’ambientazione territoriale, l’opera intende parlare di quei valori universali confluiti nella Resistenza e ribaditi, per il loro significato civile e formativo, nella lettera che il Presidente Trani ha indirizzato agli studenti dell’Istituto e di cui si riportano, in conclusione, alcuni stralci : “…La libertà è un bene che spesso comprendiamo davvero solo quando ci manca. Provate ad immaginare di trovarvi sott’acqua e di non riuscire a risalire: in quel momento desiderereste soltanto respirare. Ecco, la libertà assomiglia a quel respiro: sembra normale finchè la possediamo, ma diventa indispensabile quando qualcuno prova a togliercela. Così tanti giovani di allora sentirono il bisogno di respirare un’aria nuova, un’aria di dignità e di giustizia… Tutto questo costò la vita a molti di loro… Quei caduti sono stati e restano eroi della libertà. Eroi non perchè cercassero gloria, ma perchè ebbero il coraggio di offrire la propria vita affinchè noi potessimo vivere in un Paese libero. Dobbiamo amarli, ma soprattutto ricordarli… Quel ricordo deve diventare un fuoco buono, capace di rendere ciascuno di voi più consapevole, più giusto e più libero: libero di imparare, di studiare, di lavorare, di pensare, di scegliere, ma soprattutto libero di rispettare la dignità di ogni persona umana… Siate liberi e difendete sempre la libertà. Ma ricordate che la libertà non nasce dall’ignoranza: nasce dalla conoscenza. E la conoscenza si costruisce con lo studio, con la curiosità, con l’ascolto e con il rispetto degli insegnamenti che ricevete ogni giorno…” .

Si ringraziano vivamente : la Dirigente Scolastica, professoressa Maria Rosa Barone; i giovanissimi Interpreti e le Insegnanti Maria Cristina Azzarito, Francesca Leone e Giovanna Aurora Ingoglia per il grande lavoro svolto; il Comune di Castelvetrano; l’A.N.P.I. locale e provinciale e, in particolare, l’arch. Francesca Pizzo del Direttivo per la sua preziosa opera di intermediazione; l’A.N.P.S. di Castelvetrano.
