Ti amerò fino alla morte. Quanto romanticismo c’è in questa frase? Quante volte all’apice dell’innamoramento abbiamo detto al nostro partner che il sentimento che ci tiene uniti si dissolverà solo con la morte di uno dei due? Ce lo giuriamo anche sull’altare no? Finché morte non ci separi. In letteratura troviamo un esempio su tutti: Giulietta e Romeo. I due ragazzi si amano alla follia e quando Romeo vede Giulietta apparentemente morta si suicida, cosa che farà anche lei quando, risvegliatasi dagli effetti del narcotico preso dallo speziale, vede il cadavere del suo amato.
Tolta la tragica storia dei due amanti di Verona, in natura, questa tendenza si chiama “semelparità”, che tradotta in termini più spicci significa “fai tutto in una volta e poi muori”. In che cosa consiste? Il maschio delle specie interessate entrano in una specie di trance riproduttiva per la quale il loro unico pensiero fisso è quello dell’accoppiamento. Sesso, sesso e ancora sesso! Non pensano ad altro che a quello. Prendiamo ad esempio un marsupiale dal viso carino ed innocente come l’antechino, una specie di topolino col muso allungato e gli occhi neri a palla, lungo all’incirca sette, otto centimetri, originario dell’Australia e della Tasmania.

Si nutre solo di invertebrati e occasionalmente di qualche topolino di campagna, vive solo undici mesi, i primi dieci li passa a mangiare ma l’undicesimo, è quello della follia riproduttiva. Quando scatta l’ora X pensa solo a riprodursi arrivando a farlo per ben dodici ore consecutive, una maratona del sesso che mette alla prova anche le femmine tanto che, unendosi inevitabilmente ad un numero elevato di maschi, hanno sviluppato la capacità di conservare lo sperma da poter utilizzare quando diventano feconde in modo tale che una cucciolata possa avere più padri. Questo comportamento profondamente immorale del maschio, continua per due, tre, quattro settimane in maniera vorticosa, senza un attimo di pausa, mettendo da parte il soddisfacimento delle più elementari esigenze vitali, infatti l’antechino non mangia più e non dorme più. La massiccia produzione di testosterone, necessaria al sostentamento dell’attività riproduttiva, ha però delle controindicazioni terribili per il povero animale, infatti l’eccesso di cortisolo, l’ormone dello stress, gli distrugge il sistema immunitario causandogli perdita del pelo, ulcere gastriche ed emorragie interne fatali. In pratica il maschio di quella specie muore letteralmente per esaurimento fisico, lasciando alla fine della stagione un esercito di vedove, non so quanto allegre, perchè comunque piene di cuccioli. Qual è il motivo di tale comportamento? La natura sa essere meravigliosa e spietata allo stesso tempo ma, in questo caso, la strategia riproduttiva ha un senso logico seppur tragico. L’antechino non si evoluto per sopportare l’inverno con un eventuale letargo per cui, tutte le energie servono alla riproduzione. Anche la femmina una volta partorito vive solo lo stretto necessario per accudire la prole, raramente arriva ai tre anni di vita. In più un elevato numero di figli, legge dei grandi numeri alla mano, gli permette una percentuale più alta di sopravvivenza dai predatori.

Animali posseduti dal demone del sesso, solo per scopi riproduttivi s’intende, o, se preferite, affetti dalla semelparità, non sono poi così rari. Il salmone del Pacifico usa tutte le sue energie per risalire le cascate e deporre le uova nel letto del fiume. Arrivato a destinazione, l’acido lattico distrugge i suoi muscoli, alla morte i resti delle loro carcasse si depositano sul fondale arricchendolo di nutrienti. Il polpo dopo aver fecondato la femmina entra in uno stato di declino fisico che lo conduce alla morte e la femmina condivide il suo destino solo dopo aver speso ogni goccia di energia nel tenere le uova al sicuro fino alla schiusa. Le effimere sono degli insetti di acqua dolce che è facile vedere negli stagni o lungo i fiumi, dopo aver effettuato un paio di mute ed assunta la forma adulta volano in sciami giganteschi con un unico scopo, quello di riprodursi e lo devono fare nel giro di una giornata perchè, stranezza della natura, nascono senza apparato digerente per cui hanno un solo carico di energia da utilizzare e non possono sprecarlo.
Tornando nel continente australiano, un animale simile all’antechino è il fascogale codarossa che oltre a condividerne l’aspetto, è quasi identico, ha le stesse abitudini riproduttive e, come lui, muore dopo un’attività frenetica da guinness dei primati. L’Australia è davvero la terra dell’amore! Avrei voluto chiudere l’articolo così, ma già so che, leggendo tra le righe qualcuno si è fatto qualche domanda indecente alla quale risponderò subito, levandogli l’ansia di andare a rovistare in rete. Prima risposta: non siamo gli unici a praticare il sesso al di fuori delle necessità riproduttive, anche altre specie animali si accoppiano per il puro piacere di farlo. I bonobo, una specie di scimpanzé africano che condivide con noi uomini il 99% del DNA, si accoppiano per salutarsi (Ciao come stai? E giù sesso), per riappacificarsi, per ridurre l’ansia e per spartirsi il cibo. Sono gli unici, oltre all’uomo ad unirsi faccia a faccia nella posizione del missionario e non fanno distinzione tra i sessi, formando coppie etero e omosessuali. I macachi giapponesi invece, oltre alla frenetica attività sessuale, propendono di più per l’accoppiamento tra femmine, tanto da preferire loro ai maschi nella stagione riproduttiva. Passano intere giornate a fare l’amore (rumorosamente) e se un maschio si avvicina è capace che lo menano pure. I delfini non solo si accoppiano al di fuori del bisogno di procreare, ma addirittura si masturbano strofinando i genitali sulla sabbia, sulle rocce e sul dorso di altri ignari pesci. I pipistrelli della frutta, anche loro si uniscono per piacere, ma le femmine praticano anche sesso orale ai maschi per procurargli più piacere Seconda risposta: se l’antechino e il fascogale puntano tutto sulla quantità, ci sono due animali che lo battono riguardo durate e intensità dell’orgasmo. Il più intenso in assoluto appartiene ancora una volta al delfino, sebbene non duri più di qualche secondo l’intensità, misurata attraverso scansioni cerebrali, non ha pari in tutto il mondo animale. Per quanto riguarda la durata, il re indiscusso è il maschio del maiale domestico che per trasferire fino a mezzo litro di liquido seminale impiega fino a mezz’ora, ma in casi documentati può metterci anche sessanta o novanta minuti. Un orgasmo da un’ora e mezza!
Credo di aver risposto a tutto.
