Giovanni Battagio, noto anche come Giovanni Battaggio, Giovanni Battacchio e Giovanni da Lodi è stato un architetto, imprenditore e ingegnere italiano, attivo in Lombardia tra gli ultimi decenni del XV secolo e l’inizio del XVI. Nel 1481 ebbe l’incarico di trasferirsi a Biasca (Bellinzona) per costruire fortificazioni. In questo periodo il suo nome è fatto con insistenza da Ludovico il Moro, ai fabbriceri della cattedrale, in opposizione a quello degli architetti di oltralpe convocati per la fabbrica del Duomo. Seguace dell’Amedeo e allievo di Donato Bramante, influenzato in buona misura anche da Leonardo da Vinci, operò nel 1483, sul cantiere della Chiesa di Santa Maria presso San Satiro a Milano. Nel 1484 cominciò la collaborazione del Battagio con Agostino De Fondutis, divenuta in seguito molto assidua. Vincolati da un comune contratto, essi sistemarono, a Piacenza, la facciata di palazzo Landi. In alcuni documenti il Battagio è chiamato “milanese” e Milano divenne in realtà la sua vera patria. La protezione del Trivulzio e la stima di Ludovico il Moro lo avevano introdotto nella più gloriosa accademia del Rinascimento lombardo: il cantiere della cattedrale. Alla corte di Ludovico il Moro conobbe certamente Leonardo da Vinci. Per l’architetto di provincia, il soggiorno a Milano risultava lusinghiero ed egli se ne allontanava malvolentieri. Ad occasionali messaggeri devolveva la procura di rappresentarlo presso i committenti, per i lavori affidatigli in altre città. Ottenne altrettanti incarichi importanti come quello di ingegnere del comune di Lodi nel 1488, anno in cui progettò il Tempio Civico dell’Incoronata, uno dei capolavori indiscussi del Rinascimento lombardo realizzato su pianta ottagonale con nicchie attorno e una loggia superiore, con evidente ispirazione alla bramantesca sagrestia di San Satiro.
Il Battagio non fu presente alla posa solenne della prima pietra per l’Incoronata, ed il disegno della chiesa, eseguito a Milano, fu portato a Lodi da uno sconosciuto Ambrogio. Forse l’avversione a dimorare in provincia e le prolungate assenze dai cantieri, provocarono le frequenti controversie dell’artista con i fabbriceri. L’architetto lodigiano non aveva, probabilmente, un carattere tanto malleabile ch e questo lo portò ad abbandonare due progetti di grande impatto come il Tempio dell’Incoronata a Lodi e, successivamente, il santuario di Santa Maria della Croce di Crema. Durante i lavori del tempio lodigiano il Battagio fu sostituito nel 1489 con Gian Giacomo Dolcebuono per errori nella costruzione non meglio precisati. Formula che sembra essere una scusante poiché i lavori non dovettero comportare un mutamento del progetto. Nel 1494, quando fu trasportato l’affresco sull’altare, l’interno cominciava ad essere decorato da Antonio Raimondi e da Ambrogio Bergognone. Entro il sesto decennio del Cinquecento, grazie all’attività continuativa della grande bottega lodigiana dei Piazza – da Martino al brillante Camillo – la chiesa doveva essere completamente rivestita.

Il Battagio progettò il santuario di Santa Maria della Croce di Crema, commissionato nel 1490 e abbandonato nel 1494, caratterizzandolo con una pianta centrale, un nucleo rotondo e quattro cappelle attorno. A confermare il carattere intollerante del litigioso artista si ripete, a Crema, l’episodio di Lodi. Nuovi dissensi con i fabbriceri, nel 1493, lo allontanarono dalla costruzione. Il suo successore, l’ingegnere cremasco Giovanni Antonio Montanaro, aggiunse un secondo ordine di logge e una sovrapposizione di archi lobati di stile gotico sfasati rispetto all’insieme della decorazione del Battagio. La prima pietra fu così posata il giorno 6 agosto 1490, grazie alle offerte dei fedeli che permisero di dare inizio ai lavori. Si dice inoltre che il Battagio, quando interruppe la sua prestazione, abbia distrutto il suo progetto in evidente segno di rabbia e comunque di dispetto. Montanaro, evidentemente, non aveva né la valentia né l’estro del Battagio. Tuttavia, la sua opera, stilisticamente difforme, dona grazia e gaiezza al corpo cilindrico della costruzione. Nel 1500 la costruzione fu ultimata, ma con l’aggiunta di una galleria in stile gotico. Il santuario è un meraviglioso esempio di architettura rinascimentale lombarda, caratterizzato all’esterno dall’alternanza del colore dominante del cotto con zone intonacate di chiaro.
