Nel santuario mariano cinquecentesco della chiesa dei SS Jacopo e Antonio di Fivizzano, si è svolta nella serata del 10 maggio un concerto dal titolo “Una sera di maggio” che ha visto esibirsi il Coro Lunigiana diretto dal maestro Primo Ceccarelli ed il Coro Polifonico di Greve in Chianti diretto dal maestro Elena Superti e accompagnato dalla pianista maestro Viviana Apicella in sostituzione del maestro Niccolò Cantara. Introducendo la loro esibizione, il Maestro Ceccarelli ha dato una sua interpretazione della funzione di un coro: ”Cantare in un coro rappresenta una passione alla quale non dobbiamo rinunciare, è un’occasione per fare associazionismo, per stare insieme” ed ancora sul valore del canto: “Il nostro scopo è trasmettere emozioni, è vero ci vuole la tecnica ma anche la passione. Ognuno di noi è uno strumento che da colore alle musiche che cantiamo”.
Quattro i brani che hanno interpretato con il coinvolgimento del pubblico entusiasta: “Fratello sole e sorella Luna”, “Ninna nanna” di Luciano Spina Bianca, “La canzone dell’amore perduto” di De Andre, rivisitazione moderna di un motivo di G.P. Telemann musicista coevo di Bach e in chiusura “Una piccola suite infantile” arrangiata in stile barocco dal maestro Pietro Boni.

Più articolato il programma del coro ospite con musiche legate alla modernità tra le quali spiccano “In un vecchio palco della Scala” portato in auge dal Quartetto Cetra, “Zum zum zum” sigla di Cansonissima del 1968 cantata da Sylvie Vartan, “Vecchio frac” di Domenico Modugno e “Ave Maria” di De Andrè. Nel prosieguo non sono mancati anche alcuni pezzi più legati alla cultura popolare che hanno spaziato dalla musica Colombiana a quella irlandese, proponendo in chiusura l’universalmente conosciuta Guantanamera. L’esibizione è nata grazie agli scambi culturali come la rassegna annuale promossa dall’Associazione Cori dell’Alto Adige ed all’interesse del presidente dell’Associazione Cori della Toscana e membro del Coro Lunigiana, Moreno Signorini.

Al termine dell’esibizione il maestro Superti ci ha concesso alcune dichiarazioni:
Posso chiamarla maestro?
Ci tengo ad essere chiamata maestro.
Cosa vi ha portato a Fivizzano?
Il nostro coro insieme al Coro Fiorentino, organizza ogni anno tra maggio e giugno, una rassegna invitando rappresentative da tutta la toscana. Abbiamo invitato parecchie volte il Coro Lunigiana ed oggi abbiamo deciso di accettare il loro invito ad esibirci qui.”
Come voi siete trovati?
Il posto è molto bello, anche questo santuario dove ci siamo esibiti è molto coinvolgente. L’accoglienza è stata stupenda
Ho notato che avete un repertorio vario, moderno…
Sì, è vero, siamo in una fase di evoluzione. L’anno scorso per esempio abbiamo eseguito una serie di musiche da film, colonne sonore famose con pezzi di Morricone ad esempio. Abbiamo anche canzoni sudamericane oltre al sacro che, quando ci viene richiesto, eseguiamo con regolarità”
Ho visto che l’età media dei vostri partecipanti è alta, i giovani sono attratti dai cori?
In realtà abbiamo degli elementi giovani, ma, in questa esibizione, un po’ per motivi di lavoro, un po’ per motivi di salute, non sono potuti venire. Non è facile coinvolgerli ma, se mi è permesso, è difficile trovare anche cori misti uomini e donne. Però ci sono e noi siamo uno di quelli.
