Ah, che figata, i pirati! Il loro immaginario intriga l’uomo fin dalla fanciullezza (e state parlando con uno della generazione “Galeone Playmobil”, uno dei tanti giocattoli-simbolo di agiatezza infantile anni ’80, e, di conseguenza, sogno proibito di chi, all’epoca, non se lo poteva permettere).

Diversi articoli fa, avevamo esordito con un “Che figata, i Templari!“, ipotizzando -tra il poco serio ed il molto faceto- un loro improbabile punto di contatto con la nostra cittadina.Beh, vuoi vedere che, alla fin fine, un fondo di caffè di verità ci sta davvero? E allora, facendo una doverosa liaison, potremmo ben sentenziare: “Che figata, i Pirati Templari (o i Templari Pirata, se preferite)!”. E già, perchè, secondo un’antica leggenda, tre cavalieri templari partirono alla ricerca del luogo dell’esecuzione di Jacques de Molay, ultimo Gran Maestro dell’Ordine. Una volta trovato il luogo esatto, essi rinvennero solamente il teschio ed i femori. Si dice che queste ossa fornirono ispirazione per la creazione del primo Jolly Roger, quello che è da sempre considerato il simbolo per eccellenza della pirateria, al punto da diventarne bandiera ufficiale. Fu sotto il segno del teschio e delle ossa incrociate, infatti, che, sempre secondo più o meno leggendarie cronache, i mitici Cavalieri del Tempio presero il mare nel 1307, con destinazione ignota, per sfuggire all’ondata di arresti ordinata nei loro confronti da parte di Filippo il Bello re di Francia, goloso dei loro tesori e timoroso del loro crescente ed indipendente potere. La flotta templare, come è d’uopo in una storia sospesa fra mito e realtà, come la loro, sparì nel nulla e non fu mai ritrovata. Ma qualche suo rimasuglio e qualche sua reminiscenza sopravvivono tutt’oggi.
Anche a Carrara, sì.

Che ci crediate o no, la facciata del nostro duomo contrassegnata dal bellissimo rosone, riporta, infatti, il Jolly Roger Templare di cui dicevamo poc’anzi.
Perchè?
Beh, è un bel nodo da sciogliere, come Il “Nodo dell’Apocalisse” che fa bella mostra di sè, in diverse varianti, su quella stessa parete del nostro duomo.
Trattasi di un antico simbolo esoterico e cristiano, spesso raffigurato come un fiore a quattro petali ottenuto dall’intersezione di quattro cerchi, talvolta racchiuso in anelli. Esso rappresenta l’equilibrio dei quattro elementi (fuoco, acqua, terra, aria) e simboleggia l’armonia celeste, la protezione contro il male e i quattro esseri viventi dell’Apocalisse. Un simbolo, a propria volta, da sempre associato ai Templari ed al loro particolare apparato di segni distintivi. Un nodo marinaro, direi, sull’onda di quello stesso mare che inghiottì per sempre la loro flotta, che viaggiava a vele spiegate, alla volta di chissà dove, sotto una bandiera che garriva al vento.
Una bandiera Pirata.
……..
Se volevate del Mistero, avete di che abbuffarvi.
