Qualche anno fa leggevo della buffa causa legale intentata nel 2003, da parte della Western Kentucky University, nei confronti nientemeno che del celeberrimo personaggio del Gabibbo. Nato nel 1990 come mascotte ufficiale del Tg satirico “Striscia la Notizia”, il popolare creaturo rosso veniva travolto, nell’occasione, dall’accusa di essere il miserabile plagio della pre-esistente mascotte del suddetto ateneo americano, tale “Big Red”, che aveva fatto il suo esordio nel 1979, ben 11 anni prima della pupazza nostrale. Ed è innegabile che la somiglianza ci sia tutta.
Al di là del contenzioso tribunalizio, che l’Università del Kentucky, per la cronaca, perse su tutta la linea, mi premono alcune riflessioni. Entrambi i personaggi, Big Red come il Gabibbo, sfuggono, di fatto, a qualsiasi definizione. Qualcuno potrebbe dire con attendibilità e certezza cosa essi siano?
No.
Ed in questo i due rossoni sono davvero gemelli: Big Red nasce come pura incarnazione dell’amore dei tifosi per la squadra di pallacanestro dell’università che rappresenta. Non vuole scadere, come tutte le altre mascotte sportive, in trite, ritrite e stereotipate rappresentazioni legate al folklore, alla cultura, alla fauna, alla flora o al paesaggio locali. È l’astrazione distillata che si fa pupazzo.
Allo stesso modo, il Gabibbo è un archetipo, una maschera da commedia dell’arte, una bugia beffarda al servizio della verità. Qualcosa di indefinito ed indefinibile. Proprio come colui che riposa nel letto del torrente Carrione, poco dopo -o poco prima- del curvone che conduce a – o parte da- Torano di Carrara.

L’ho soprannominato “Lo Strano Animale“, e tale è, di nome e di fatto. In un letto si possono fare tante cose divertenti, ma di base ci si dorme. E lo “Strano Animale“, nel letto del Carrione, questo, ci fa. Dorme beato. O forse, semplicemente, aspetta.
Ed è vieppiù calzante, a riguardo, il fatto che il Gabibbo ed il suo fratocugino d’America Big Red siano ispirati, nella loro conformazione fisica, ad una “Gerrothorax”. Trattasi, nello specifico, di un anfibio risalente al Triassico Superiore, ed oramai estinto da milioni di anni. Un essere che, nonostante l’apparenza bizzarra e “Gabibbesca” (o “BigReddesca”, se preferite), era in realtà un feroce predatore. Un predatore che, come il nostro “Strano Animale”, viveva nei fiumi, rimanendo acquattato sul fondale per gran parte del tempo. Non appena un pesce si avvicinava, il gerrotorace spalancava le fauci con un movimento fulmineo; il risucchio d’acqua così creato permetteva al predatore di ingoiare il pesce, che veniva trattenuto dai suoi denti aguzzi.

Visto?
Un saccoccione rosso antropomorfo può essere, alternativamente, l’energia pura ed adrenalinica del tifo e dell’agonismo, che incendia il cuore dei supporters di una squadra; oppure, può essere la pruriginosa ed urticante ficcanaseria che muove il cercatore di verità e lo scopritore di torbidi e magagne.

Il Plagiosauro che ne ha ispirato le fattezze, anche se a vederlo ci si scassa dalle risate, può essere un feroce e spietato assassino della natura. Un sasso può essere, pertanto, uno “Strano Animale”. Che dorme. Oppure aspetta, vai a sapere.
Se niente è ciò che sembra, tutto può essere quel che ti pare, no?😄
E che nessuno mi faccia causa, per l’amor di Odino.
P.s. Peraltro, siamo partiti dalla storia di un PLAGIO ed abbiamo chiosato con un PLAGIOsauro della preistoria… Tutto, abitualmente, torna😁
