“La moda è un balletto, è lo spruzzo d’acqua nel parco, l’orchestra più sublime dell’eleganza intuitiva…” Christian Dior.
Resort, Cruise, Pre-fall, Capsule, Must Have, sono tutti termini tipici del vocabolario della moda e sono tutti termini che hanno a che fare con il Pret-à-porter, con le sue collezioni, con le sue stagioni e interstagioni. Nella moda, quando si acquistano articoli di lusso, si acquistano abiti ed accessori importanti, di valore e prestigio, per la qualità e l’eccellenza della lavorazione, per i materiali di pregio e anche per la fama e la lunga storia della “firma” e del brand che riproduce. L’abbigliamento griffato, di marca, infatti, non è solo quello dell’ Haute Couture, ma anche quello altrettanto lussuoso, elegante, glamour e trendy del Pret-à-porter.

Se l’Haute Couture è opera d’arte sartoriale in passerella, con capi unici o prodotti in pochissimi esemplari, esclusivi ed artigianali, realizzati quasi interamente a mano e sempre su misura in atelier, con materiali pregiatissimi, e rappresenta l’apice della sartoria, della creatività e dell’immagine di un brand, il Pret-à-porter è eccellenza stilistica resa accessibile, è la moda di lusso “ready-to-wear”, pronta da indossare, firmata da importanti couturier di grandi case di moda, cucita in più copie e prodotta industrialmente o semi-industrialmente in serie e in taglie standard, che mantiene comunque l’importanza e lo stile curato dai designer, venduta in negozi d’alta moda e di design, boutique e anche grandi magazzini, pensata per l’uso quotidiano ma sempre chic e charming. Sebbene gli abiti del Pret-à-porter non siano capi realizzati su misura per un singolo cliente come l’abito di alta moda, che nella sua lavorazione necessita delle cure continue del couturier o del sarto-creativo, per poter essere confezionato e successivamente indossato, sono comunque articoli curati in ogni minimo dettaglio anche se già pronti per essere vestiti.

L’Haute Couture fa sempre riferimento all’alta moda e all’esclusività, e si caratterizza per collezioni di abiti artigianali, di lusso, dai costi elevatissimi, che sfilano, come in veri e propri templi d’avanguardia stilistica e creativa, nelle passerelle più autorevoli del mondo durante le Fashion Week di Londra, Parigi, Milano e New York, dando vita a spettacoli artistici riservati ad un pubblico ristretto; il Pret-à-porter invece, prevede la realizzazione di abiti, accessori e collezioni eleganti, di classe e preziosi, da parte di designer e sarti molto famosi, ma anche di stilisti meno famosi ed emergenti, delle grandi case di moda, destinati ad un pubblico più ampio, con costi più accessibili ed anche con una vestibilità più facile, o se non altro meno spettacolare e più normale, ma sempre trendy, glamour e fashion, anche se comunque non mancano nelle collezioni Pret-à-porter pezzi più “forti” e di tendenza che solo le fashioniste molto coraggiose possono e riescono ad indossare nella vita di tutti i giorni.

“La moda è stata inventata per coprire il corpo e scoprire la personalità” Fabrizio Caramagna.
Ma qual è la storia del Pret-à-porter? Il Pret-à-porter nasce nel 1812 negli Stati Uniti durante la guerra anglo-americana, quando le uniformi cominciarono ad essere prodotte in serie e poco dopo, grazie alle semplici esigenze della moda del tempo che richiedeva tagli dei capi e tonalità di colori relativamente essenziali, fu possibile la produzione in grandi quantità e in diverse taglie degli abiti per uomo “Pronti da portare”. La prima fabbrica di abbigliamento confezionato aprì i battenti a New York City nel 1831. Fu poi un’altra guerra, quella di secessione americana, tra il 1861 e il 1865, con la necessità continua di uniformi confezionate, ha contribuire notevolmente alla crescita del settore dell’abbigliamento Pret-à-porter negli Stati Uniti. Già verso la fine del XIX secolo l’abbigliamento confezionato non era più considerato un prodotto solo per le classi inferiori ed iniziò a diffondersi anche nella classe media, con maggiore apprezzamento soprattutto nella popolazione maschile; allora, infatti, la moda femminile era ancora molto elaborata e richiedeva una vestibilità estremamente precisa, curata e su misura.

Gli abiti Pret-à-porter femminili cominciarono a diffondersi intorno ai primi anni del XX secolo. Prima di allora, le donne, per restare al passo coi tempi, intervenivano su abiti che già possedevano ed indossavano quotidianamente. Infatti, mentre le signore delle classi più agiate compravano vestiti fatti su misura secondo la moda corrente, le signore della classe media lavoratrice che non potevano permettersi di acquistare continuamente capi d’abbigliamento nuovi, per avere un guardaroba di tendenza e seguire l’evoluzione della moda e dello stile, dovevano rivedere, aggiornare e riadattare i propri abiti già in uso.

La diffusione del Pret-a-porter è il riflesso di una combinazione di più fattori, come la disparità economica, la nascita e l’affermazione dell’Industria della moda, nonché l’attenzione del “mondo” e dei “media” sul Fashion system. La domanda sempre più crescente di indumenti femminili di tendenza, glamour, eleganti, ma a prezzi accessibi, ha fatto sì che designer e grandi Case di Moda cominciassero a produrre abiti in serie, rendendoli così disponibili a più classi sociali e di reddito, mantenendo però alta la qualità dei vari articoli.
“I vestiti non significano nulla finché qualcuno non comincia a viverci dentro” Marc Jacob.
Negli anni sessanta, Yves Saint Laurent è stato uno dei primi stilisti famosi a portare in passerella le sue collezioni Pret-à-porter, ma chi ha sviluppato davvero lo stile di moda Pret-à-porter è lo stilista Pierre Cardin, nato in Italia nel 1922, che ha iniziato la sua carriera nell’industria della moda come illustratore di moda presso la Paquin, non prima di aver cambiato il suo luogo di residenza in Francia, a Parigi, sede della casa di moda. Dopo avere disegnato, creato e sviluppato i costumi per il film “La Bella e la Bestia”, nel 1947 il suo talento è stato attratto dalla griffe Dior. “I vestiti che preferisco sono quelli che io invento per una vita che non esiste ancora, il mondo di domani” affermava Cardin, che nel 1950 crea la sua “etichetta” e dà il via alla moda Pret-à-porter così come la conosciamo oggi; il 1953 è l’anno che vede la sua prima collezione donna, nel 1957 uscirà invece la sua prima collezione uomo. Le collezioni Pret-à-porter degli stilisti famosi e delle grandi Case di Moda sono presentate in passerella nelle canoniche, classiche, stagioni di punta della moda, la stagione “Primavera/Estate” e quella “Autunno/Inverno”, durante le fashion week nelle grandi metropoli della moda, New York, Milano, Parigi e Londra, ma anche nelle città emergenti della moda come Berlino, Amsterdam e Madrid, dove gli abiti di stilisti già affermati e celebrati e di stilisti emergenti, sfilano ad inizio e metà anno. Oltre alle “stagioni” classiche, il Pret-a-porter ha anche stagioni “intermedie”.

E’ il caso delle collezioni interstagionali “Resort” o “Cruise”, nate originariamente per soddisfare le esigenze di un pubblico d’élite che amava viaggiare nei mesi invernali verso destinazioni calde mediterranee o esotiche, presentando capi pratici e leggeri; oggi, presentate ogni anno tra aprile e giugno per poi arrivare nei negozi alla fine di novembre, sono pensate per la stagione di transizione tra autunno-inverno e primavera-estate. A queste si contrappone la collezione pre-autunnale “Pre-Fall”, lanciata dai brand di moda tra maggio e giugno e disponibile sugli scaffali prima delle collezioni autunnali principali, proponendo capi versatili, adatti ai climi di transizione tra estate e inverno, spesso anticipando i temi che verranno sviluppati per la stagione fredda. La “Capsule Collection” è invece una collezione che non appartiene a una delle stagioni tradizionali, ma viene spesso lanciata al di fuori del canonico calendario della moda attraverso la presentazione di un numero limitato di capi, progettati per integrarsi tra loro e creare così numerosi outfit con pochi indumenti. La Capsule Collection è conosciuta anche come “Edizione speciale”, poiché inaspettata e sorprendente, mai regolare né scontata, spesso disponibile per brevi periodi o prodotta in tiratura limitata. Oggi tante tra le grandi e famose Case di Moda si dedicano non più solo all’alta sartoria, ma anche alla produzione di modelli Pret-à-porter, altre maison invece presentano solo collezioni Pret-à-porter, lasciando l’Alta Moda solo come vetrina della creatività e delle eccellenti capacità della Casa. Gli abiti Pret-à-porter sono abiti meravigliosi, di alta qualità per lavorazione, materiali e design, abiti di “lusso accessibile” che ogni donna può indossare nella quotidianità, creando look strepitosi, molto particolari, personali e sempre estremamente fashion.
“Tutti possono vestirsi bene e essere glamour, ma è l’abbigliamento che una persona usa tutti i giorni a darne il fascino” Alexander Wang.
