Ci sono artisti che hanno calcato palcoscenici teatrali, che hanno interpretato e diretto pellicole cinematografiche e sono rimasti nel nostro immaginario collettivo per una loro creazione entrata nel lessico, come un termine di paragone per definire un determinato contesto. Uno di questi è stato senza ombra di dubbio Sergio Tòfano, che nacque a Roma il 20 agosto 1886 da una famiglia borghese. Durante gli studi universitari, Sergio Tòfano iniziò a studiare recitazione presso l’Accademia di Santa Cecilia. Si laureò in lettere con una tesi sul ruolo del brillante nel teatro italiano. Già dal 1909 Sergio Tòfano fece parte della compagnia di Ermete Novelli e nel 1912 quella del Teatro Quattro Fontane, recitando ruoli brillanti insieme a Lyda Borelli e Vera Vergani. In quegli anni sviluppò il personaggio che gli diede la fama imperitura, il Signor Bonaventura. Sergio Tòfano aveva esordito già nel 1906 come disegnatore sulla rivista Pupazzetto e nel 1908 come realizzatore delle copertine de Il giornalino della Domenica, dimostrando una buona mano da disegnatore.

Collaborò anche con il Corriere dei Piccoli e nel 1917 creò il personaggio del signor Bonaventura, che divenne protagonista di una serie di fumetti illustrati e in seguito di veri e propri volumi che narravano le mirabolanti avventure di un uomo alto e dinoccolato, con cappello e giacca rossi, accompagnato da un cane bassotto. Sergio Tòfano, che si firmava Sto, narrò centinaia di storie del Signor Bonaventura, che iniziavano sempre con: “Qui comincia la sventura del Signor Bonaventura”, poi finivano immancabilmente con la ricompensa di un milione di lire, che oggi varrebbero un milione di euro, del ricchissimo Signor Bonaventura. Negli anni venti dello scorso secolo Sergio Tòfano, meglio Sto, recitò in macchiette che scriveva lui stesso, spesso erano caricature tendenti al grottesco. Tòfano recitò anche per il teatro più impegnato, da Pirandello a Molière a Ibsen, fino a Bertolt Brecht e Anton Cechov. Nel 1923 sposò Rosetta Cavallari, anch’essa un’attrice, i due ebbero un figlio, Gilberto, che divenne un aprrezzato regista teatrale televisivo. Nel 1931 Sergio Tòfano ebbe la direzione della T., una compagnia teatrale di grande importanza in quegli anni. Sempre in quello stesso periodo Tòfano esordì nel cinema, con il film La segretaria privata, poi recitò con registi come: Mario Mattoli, Luigi Comencini, Pasquale Festa Campanile, Nanni Loy, Bernardo Bertolucci e Mario Monicelli, insomma il meglio del cinema italiano. L’avvento della televisione e i primi sceneggiati che erano seguiti da milioni di spettatori, videro Sergio Tòfano tra i protagonisti di quella stagione. Recitò in Orgoglio e pregiudizio nel 1957, L’idiota nel 1959, Mastro don Gesualdo nel 1964, I promessi sposi nel 1967, il primo con la regia di Sandro Bolchi. Nei Promessi sposi, Sergio Tòfano interpretò il ruolo di Don Ferrante, il marito di Donna Prassede. Nel frattempo il personaggio del Signor Bonaventura viveva di vita propria e portando grande successo a Sergio Tòfano, nel suo pseudonimo di Sto. Il Signor Bonaventura divenne protagonista di Carosello, la prima trasmissione dedicata alla pubblicità, narrata in piccole storie, che oggi chiameremmo corti. Sergio Tòfano fu anche regista e diresse Cenerentola e il Signor Bonaventura nel 1941, con Paolo Stoppa nel ruolo del Signor Bonaventura, che ovviamente riceveva la ricompensa di un milione alla fine della sua avventura. Nel 1943 Sergio Tòfano diresse Gian Burrasca, una commedia con la sceneggiatura di Cesare Zavattini, che servì a dimenticare quei giorni terribili della guerra. Sergio Tòfano era davvero un artista poliedrico. Scrisse e illustrò libri di favole, come Storie di cantastorie e Cavoli a merenda. Curò un’edizione di Pinocchio per la De Agostini e scrisse un saggio sul teatro italiano, dal titolo: “Il teatro all’antica italiano.” Che viene ancora oggi considerato un testo fondamentale per gli aspiranti attori, registi e commediografi. Nel 1953 Sergio Tòfano divenne insegnante all’Accademia nazionale d’arte drammatica, fondata da Silvio D’Amico, in quegli anni partecipò a numerosi sceneggiati televisivi e rappresentazioni teatrali. Il 1960 fu un anno funesto per Sergio Tòfano, sua moglie, che soffriva di una forte depressione, si suicidò e per il padre del Signor Bonaventura, furono giorni e anni sventurati. Malgrado il dolore, Sergio Tòfano continuò a collaborare come sceneggiatore e aiuto regista con molti colleghi. Morì a Roma il 28 ottobre 1973 e oggi riposa nel Cimitero Maggiore di Milano, accanto alla sua amata Rosetta. Sergio Tòfano è stato un artista completo che ha creato un personaggio che ha attraversato anni difficili e di rinascita dello scorso secolo, il simbolo di un riscatto civile e morale e di quel pizzico di fortuna che talvolta nella vita serve davvero.
