Raccontare un luogo non è sempre facile, riuscire a cogliere le sue mille sfaccettature, le sue sfumature, la sua storia e la sua gente. In queste pagine ho cercato di farlo, rispettando sempre ogni punto di vista, aperto ad ogni critica e ad ogni suggerimento. Arriva però un momento in cui le idee non vengono in aiuto, per cui la cosa migliore da fare, per continuare nell’arduo compito di tramandare le conoscenze, è mettersi un paio di scarpe comode e cominciare a camminare, lasciando che occhi e orecchie facciano il loro lavoro, catturando ogni minimo indizio per tirar fuori nuove storie, nuovi racconti. Così ho fatto e, senza che me ne accorgessi, il fato mi è venuto in soccorso. Un giorno, camminando per il mercato di Aulla, ho visto un chioschetto sotto il quale alcune persone sembrava stessero presentando qualcosa; convinto che si trattasse dei miei amici Testimoni di Jehova, ho pensato di avvicinarmi per salutarli e proporgli la mia solita, vecchia, stantia battuta sulla fine del mondo. Non erano loro, bensì alcuni simpatici ragazzi che raccoglievano firme per aiutare una piccola comunità buddhista ai confini della Lunigiana storica, vicino a Lerici. Ormai che c’ero perchè non fare nuove amicizie? Così ho cominciato a stringere le mani, a scambiare due sorrisi e ad ascoltare le loro storie. Come spesso accade ho scoperto di avere qualche amicizia in comune e, come se non bastasse, con uno di loro forse mi ero già incrociato in qualche palestra di arti marziali. Ci siamo scambiati i numeri di telefono e la promessa che prima o poi sarei andato a trovarli. Mentre riprendevo la via per il parcheggio, ecco una prima illuminazione: poter far loro un’intervista per raccontare la visione buddhista della Lunigiana, perché no? Passo dopo passo, però, le idee, come semi piantati nel fertile terreno della curiosità, crescono e diventano piante, edere che fioriscono senza nessuna regola, ricoprendo ogni angolo di fantasia disponibile ed allora ecco la seconda idea: perchè non raccontare la Lunigiana dal punto di vista della spiritualità? Questa è sempre stata una terra ricca sotto l’aspetto magico e rituale, le statue stele ne sono i muti testimoni, poi ancora tutte le chiese e le pievi e i santuari disseminati in ogni angolo. Ad Aulla dopotutto c’era una stazione di passaggio per i pellegrini impegnati sulla Via Francigena. Pontremoli, Fivizzano, Villafranca e tutti i comuni sparsi sui versanti degli Appennini e delle Alpi hanno visto frotte di fedeli vagare per le loro vie in cerca della presenza divina, qualche traccia devono pur averla lasciata.
Tornato a casa l’idea era bella e pronta, ma mancavano ancora due cose importanti. La prima di queste: una degna compagnia, perchè certe avventure non vanno affrontate da sole, per cui ho subito coinvolto Mattia Cardellini, che con me condivide la passione della scrittura sulle pagine di questi diari e Jeremy, un amico fresco fresco arrivato dagli Stati Uniti, sublime fotografo ex foto giornalista, ma sempre con la macchina fotografica pronta all’uso. Quando la squadra è giusta e il progetto è valido, non serve nemmeno chiedere: una serata in compagnia, una birra e tutti pronti a partire. La seconda cosa importante era quella di ricercare e programmare ogni intervista perchè da subito abbiamo capito che, l’unico modo per raccontare nuove storie, è farlo fare dai protagonisti stessi. Nel giro di un mese abbiamo cominciato a chiedere, telefonare, prendere appuntamenti e abbiamo fatto nuove conoscenze, nuove amicizie, esplorando mondi nuovi che non avevamo nemmeno idea si potessero trovare qui da noi. Ci siamo imposti solo una regola: il nostro intento è quello di raccontare senza mai criticare o giudicare. Il vero mestiere del giornalista deve essere questo: guardare, chiedere, raccontare. Una storia potrà piacere o meno, potrà sembrare ridicola o troppo seria, magari qualcuno potrà obiettare che, alla fine, son tutte fantasie, ma nessuno di noi si è mai permesso di schernire o esaltare qualcuno a discapito di un altro. Le storie sono belle solo se chi le racconta non le cambia secondo i propri gusti o le proprie tendenze, mostrandole al pubblico per quello che sono.
“Cerca l’inaspettato e lasciati sorprendere” è il mio motto, che invito a far vostro durante questo viaggio che ci terrà insieme per un bel po’, perchè di storie da farvi sentire e vedere ne abbiamo raccolte parecchie e altre ne stiamo trovando. La Lunigiana è un posto davvero selvaggio e misterioso, cercheremo di svelarvelo come non lo avete mai visto ne’ sentito, non dovete far altro che rimanere con noi.
