Parlando con dei ragazzi di dodici e tredici anni, uno di loro mi ha fatto una domanda davvero impegnativa: voleva sapere che cos’è il tempo e qual è il suo perchè. Non è facile spiegarlo ad una persona adulta, figuriamoci ad un ragazzo che sta entrando nell’adolescenza. Per chi ci crede, si potrebbe dire che Dio ha inventato il tempo per rendere dinamica l’esistenza, per creare la vita, visto che una vita senza tempo sarebbe statica e non avrebbe più motivo di esistere. Credo sia una questione un po’ filosofica e siccome io, con quella materia, non vado molto d’accordo, mi sono lanciato nel raccontare una serie di curiosità riguardo il tempo, che hanno fatto molta più presa. Anticamente non tutti erano d’accordo sul fatto che il tempo fosse lineare, qualcuno credeva che fosse ciclico, ovvero che si ripetesse in loop: alcuni filosofi greci, ma anche i Maya, ad esempio con i loro cinque cicli di creazione, ognuno dei quali finito con una grande catastrofe. Oggi, invece, siamo praticamente tutti d’accordo che si possa descrivere con una retta infinita, anche se i fisici ci dicono che il tempo sia una dimensione nata con l’universo e che morirà con esso, una semiretta dunque. Ci stiamo impelagando di nuovo, torniamo alla nostra retta. Non tutti sono d’accordo nello stabilire in che punto si trovi lo zero, i musulmani ad esempio pensano di essere nell’anno 1447, prendendo come punto di partenza il nostro anno 622 d.C. quando cioè il loro profeta Maometto migrò dalla Mecca a Medina, la cosiddetta Egira.

Nel resto dei paesi occidentali o occidentalizzati, il conto inizia dalla nascita di Cristo, dove abbiamo posto il punto zero ma, ahimè qui cominciano i guai anche per noi. L’anno zero non esiste, esiste il punto zero che si materializza per un microsecondo tra la fine dell’anno uno prima di Cristo e l’uno dopo Cristo. Quando però abbiamo cominciato a contare il tempo dalla nascita di Gesù? Fino al VI secolo dopo Cristo gli anni si contavano dalla salita al potere dell’imperatore Diocleziano, passato alla storia per essersi inventato la tetrarchia e per aver scatenato una delle più terribili persecuzioni dei cristiani. Prima ancora il conteggio partiva dalla fondazione di Roma “Ab urbe condita”, letteralmente dalla fondazione della città.

Nel 625, dunque, papa Giovanni I incaricò il monaco Dionigi il piccolo, di elaborare un metodo matematico per stabilire l’avvento della Pasqua secondo le regole dettate dal Concilio di Nicea del 325 d.C.. Per farla breve, il monaco incrociando alcune tabelle che ripercorrevano anche il calendario lunare stabilì che Gesù nacque 753 anni dopo la fondazione di Roma, ma non tenne conto dell’anno zero semplicemente perchè il concetto di zero ancora non era stato introdotto in Europa. Se vogliamo complicarci ancora di più le idee dobbiamo pensare che l’incarnazione avviene al concepimento non alla nascita di Gesù, ragion per cui se il 25 dicembre si festeggia la nascita, il concepimento deve per forza avvenire nello stesso anno (infatti si festeggia a marzo), altrimenti avremmo il concepimento nell’anno prima e la nascita in quello dopo. Dionigi fu quindi costretto a far nascere Gesù nell’anno uno dopo se stesso. In realtà l’adozione di questo sistema di conteggio fu ufficializzato, se così si può dire, da un altro monaco, questa vota irlandese, Beda il venerabile, che, nel 731 d.C., per datare la sua “Storia ecclesiastica degli inglesi” utilizzò il sistema del suo predecessore, introducendo anche la nozione di prima e dopo Cristo.

Confusi? Allora aspettate che vi confondo ancora un po’ le idee. Alla fine del XX secolo Heribert Hillig, un editore tedesco e Hans Ulrich Niemitz, un ingegnere, se ne vennero fuori con un’idea u po’ strampalata che per un po’ di tempo però sembrò prendere campo. Con un libro dal titolo “Il medioevo inventato” sostennero che il periodo storico compreso tra il 614 ed il 911 d.C. non sarebbe mai esistito e che sarebbe stata tutta un’invenzione creta ad arte dall’imperatore Ottone III e dal papa Silvestro II per legittimare il loro potere alle soglie dell’anno Mille. Carlo Magno, secondo questi studiosi, sarebbe un personaggio di fantasia e con lui tutta una lista di figuranti inventati di sana pianta per sostenere un’impianto di potere da condividere tra Stato e Chiesa. Oggi noi saremmo nel XVIII secolo con uno scarto di ben 297 anni. I documenti ed i reperti storici di quel lasso di tempo sarebbero secondo loro talmente scarsi da provare con certezza la manomissione dei calendari. Con buona pace dei terrapiatisti invece ci sono alcuni fenomeni astronomici che demoliscono questa teoria, leggasi eclissi solari e i passaggi della cometa di Halley ( che io vidi nel lontano 1986).
Ora che vi ho procurato un bel mal di testa, potete anche bervi un sorso d’acqua e magari prendere una boccata d’aria, ma ricordate una cosa: secondo alcuni calcoli recenti, Dionigi fece qualche errore di calcolo per cui Gesù non nacque nell’anno zero e nemmeno nell’uno, ma tra il tre ed il sette prima di sé stesso.
Questo si che è un bel rompicapo!
