L’Europa, questa fragile unione monetaria, economica e in qualche modo politica, è stata immaginata, sognata da uomini che in quegli anni potevano solo sognare questa grande federazione di Nazioni. Altiero Spinelli è stato di certo colui che ha scritto su carta quel pensiero di unità e collaborazione tra nazioni che oggi è minato da mille questioni. Altiero Spinelli nacque a Roma il 31 agosto 1907. Trascorse la sua infanzia a Campinas, in Brasile, dove suo padre ricopriva il ruolo di viceconsole del Regno d’ Italia. Dopo il ritorno in Italia, Altiero Spinelli frequentò il liceo Mamiani di Roma ed apprese il latino, il tedesco e il francese, dimostrando dimestichezza con le lingue morte e straniere. Fin da giovanissimo si avvicinò agli ideali socialisti e approfondì il pensiero marxista, grazie ai libri che trovò nella biblioteca di suo padre. Altiero Spinelli si diplomò e si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza all’Università La Sapienza, aveva sedici anni. Si iscrisse al Partito Comunista, nel 1924, anno dell’assassinio di Giacomo Matteotti e della clandestinità dei comunisti. La cosa non piacque a suo padre, fermo sulle sue idee socialiste. In ogni caso Altiero Spinelli divenne il leader della cellula del quartiere Trionfale di Roma. A causa del suddetto attivismo, Spinelli fu costretto a trasferirsi a Milano, dove nel 1927 venne arrestato dal regime fascista. Dal 1928 al 1937, Altieri Spinelli fu recluso nelle carceri di Lucca, Viterbo e Civitavecchia. Trascorse quel periodo studiando il greco classico, Hegel e Marx comprendendoli talmente bene, che si defilò dal Partito Comunista. Nella sua lunga reclusione, ebbe compagni di prigionia come: Giuseppe Pianezza, Umberto Terracini e Leo Valiani. Nel 1937 Altiero Spinelli fu confinato sull’isola di Ponza, che in quegli anni non era una meta di turismo, ma di esilio per i dissidenti al regime. Dopo Ponza, Altiero Spinelli fu trasferito a Ventotene e in quegli anni prese una dura posizione contro Stalin e il comunismo sovietico. Altiero Spinelli aveva già compreso che gli ideali del proletariato erano stati contaminati, diventando lo stesso Partito Comunista sovietico, un partito afferente al solo Stalin. Ovviamente Spinelli fu espulso dal Partito Comunista Italiano e ritenuto trozkista, come se fosse un insulto. Altiero Spinelli lesse molto durante il confino e conobbe personaggi determinanti per la storia della Repubblica che sarebbe nata. Luigi Einaudi, Sandro Pertini, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni, furono propedeutici per quel giugno del 1941, a Ventotene, dove venne redatto il documento base del federalismo europeo italiano, il Manifesto per un’Europa Libera e Unita, che sarebbe stato conosciuto come Manifesto di Ventotene. Da quel momento la storia si intreccia con la leggenda. In quegli anni la censura era molto attiva e la diffusione del Manifesto avvenne grazie ad Ursula Hirschmann, che era la moglie di Colorni e che riuscì in qualche modo a divulgare il prezioso scritto, sembra con dei piccoli foglio cuciti all’interno di un cappotto. Il 18 agosto 1943, dopo l’arresto di Mussolini, Altiero Spinelli fu liberato e fondò un movimento, più adatto alle sue idee di federalismo europeo. Alla fine di agosto del 1943, in Via Poerio a Milano, si tenne il primo congresso del Movimento Federalista Europeo, erano presenti: Spinelli, Colorni, Hirschmann, Manlio Rossi Doria, Vittorio Foa. Nel frattempo scoccò la scintilla tra Altiero Spinelli e Ursula Hirschmann, che fuggirono in Svizzera, insieme a Luigi Einaudi, mentre Colorni venne catturato e ucciso a Roma, nel maggio del 1944 dalla famigerata banda Koch. Nel 1944 Spinelli rientrò a Milano per partecipare alla resistenza ed aderì al Partito d’Azione. Nel 1945 a Parigi si tenne la prima Conferenza federalista europea, tra i partecipanti c’erano anche scrittori di un certo livello, come Albert Camus e George Orwell, oltre al filosofo Emmanuel Mounier. Nel 1946 Altiero Spinelli non seguì Ugo La Malfa e Ferruccio Parri nell’esperienza del Partito Repubblicano Italiano. Da quel momento Altiero Spinelli iniziò la sua battaglia per far riunire le nazioni europee sotto l’ombrello del Piano Marshall. Propose la CED, la Comunità Europea di Difesa, che fu bocciata a causa dell’opposizione della Francia e che oggi è tornata di grande attualità. Negli anni successivi, Altiero Spinelli si dedicò all’attuazione del suo sogno europeo. Fu membro della Commissione europea dal 1970 al 1976, ricoprendo il ruolo di Commissario europeo per la Politica Industriale e Tecnologica. Nel 1976 Altiero Spinelli si presentò alle elezioni politiche italiane come indipendente di sinistra nelle liste del PCI e fu eletto deputato. Si iscrisse al gruppo misto e sempre come indipendente venne eletto al primo Parlamento europeo a elezione diretta, correva l’anno 1979. Altiero Spinelli venne rieletto nel 1984, in quella occasione propose il progetto costituzionale per gli Stati Uniti d’Europa, che fu bocciato a causa dell’ostilità dei vari Stati a mantenere le varie sovranità. Spinelli rimase in pianta stabile nel parlamento europeo e fu uno dei principali politici della scena europea, attraverso il Club del coccodrillo, da lui fondato nel 1981. Altiero Spinelli intervenne nel 1985 durante il Congresso del Partito Radicale per esortare il movimento di Marco Pannella a promuovere le sue battaglie a livello europeo. Altiero Spinelli morì il 23 maggio 1986 e oggi riposa nel cimitero comunale di Ventotene, il luogo dove il suo sogno di libertà e unità ebbe inizio ed ha ancora bisogno di gente che lo porti avanti con forza e dignità.
Altiero Spinelli: l’uomo che sognò l’Europa
