foto di Pietro Marchini
Venerato da etruschi e romani come signore delle selve, custode dei boschi, vigneti e pascoli, impugna con la mano destra il Pennato simbolo della sua unione con la natura. Fu anche un dio dei Liguri-Apuani, ne è testimonianza quel che si conserva al Museo del Marmo di Carrara, una stele votiva trovata a Luni dove, in bassorilievo, c’è un uomo barbuto con un pennato nella destra e un ramo d’albero nella sinistra, un’immagine del Dio Silvano venerato nel territorio di Luni. Ancora nel 1924 fu scoperta presso la cava di Gioia (Carrara) un bassorilievo con un’altra immagine del Dio Silvano, che ha nella mano destra un pennato e nella mano sinistra un ramo d’albero, esattamente come a Luni. Sono molti gli studiosi che ritengono Silvano un Dio italo-etrusco di provenienza toscana, pertanto protettore anche del sottosuolo, ciò di cave e miniere.

Silvano è solo umano anche se di aspetto primitivo, quasi sempre raffigurato nudo, barbuto, con capelli lunghi, con una corona di pino sul capo, una pelle caprina sulle spalle. Oppure portava con ambedue le braccia un cesto di frutta, in qualità di custode degli orti, oltre che protettore degli armenti e dei campi. Con la mano sinistra teneva il ramo di pino, con l’altra un coltello ricurvo, un Pennato, lo strumento dei boscaioli, con breve impugnatura, con lama larga e la punta ricurva in avanti. Dunque, Silvano il dio degli Etruschi e Liguri-Apuani e il Pennato simbolo del Dio. Fu questo uno strumento utilizzato come arma ma anche come attrezzo in agricoltura: Roncola o Falcetto, Segolo, Roncio o Marraccio, a seconda delle zone delle Apuane, dell’uso che se ne faceva e del suo significato che nel corso del tempo cambiò, divenendo scaramantico o propiziatorio.

Sulle Apuane si possono contare oltre 500 Pennati incisi sulle banconate rocciose, fra i più conosciuti citiamo: il masso di Trogna (390 m), il masso di Terrinca (550 m), il monte Rovaio (1060 m) e tante altre località. Dobbiamo dare merito ad alcuni ricercatori che nel tempo, con intuito e molta pazienza hanno trovato e ripulito i massi mettendo in risalto le Incisioni Rupestri che, non sono soltanto pennati ma anche urne votive, scene di caccia e croci dovute alle origini del cristianesimo.
