seconda e ultima parte
Diari Toscani incontra Galliano Pasquini, detto Lilli, classe 1926, unico centenario di Gaiole in Chianti dove vive e nel quale è nato. Ha dedicato tutta la vita al lavoro nei campi in totale armonia con la natura e i compaesani.
Reciprocità: quanto è importante la relazione con quelli del posto in una realtà abbastanza circoscritta di un paese dove tutti, più o meno, sanno i fatti di tutti, con i pro e i contro, ovviamente.
Mi hanno sempre voluto tutti bene, e non posso dire che qualcuno mi abbia voluto male. Devo dire che anche quando sono andato fuori dal paese, ‘lontano’, a Siena e a Montevarchi, tutti mi apprezzavano.
Perché andava a Montevarchi e a Siena?
Si ‘avea’ le bestie e si faceva il mercato!

E come funzionava l’acquisto o lo vendita del bestiame?
Si andava più che altro a comprare, e le bestie ce le portava chi ce le vendeva, questo per i vitelli, per i maiali ci si pensava da soli.
Aveva tanti maiali e buoi?
Maiali anche cento! I bovini sette-otto.
E quando ammazzavate il maiale lo lavorava lei?
No, no, venivano i lavoranti, io però ero sempre presente.
In quali occasioni si ammazzava il maiale?
Per le feste di Natale. A quei tempi con un maiale si sfamava una famiglia per tutto l’anno. Certo, non è che si mangiava carne tutti i giorni! La carne suina si salava e si lavorava in modo che non si sciupasse.
Lilli, quando pensa al passato qual è il suo stato d’animo? Malinconia? Nostalgia?
No, non ho avuto dispiaceri da nessuno, ho avuto dei piaceri e quindi ricordo con piacere.
Quanto è importante parlare del passato con i giovani?
Eh! Purtroppo non tutti capiscono quello che ha fatto un vecchio nella sua vita.
Cioè?
I vecchi hanno vissuto in modo completamente diverso, senza i mezzi che ci sono oggi.

I suoi nipoti non le fanno delle domande sul suo passato?
Sì, e mi fa piacere raccontare, perché, anche facendo bene o facendo male, siamo arrivati qui.
Quando pensa al futuro a cosa pensa?
Penso poco! Che penso… che staranno meglio di me!
Ovvero?
Che forse lavoreranno meno di quanto ho lavorato io. Perfino questa casa erano macerie quando la comprai. Ho lavorato giorno e notte insieme al muratore.
Che soddisfazione c’è arrivare ai 100 anni, e bene, come lei? Be’ con un problema di udito, pazienza, chi parlerà con lei urlerà un po’ di più!
Eh! Pare quasi strano quando ci si ‘leva’, di vedere la luce. Vedrà: ho cent’anni di molto non campo! Comunque mi sento bene, ho la famiglia che mi segue, mia nuora che mi accudisce sempre, non sono mai solo, anche se mia moglie è morta da ventidue anni. Ho il conforto della famiglia.
Non ha mai avuto desiderio di andare a vivere in città?
No, troppa confusione, sono nato in campagna e il mio mondo è sempre stato questo.
C’è una stagione che le piace di più?
La primavera, perché si va verso la stagione buona e ai vecchi il freddo gli dà noia!
A un giovane cosa suggerirebbe: vivere in campagna o in città?
Vivere in campagna e fare l’agricoltore.
Quanto sono importanti le nostre ‘radici’?
Molto specialmente per trasmettere ai giovani la nostra esperienza di vita.

Lilli mi ha detto sua nuora che la colazione è il pasto che lei si prepara da solo perché è un momento tutto suo, il suo rituale per iniziare la giornata. Una curiosità: cosa mangia?
Pane inzuppato nel latte dolce, mi piace il dolce… e niente caffè, non lo prendo da tanto. E arrivo all’ora di pranzo perché sto bene così, e poi torno un po’ a letto. Dopopranzo se non è freddo esco un po’ a camminare, se qualcuno mi aiuta a scendere le scale perché da solo non le fo. Per salire, però, mi sento sicuro solo con Patrizia. Altrimenti sto qui, alla finestra. La televisione non la guardo, ci vedo pochissimo e non ci sento, cosa la guardo a fare?
Infatti stamani mi aspettava qui, davanti alla finestra e cosa guarda, la natura? Pensa?
Mah… vedo quando arrivano quelli di famiglia.
Siamo prossimi al compleanno, e spegnerà le candeline, anzi, mi hanno detto che le faranno una torta con la forma del numero cento e un’unica candelina. Dovrà esprimere un desiderio, mi confida quale sarà?
Non saprei. Sa, sono sempre stato in mezzo alla gente e mi è sempre piaciuto parlare… e mi piace stare con i miei nipoti e i miei bisnipoti.

Suggerisco il desiderio dopo quello che mi ha detto?
Sì!
Poter stare ancora in mezzo alla gente e alla mia famiglia e poter parlare!
Ecco, questo!
Il suo piatto preferito?
La polenta con il miele!
Un consiglio ai giovani?
Lavorare e fare il ‘bon per la pace’. Voler bene a tutti è sempre meglio.
