“La moda non è qualcosa che esiste solo negli abiti. La moda è nel cielo, per la strada, la moda ha a che fare con le idee, il modo in cui viviamo, quello che ci succede attorno” Coco Chanel. Scrivere sulla moda, occuparmi di moda e del suo mondo, e di fatto “viverlo” personalmente, è appassionante, coinvolgente, entusiasmante, è il realizzarsi di uno dei miei sogni di bambina, attratta fin da piccola dall’eleganza, dal glamour, dalle tendenze stilose e dalla bellezza. “La moda è un fenomeno sociale che si caratterizza principalmente per la sua estrema variabilità. Essa, infatti, non può fare a meno di mutare costantemente e pertanto sin dal primo apparire sulla scena sociale si è manifestata attraverso un’incessante produzione di forme nuove o che si presentano come tali” così la moda secondo Vanni Codeluppi, sociologo italiano, studioso dei fenomeni comunicativi presenti nel mondo del costume, dei media e della cultura di massa. La moda è un modello di comportamento sociale, è un fenomeno collettivo che influenza i modi di vivere e le usanze, che varia nel tempo e nei luoghi a seconda del gusto e delle abitudini particolari del momento. Nel suo significato più generale, consiste nella scelta del modo di gestire ed indossare ornamenti, accessori, abbellimenti, secondo il gusto di una determinata epoca e di uno specifico luogo ed è un fenomeno che coinvolge le comunità attraverso la società, i codici che impone ed il gusto individuale. La moda non è solo vestiario, abiti ed accessori, ma un vero e proprio linguaggio attraverso il quale si esprimono identità, appartenenza e cambiamenti sociali ed è un linguaggio influenzato da vari fattori, come tendenze, eventi, arte. Quello della moda è un linguaggio non verbale che permette sia di conformarsi, ma anche di distinguersi da un gruppo, da una collettività o da una determinata società, riflettendo la cultura del tempo. Con il termine moda, naturalmente ed in senso lato, ci si riferisce anche all’industria che ruota intorno al mondo dello stile e del gusto nell’abbigliamento, negli accessori e nell’estetica, e che rappresenta un settore economico globale che unisce creatività, artigianato e produzione, con centri focali come Milano, Parigi, Londra e New York. Vestiti, ma anche borse, scarpe, gioielli e accessori vari che siano decorativi, spesso funzionali ed integrativi all’abbigliamento stesso e che vanno ad arricchire per colore, estetica e stile, creando look determinati, eleganti, chic, spesso particolari e unici, danno vita a ciò che definiamo “moda”. Ciascun articolo di moda ha un significato culturale e sociale; in esso si condensano funzioni fondamentali per la vita dell’uomo, che si sono tramandate ed anche evolute nel tempo, come quella pratica legata alla vestibilità, quella estetica legata al gusto, alle tendenze delle varie epoche e tempi e a canoni specifici delle diverse comunità e anche quella simbolica, grazie alla quale si viene a definire l’appartenenza ad un particolare gruppo e spesso ad identificare lo status sociale, civile e religioso. La moda nasce solo in parte dalla necessità umana di coprirsi con tessuti, pelle o materiali lavorati da indossare, una necessità “preistorica” correlata alla vita o meglio alla sopravvivenza stessa dell’essere umano. Dopo l’epoca preistorica, infatti, la moda ha assunto altre funzioni, precise funzioni atte a distinguere le varie classi sociali e relativi ruoli, legati alle mansioni sacerdotali, amministrative e militari, finendo così per differenziare “l’estetica”.

“Credo ci sia bellezza in ogni cosa. Lì dove la gente normale vede qualcosa di brutto, io sono solito vederci della bellezza” Alexander McQueen
L’estetica, per sua definizione, denota l’esperienza sensibile del bello e si riferisce quindi a tutto ciò che percepito in persone, oggetti, luoghi, in determinati momenti e situazioni, suscita piacere e piacere contemplativo. L’estetica nella moda è fusione di arte, creatività e identità personale, e nasce dallo studio dei principi di bellezza, armonia visiva e autoespressione, e si caratterizza in colori, stili e tendenze che con creatività ed eleganza riflettono emozioni e cultura; non è solo apparire od apparenza, ma è un modo per comunicare chi siamo, talvolta superando i canoni di bellezza tradizionali per favorire l’autenticità e l’espressione di sé. Estetica e moda sono in continua evoluzione poiché rispecchiano il modo in cui le persone vedono il mondo e se stesse in un determinato momento storico.
“La moda evolve sotto l’impulso di un desiderio e cambia per effetto di una ripulsa. La saturazione porta la moda a buttare alle ortiche quello che fino a poco tempo prima adorava. Poiché la sua ragione profonda è il desiderio di piacere e di attirare, la sua attrattiva non può certo venire dall’ uniformità che è la madre della noia”, queste sono le parole che Christian Dior ha usato in riferimento e per definire i repentini cambiamenti e le veloci trasformazioni, a volte addirittura radicali, della moda. E la mutevolezza, caratteristica propria e fondamentale della moda, è ciò che la distingue dal “costume”. Moda e costume, infatti, non sono la stessa cosa, come a volte si è portati erroneamente a pensare. La moda è momentanea rispetto al costume, più effimera, segue tendenze che cambiano rapidamente, che durano per brevi periodi, pochi anni, a volte solo per qualche stagione o addirittura per un’unica stagione, vedi le note “P/E” primavera-estate ed “A/I” autunno inverno; cambia velocemente perché è funzionale e serve alla persona e alle collettività per distinguersi o sentirsi parte di un gruppo, in un luogo specifico in un momento storico preciso, e va di pari passo ed è associata al consumo, alle richieste di mercato, a determinate esigenze e alle novità della società, ed è perciò in continua evoluzione estetica. Viceversa, il costume è stabile, tradizionale, legato alla cultura di un luogo specifico in una precisa epoca storica, rappresenta un’identità sociale consolidata, indica un modo di vestire e di comportarsi radicato e non influenzato dalle novità e dalle tendenze passeggere, a volte quasi capricciose del “qui e ora” tipiche della moda. Costume e moda sono quindi molto diversi tra loro ma comunque da sempre sono, e sempre saranno, profondamente e saldamente interconnessi, come sostiene anche il sociologo e filosofo francese Jean Baudrillard, quando afferma “Quello che passa di moda entra nel costume. Quello che scompare nel costume resuscita nella moda”.

“O si è un’opera d’arte o la si indossa” Oscar Wilde
La moda è arte? La moda per necessità deve essere funzionale e per questo deve riferirsi e rimanere connessa alla vita reale, inoltre è strettamente legata all’artigianato e all’industria, e di conseguenza ad una produzione più o meno ampia ed importante, a volte in “limited edition, altre volte in serie, raramente con pezzi unici. Per questi motivi la moda sembra essere distante dal concetto ideale dell’ “art pour l’art”, dal concetto di unicità d’opera, ma è indubbio che anche il mondo dell’arte e della moda siano strettamente connessi. Nel corso del tempo molti artisti sono stati affascinati dalla moda e dai suoi prodotti, dall’abbigliamento ai molteplici accessori, e l’hanno utilizzata per dare realismo alle loro rappresentazioni. Per secoli diversi artisti hanno raffigurato ogni dettaglio delle vesti che sono state di tendenza nelle varie epoche e in vari luoghi, tramandando gusti, gestualità, posture, ma anche soluzioni sartoriali, decorazioni e materiali, tutte opere di tanti anonimi artigiani che hanno contribuito e partecipato attivamente a creare il bello ed il lusso, facendo disegni per tessuti, realizzando merletti, ricami e costumi per le feste di corte. Al contempo, molti stilisti, fashion designer o couturier, o in qualsiasi modo si voglia chiamare il creativo della moda, ovvero colui che idea, progetta, disegna e coordina la realizzazione di collezioni di abbigliamento ed accessori definendo stili e tendenze, hanno tratto ispirazione per le loro creazioni dal mondo dell’arte, dando vita a lavori tanto straordinari da essere giustamente considerati e definiti veri e propri artisti. Spesso e fortunatamente di questo gli stilisti sono consapevoli, come lo è stato Roberto Cavalli, che infatti diceva “mi considero un artista, con l’unica differenza che le mie creazioni si indossano, non si appendono a un muro”. Tra questi due mondi, quindi, tra l’arte e la moda, il “dialogo” è iniziato secoli fa, è cresciuto nel tempo facendosi man mano sempre più stretto, e oggi continua a evolversi attraverso contaminazioni, sovrapposizioni e collaborazioni.
“La vera moda. Quella dove il disincanto è stile, l’originalità non posa, l’eleganza si fa notare. Quella che riconosci subito dai dettagli” Fabrizio Caramagna
Moda, stile, autenticità, creatività, bellezza, scrivere di tutto questo sarà per me un onore e un piacere, ed altrettanto sarà occuparmi e scrivere non solo di grandi nomi e brand blasonati, ma anche e soprattutto di realtà più piccole, locali, e non per questo meno interessanti e fascinose, e raccontare di giovani stilisti e sarti, di artigiani, di nuove figure emergenti, ed anche di operatori della moda e del suo mondo straordinario, sempre sorprendente, favoloso ed affascinante.
